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giovedì 6 giugno 2013

Ho trovato il mio primo “pezzo di storia”

E' da un po' che sogno di trovare un momento, una volta raggiunto un mercatino dell'antiquariato, per dedicarmi alla ricerca del numero della Domenica del Corriere del periodo della mia nascita, cioè ormai di più di cinquant'anni fa. 
 
Curiosità, curiosità grande di vedere che cosa era considerato “importante”, degno della carta stampata, ai tempi in cui sono nata. E grazie all'aiuto di un collega, che attraverso il blog ringrazio per la pazienza e la cortesia, mi sono procurata una copia de La Domenica del Corriere dell'11 gennaio del 1959.




Era l'8 gennaio del 1899 quando nelle edicole italiane apparve per la prima volta la Domenica del Corriere; costava 10 centesimi, era di 16 pagine ed era gratuita per gli abbonati del Corriere della Sera. 
Fu subito un grande successo. Infatti i quotidiani dell'epoca uscivano con pochissime pagine, piccoli titoli e lunghissimi testi, senza disegni né fotografie, mentre le copertine della Domenica del Corriere avevano bellissimi disegni colorati e molte fotografie.

Era iniziata l'era di una nuova editoria.

La nuova pubblicazione non fu concepita come periodico di informazione, per non risultare un doppione del quotidiano, ma venne pensata come «settimanale degli italiani»: doveva scandire, come un calendario, le loro giornate liete, le loro tragedie, i loro fatti piccoli e grandi.
La prima e ultima di copertina erano sempre disegnate; il Corriere si avvaleva di un giovane collaboratore, Achille Beltrame, disegnatore all'epoca praticamente sconosciuto, a cui veniva affidato il non facile compito di predisporre una tavola con il fatto più interessante della settimana.
Dopo la sua morte nel 1945, fu sostituito da Walter Molino che, come il suo predecessore, firmò memorabili copertine.
Nel corso degli anni venti e trenta la Domenica del Corriere divenne uno dei principali strumenti di informazione non solo della borghesia colta, ma di buona parte della popolazione italiana alfabetizzata. In questo periodo divenne il settimanale più venduto in Italia: le vendite raggiunsero le 600.000 copie. Sulle pagine della Domenica del Corriere trovarono una vetrina popolare anche le grandi firme del Corriere, come Luigi Barzini ed Indro Montanelli, primo direttore dopo la fine della guerra; lasciò la direzione alla fine del
1946 per tornare al «Corriere della Sera».
Dopo Montanelli comincia la lunghissima direzione di Eligio Possenti, critico teatrale, che guidò la «Domenica» fino al 1964, coadiuvato dal direttore "ombra", lo scrittore Dino Buzzati.
Negli anni cinquanta «La Domenica del Corriere» fu in testa alle vendite dei settimanali con 950.000 copie (con un picco di 1.300.000 nel 1952-53). Dopo un periodo di stanca agli inizi degli anni sessanta, dovuto soprattutto al diffondersi della TV, il settimanale fu rilanciato e nel 1966 tornò ad essere il più venduto in Italia, sfondando più volte il milione di copie.
La concorrenza dei settimanali d'informazione portò comunque ad una graduale, ma inarrestabile crisi; a nulla servì adeguarsi agli standards degli altri settimanali popolari rinunciando per sempre alle copertine disegnate per adottare la fotografia.
Dopo vari tentativi di rilancio la Domenica del Corriere chiuse definitivamente nel 1989 per trasformarsi in un nuovo settimanale di cronaca nera e rosa, che poco o nulla aveva a che fare con la storia e la tradizione della Domenica del Corriere.


Ma veniamo al mio numero, al mio pezzo di storia, all'11 gennaio 1959 (anno 61, n. 2).

Walter Molino, disegnatore che aveva sostituito Achille Beltrame, dedicava la copertina disegnata all’Udienza che il Santo Padre Giovanni XXIII aveva concesso ad Orlando Orfei.
“
I duecentocinquanta componenti il Circo Orfei sono stati ricevuti in Udienza da Giovani XXIII – recita la didascalia al disegno di copertina – Orlando Orfei teneva fra le braccia un leoncino, Dolly, che il Pontefice ha cautamente accarezzato; cautamente perché la piccola belva, eccitata da tante novità, appariva piuttosto irrequieta”
Alberto Orfei, figlio di Orlando, in anni successivi ha raccontato come l’udienza e la copertina della Domenica del Corriere che la racconta abbiano dato una nuova dignità al Circo nei confronti dell'opinione pubblica, con un notevole salto di qualità. 
 
E veniamo alle altre cose considerate importanti e degne di una lettura settimanale: qui solo per “sommissimi capi” dato che dedicherò del tempo alla loro lettura e ad un nuovo post, il prossimo fine settimana.

Girando le pagine, proprio come si fa al bar mentre si sorseggia il caffè:
A pagina 5: dalla rubrica 7 giorni nel mondo apprendo che il mio primo giorno di vita a Cuba hanno vinto i ribelli e che il dittatore Batista è in fuga. Sarà una coincidenza, ma nella mia vita sono stata (e lo sono tuttora) un po' ribelle anch'io.
A pagina 7: apprendo che l'idolo delle minorenni è Tony Dallara. Sarà una coincidenza, ma ancora oggi, a volte, sotto la doccia o mentre guido e sono in macchina da sola, canticchio “come prima, più di prima ti amerò".
A pagina 11: apprendo che a Cervinia, dove Colò nel 1947 volò a 159 Km all'ora, il giovane Schranz e l'anziano Molterer hanno studiato speciali sci per battere in primavera il record di velocità assoluto su sci detenuto dall'americano Miller con 175 Km.  Qui, ahimè, non ci sono coincidenze degne di nota; sugli sci sono sempre stata piuttosto incerta e non ho mai nemmeno pensato di cercare risultati da record.
A pagina 14: c'è un articolo sulla Svalutazione. Sarà una coincidenza, anzi no. Questa è proprio una costante della mia vita; non credo sia solo per la svalutazione, ma i soldi mi scappano continuamente dalle mani.....




venerdì 19 aprile 2013

Eccoci al tradizionale che cosa fare questo fine settimana.





Prima di tutto la nota dolente: le previsioni meteo segnalano un notevole abbassamento della temperatura e, almeno da me, copiose e continue piogge da venerdì nel primo pomeriggio  fino al rientro al lavoro il prossimo lunedì. 
Ormai, si sa, non sono più i tempi del mitico colonnello Bernacca che, a causa della poca tecnologia, era divertente guardare in Tv proprio perchè indovinava solo raramente....

In ogni caso, con l'ombrello o meno, il fine settimana è ricco di incontri.

A Vicenza, nelle piazze principali si sta allestando la mostra “Fiori, colori e ….”, mostra mercato dei fiori e del florovivaismo.
Vicenza si copre di fiori e colori con la quinta edizione di questa manifestazione che prevede l’esposizione di piante e fiori in piazza dei Signori, piazza Biade, piazza Castello e, da quest’anno, anche in piazza delle Erbe. 

Da venerdì 19 a domenica 21 aprile il cuore della città e le sue piazze diventano un grande giardino fiorito, ricco di proposte e originali iniziative.
Ecco il programma:
Piazza Biade
giardino eco-sostenibile progettato da alcuni architetti dove si potrà imparare a realizzare un giardino con materiali poveri
Piazza delle Erbe
laboratori didattici curati dagli studenti dell’istituto tecnico Boscardin di Vicenza – indirizzi biologico ed artistico
progetto “Orto in Città” curato dall’agronoma Chiara Centofanti
Piazza San Lorenzo
Giardino "La quarta essenza"
Piazza delle poste
espositori di oggettistica varia e sapori
Loggia del Capitanio
esposizione di bonsai con esemplari centenari di grande pregio a cura del Bonsai Club “Il Faggio”
attività di informazione e didattica dell’associazione “Amici dei Parchi”
Nella giornata di domenica 21 aprile nel rione Barche viene riproposta anche la seconda edizione di “Arteinfiore: le Barche in scena” con attività di animazione, musica e teatro per bambini.

E, questa volta, vi voglio segnalare anche qualcosa che si svolge a Valdagno: La festa della Maresina.
Chi mi segue sa di che cosa sto parlando; la Maresina è un’erba selvatica che cresce lungo le strade di campagna o nei giardini e presenta notevoli valenze sia farmacologiche che culinarie.
A Valdagno il suo nome è legato in primis alla tradizionale “frìtola”, ma è associata anche ad iniziative di carattere gastronomico-culturale: “La Maresina d’Argento”, prestigioso ed affermato concorso gastronomico organizzato dalla Provaldagno, e la “Confraternita della Maresina”, recentemente istituita.
L’impiego di quest’erba è stato testato nell’ambito di nuovi prodotti e ricette, quali cioccolatini, marmellate, grissini, formaggio, gelato.
Ed ecco un convegno ed  una festa per promuovere e diffondere la tradizione dell'utilizzo della Maresina che da poco ha ottenuto la certificazione De.Co. grazie al lavoro di Comune, Comunità Montana ed esperti del settore. Obiettivo del progetto è quello di valorizzare l'intero territorio, i prodotti di cultura popolare, la storia, le tradizioni, i sapori.
Ecco il programma delle due giornate
CONVEGNO
"Maresina erba madre tra tradizione e innovazione"
sabato 20 aprile ore 11.00 a Palazzo Festari
  •  breve lettura tratta dal libro "Profumo di maresina" di Annalisa Castagna (a cura di Tiberio Bicego)
  •  saluti Assessore Acerbi e Presidente della Comunità Montana Agno-Chiampo Manfron
Interventi:
Davide Cadore (tavolo di coordinamento delle De.Co. vicentine): introduzione dei lavori
Vladimiro Riva: caratteristiche e opportunità delle De.Co. vicentine
Vittorio Visonà (Provaldagno): la tradizione della Frìtola con la maresina a Valdagno
Gabriella Polita: la storia e le finalità del concorso gastronomico "La Maresina d'Argento"
Emilio Nizzero: la confraternita della Maresina
Antonio Chemello: la maresina a "La Prova del Cuoco"
Davide Cadore: chiusura
Altri interventi (es. Confraternita ristoratori De.Co.)
  • breve lettura tratta dal racconto "Profumo di Maresina", di Annalisa Castagna
  • buffet a tema curato dall'Istituto Alberghiero P. Artusi di Recoaro.
Festa della Maresina
Domenica 21 aprile 2013 Centro Storico
  • 9.00 - 18.00 Mostra Mercato a tema in Piazza del Comune
  • 9.00 - 18.00 Degustazioni ed esposizioni artistiche
  • 15.30 - 18.00 Animazione per bambini nel Cortile di Palazzo Festari 

    Se non piove, ci sarò!!!

venerdì 12 aprile 2013

Che fare domenica 14 aprile?

 Solo alcune indicazioni veloci per possibili attività per domenica prossima.

A Vicenza si svolge il tradizionale mercato dell'antiquariato nella piazze principali; dato che è preannunciato il bel tempo, penso sia interessante farci un giro; presenti bancarelle di alto livello, selezionate tra i maggiori antiquari della zona. 
Per gli appassionati delle Scatole di Latta non mancate di fare una tappa allo stand di Bianca Maria Martellli, in Piazza Castello, vera guru del settore. 


Per chi invece si ritiene sportivo, sia a parole che a fatti, segnalo qualcosa che si svolge nel mio Comune: la 15.a edizione della Gran Fondo Liotto – Città di Valdagno.
Lo scorso anno sono stati vincitori Cunico e Schartmüller.
Per gli addetti ai lavori, la Gran Fondo Liotto apre anche quest’anno il Challenge Giordana.

Liotto: un nome una garanzia nell’universo delle due ruote. E non si parla solo della nota azienda del Vicentino, ma anche di un evento che alla Cicli Liotto Gino & Figli è comunque irrimediabilmente e piacevolmente legato da anni. La Granfondo Liotto - Città di Valdagno domenica compie tre lustri.
La partecipazione degli appassionati al ciclismo è talmente tanta che le iscrizioni sul portale Web sono chiuse ormai da tempo anche è ancora possibile prenotarsi in griglia di partenza.
Valdagno sarà ancora una volta quartier generale di partenza e arrivo di gara, ospiterà l’area espositiva e ogni servizio utile ai concorrenti. Da qui scatteranno i due percorsi Mediofondo e Granfondo, rispettivamente di 102 km e 1.450 m/dsl e di 130 km e 2.500 metri di dislivello, che porteranno a pedalare tra le Piccole Dolomiti e attraverso note località come Recoaro Terme, le Valli del Pasubio o Schio. Soprattutto nella variante “lunga”, pensata per chi già ad aprile ha nella gambe una buona preparazione, non mancano le scalate come quelle di Monte Magrè e Torreselle tra il 6% e l’8% di pendenza e il tratto Valbianca-Marana con 12 km di lunghezza e punte di pendenza del 20%, che farà la felicità dei grimpeur di razza.
La gara di Valdagno del 14 aprile sarà nuovamente prova d’apertura del Challenge Giordana, comprensivo di sei prestigiosi appuntamenti in Veneto, Trentino e Lombardia tra aprile e luglio. Inoltre, sarà valida come 3.a prova di Campionato Italiano ACSI ciclismo e prima prova di Campionato provinciale fondo e mediofondo ACSI provincia di Vicenza.
Per maggiori informazioni vi rimando al sito ufficiale di gara dove sono disponibili le informazioni dettagliate sui due percorsi ed è possibile scaricare i profili Garmin degli stessi.
Vedo la partenza tutti gli anni, dato che è vicinissima a casa mia e devo proprio dirvi che, se il tempo è bello, come è stato promesso, la marea di ciclisti ti da la carica.


lunedì 1 aprile 2013

Pesce d'aprile: vale solo per l'Italia?




Oggi è il primo di aprile, oggi è il “giorno degli scherzi”. 

E' un giorno che un po' temo, perchè odio essere oggetto di scherzi idioti e, memore del fatto che alle scuole elementari si era soliti appendersi reciprocamente sulla schiena un pesce in carta, nel corso del tempo mi sono regalata una bellissima spilla a forma di pesce, che indosso unicamente il primo di aprile, sperando così di esorcizzare la situazione.

Mi sono chiesta se si tratti solo di una tradizione italiana; in realtà il primo di aprile è diffuso in tutto il mondo. 
Nella maggior parte delle culture antiche si tenevano in questo periodo riti o feste di “rinascita” per festeggiare la fine della stagione invernale e l’inizio della stagione primaverile, feste a cui il “giorno degli scherzi” sembra collegato.
Pare che le origini della festa risalgano alla tradizione romana; nell’antica Roma la fine di marzo era il periodo delle feste di Hilaria, in onore della dea Cibele, la “grande madre”, dea della terra, che culminavano nel 25 marzo, giorno dedicato ai festeggiamenti per la resurrezione del dio Attis,
Altri indicano l'origine della festa in una tradizione indiana che alla fine del mese di marzo celebrava la festa di Holi, conosciuta anche come festa dei colori.
Entrambe le feste, comunque, sancivano il passaggio dall’inverno alla primavera, festeggiandolo come una rinascita.
Il rito contemporaneo dello scherzo del primo aprile potrebbe avere avuto origine in Francia nella seconda metà del Cinquecento, quando l’editto di Roussillion (1564) prima e poi l’applicazione del calendario gregoriano (1582), spostarono le celebrazioni per l’inizio dell’anno dal 25 marzo del calendario giuliano al 1 gennaio. Di fatto, anche dopo l’introduzione del nuovo calendario, qualcuno continuava a festeggiare la fine dell’anno durante l’ultima settimana di marzo ed era quindi considerato uno stupido e fatto oggetto di scherzi.
Ma il primo aprile come “giorno degli scherzi” sembra avere un collegamento con il primo giorno dell’anno anche da molto prima del XVI secolo: in Iran, il primo giorno del nuovo anno cade sempre l’1 o il 2 aprile, e farsi scherzi durante questa festa è una tradizione che sembra attestata già diversi secoli prima di Cristo.
Gli antichi romani festeggiavano poi, negli ultimi giorni dell’anno, i Saturnalia, una festa di diversi giorni collegata al culto del Sole in cui, temporaneamente, gli schiavi si sedevano a tavola per essere serviti dai padroni, in un’atmosfera di festa in cui anche il gioco d’azzardo era eccezionalmente permesso.
Nella tradizione anglosassone si fa riferimento a questa data come al “giorno delle prese in giro” o “degli sciocchi” ; in Scozia il primo aprile si chiama il Gowkie Day, alludendo alla stupidità.

Ma perchè “pesce d’aprile”? 
Il riferimento ai pesci per indicare gli scherzi che vengono fatti oggi ha origini incerte.
Si ipotizza un legame tra la stupidità di chi viene preso di mira e la facilità con cui si fanno prendere alcuni pesci e si cita la tradizione che vuole che tra bambini e compagni di scuola si attacchino piccoli pesci ritagliati sulla schiena delle vittime. 
Per altri invece questo accostamento tra gli scherzi del primo aprile e i pesci deriverebbe dall’uscita del Sole dalla costellazione dei Pesci, che avviene alla fine di marzo. In Spagna e in diversi paesi dell’America Latina, il giorno tradizionalmente destinato agli scherzi è il 28 dicembre, festività cristiana dei Santi Innocenti.
In ogni caso, occhio alle spalle!
 

mercoledì 27 marzo 2013

Ancora un premio




Eheheh, ho ricevuto un premio anch'io...
Intanto è doveroso un ringraziamento a chi me lo ha assegnato: ISABELLA ed ILARIA di

La Bande des Faineantes 

Oggi vado un po' di fretta, ma nei prossimi giorni ne parlerò più diffusamente ed assolverò ai doveri che tale premio comporta...
A presto!

venerdì 22 marzo 2013

Sono arrivate Adelina e Guandalina



Finalmente stamattina mi sembrava veramente primavera.
Un po' per l'aria che era diversa, un po' perchè venerdì, ultimo giorno lavorativo della settimana, un po' perchè, durante la consueta passeggiata mattutina con la cagnolina lungo gli argini del fiume Agno, sentivo cantare un sacco di uccellini e starnazzare le coppie di germani, chiaramente ormai in amore.
E' bellissimo passeggiare lungo gli argini, soprattutto la mattina presto, quando ancora non c'è movimento e la natura è lì indisturbata; ormai da molti anni si sono naturalizzati germani e garzette ed anche l'airone cinerino è una presenza costante.

Ma è solo da quest'ultimo mese che ho notato un coppia di splendide oche bianche che la mattina presto a volte stanno ancora dormendo con la testa reclinata sul collo. So che l'oca è un animale di poche esigenze, territoriale, senza grossi problemi di freddo o di umidità, insomma che si adatta molto facilmente.
Spero quindi che le due oche, che nel mio immaginario ho già ribattezzato Adelina e Guendalina, come le oche degli Aristogatti, siano di sesso diverso, giusto per il piacere di pensare che nei prossimi mesi ci potranno essere anche una serie di piccolini.
La cova delle uova dura dalle 4 alle 6 settimane ed i piccoli stanno con la mamma due mesi, prima di diventare indipendenti.
Che dire: se sono rose fioriranno.

mercoledì 20 marzo 2013

Nevica ancora o piove sempre ma devo decidermi a potare le Ortensie

Tra una nevicata e l'altra e tra una pioggia e l'altra, sto rimandando ormai da tempo la potatura delle ortensie, anche perchè il giardino, o quel che ne resta dopo l'arrivo della cagnolina, è molto più simile ad una palude che ad un luogo dover pensare di far crescere qualcosa. 
E quindi, quest'anno sono un po' in ritardo, dato che nel calendario delle ortensie, da metà febbraio è in programma è la potatura. Sono andata in cerca in rete di qualche buon consiglio in questa direzione e sono approdata sul sito dei Guru delle ortensie: quello del Vivaio Paoli Borgioli di Firenze, uno dei più famosi e conosciuti, grazie alla ricchezza dell’offerta e alla competenza, per tutti gli appassionati delle ortensie.

Ed ecco qui, direttamente dal loro sito: 

Per i neofiti o gli inesperti, l’impulso a potare è sempre molto forte e talvolta si compiono vistosi errori con le ortensie; a tale scopo gli esperti ci insegnano che non potare è sempre meglio che farlo male. Infatti le ortensie non potate potrebbero espandersi troppo, assumere un aspetto un po’ disordinato o produrre fiori più piccoli; ciononostante continueranno a crescere e a fiorire, mentre l'intervento di un giardiniere inesperto o improvvisato e dalle forbici facili può portare alla perdita di buona parte della fioritura e rallentare lo sviluppo delle piante. Una potatura corretta, tuttavia, è utile per guidare la pianta in uno sviluppo armonico ed equilibrato.

Sempre secondo il Vivaio Paoli Borgioli, i criteri che dovrebbero guidare un corretto intervento di potatura sono pochi e semplici, dettati dalle diverse specie del genere Hydrangea che si possono dividere in due gruppi:

quelle che fioriscono sul legno dell’anno: H.arborescens, H.paniculata
quelle che fioriscono sul legno dell’anno precedente: H. macrophylla, H. serrata, H.quercifolia, H. aspera, H. involucrata, H.anomala

H.macrophylla

Per quel che riguarda le H.macrophylla e H.serrata, che fioriscono sul legno dell’anno precedente, ci si limita ad una pulitura del secco, all'eliminazione degli steli più deboli ed alla rimozione dei fiori secchi tagliando sopra l’ultima coppia di gemme, che sono quelle che porteranno i fiori nella stagione successiva: l’opinione comune è che il vecchio fiore non vada tolto fino a primavera perché si pensa che esso protegga il nuovo germoglio; tuttavia le ortensie lacecap perdono tutti i loro fiori con il gelo invernale.
E’ anche buona abitudine, nelle piante già di 5 o 6 anni di età, eliminare circa un terzo dei fusti tagliandoli a livello del suolo, scegliendo quelli più vecchi che generalmente sono più contorti e molto ramificati: questa potatura serve per promuovere il rinnovo graduale della pianta, per avere infiorescenze più grandi, per dare più luce ed aria all’interno, riducendo i rischi di attacchi da parassiti fungini.
Ecco anche alcuni consigli per le altre specie.


Hydrangea arborescens
Fiorendo sulla vegetazione dell’anno, consente ampi margini di potatura: potature drastiche (20-30 centimetri da terra) daranno cespugli compatti e tondeggianti con fiori globosi di notevoli dimensioni, mentre potature meno severe porteranno ad un cespuglio più alto, con più fiori ma più piccoli.


Hydrangea paniculata
Fa parte del gruppo degli arbusti spoglianti che fioriscono sulla vegetazione dell’anno: potandoli all’inizio della primavera produrranno getti vigorosi che fioriranno in estate. Condizione essenziale è una potatura a fine inverno-inizio primavera, in modo che i rami fioriferi abbiano molto tempo a disposizione per svilupparsi: questa potatura può consistere semplicemente nel taglio fino a 2-3 gemme dalla base di tutta la vegetazione il che garantirà un cespuglio alto fino ad 1 metro con meno infiorescenze di dimensioni più grandi; in alternativa si può lasciar crescere un’impalcatura legnosa fino alla altezza desiderata per poi potare la vegetazione in prossimità dell’impalcatura ogni primavera, ottenendo delle forme di allevamento più alte. Possiamo anche non intervenire assolutamente con la potatura e lasciare la pianta libera di assumere una ampia ed alta forma arbustiva, ma nel tempo l’arbusto si trasformerà in un cespuglio scompigliato e pieno di ramoscelli con conseguente deterioramento della quantità e qualità dei fiori: potremo tuttavia intervenire con la potatura per riordinarlo affidandosi alla notevole versatilità di queste piante.



Hydrangea quercifolia
Fiorendo solo sulle gemme apicali differenziate nella stagione precedente, è assolutamente da evitare la potatura nel periodo invernale; se proprio si vuole contenerle o riformarle, si può intervenire subito dopo la fioritura a fine luglio.
Hydrangea aspera ed hydrangea involucrata
Queste due specie, entrambe della Sottosezione Asperae, non amano potature severe in inverno, pena la perdita di buona parte della fioritura. Meglio quindi una potatura di pulitura e riordino leggero alla ripresa vegetativa, eliminando soprattutto i rami danneggiati dal freddo invernale.
Hydrangea anomala e rampicanti in genere
La manutenzione è semplice e spesso si riduce, su esemplari adulti e ben sviluppati, ad un’eventuale potatura di contenimento subito dopo la fioritura, che generalmente è abbastanza precoce (maggio-giugno).
Le potature invernali implicano la rimozione delle gemme a fiore, che la pianta ha differenziato l’anno precedente.
Per quel che riguarda H.paniculata e H.arborescens, che fioriscono sul legno dello stesso anno, la potatura può essere più drastica: si taglieranno gli steli lasciando solo due gemme alla base ponendo le premesse per infiorescenze molto grandi.


Va precisato che tutti gli interventi di potatura vanno effettuati quando le ortensie sono in riposo vegetativo tra febbraio e marzo.

Le rampicanti (H.petiolaris e H.seemani) invece richiedono una limitata potatura che serve più che altro a contenerne la crescita e tale intervento si può effettuare anche con la pianta in vegetazione come una potatura verde.
Per H.aspera, H.involucrata e H.quercifolia si consigliano solo potature di riordino e contenimento da effettuare dopo la fioritura.

martedì 12 marzo 2013

"Vicenza, pensieri e sogni. Una città in cartolina"


L'esposizione "Vicenza, pensieri e sogni. Una città in cartolina"  presenta settecento cartoline storiche dell'archivio Rossato dedicate alla "città del Palladio", ai suoi luoghi e personaggi. L'inaugurazione si è tenuta mercoledì scorso alla prsenza del direttore del museo del risorgimento Mauro Passarin, di  Antonio Rossato, il collezionista proprietario delle cartoline, e del "memorialista" Walter Stefani.
Che la mostra  sia gradita e "riuscita" lo dimostra l'ammirazione dei visitatori: al di là dell'interesse  storico (oltre che "vivo") delle 700 cartoline esposte, dopo un improbo lavoro di selezione dalla collezione Rossato che è di ben 1800 immagini d'epoca, sono veramente notevoli le gigantografie ed i filmati appositamente realizzati.
Ai visitatori si propongono  «prospettive suggestive e inedite di Vicenza, scorci "da cartolina" scenografici e unici, dal Risorgimento al secondo Dopoguerra. Piazze e luoghi popolati da vicentini in un passato non così lontano, ma che appartiene a una società e a una cultura molto diverse dalle attuali, consentiranno di vedere con occhi diversi luoghi noti e quotidiani, e di scoprirne l'inaspettata potenza espressiva e comunicativa».
Una città in cartolina" aiuta a fare un viaggio a ritroso alla scoperta degli aspetti architettonici, artistici, economici e culturali di una città che per la sua bellezza è patrimonio dell'umanità.

presso la Basilica Palladiana - Orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 18
Piazza dei Signori
Ingresso: a pagamento intero € 3,00 - ridotto € 2,00
La mostra è aperta anche il giorno di Pasqua e il lunedì dell'Angelo.
per informazioni: uffmostre@comune.vicenza.it  - tel. 0444-222122


mercoledì 6 marzo 2013

Vicenza: immagini dalla Basilica Palladiana

 In questi giorni la terrazza della Basilica Palladiana si offriva, in tutto il suo splendore, a tutti coloro che volevano farvi una capatina.
Così ne ho apporfittato anch'io in pausa pranzo e vi lascio queste foto, scattate con il cellulare.

Per tutti i dettagli archietttonici e descrittivi, vi invito ad una breve visita su WiKi
 
















martedì 5 marzo 2013

Terza edizione della Fiera del Vintage a Sant’Ambrogio di Valpolicella



Ecco un'idea per chi non ha già programmato uscite per il prossimo fine settimana: un giro in Valpolicella. Non solo per una degustazione degli ottimi vini licali, ma per una visita al Quartiere Fieristico di Sant’Ambrogio di Valpolicella, dove si terrà la terza edizione di "Valpolicella Vive Vintage", una vetrina speciale dedicata ad appassionati, collezionisti e curiosi che potranno tornare indietro nel tempo e ripescare idee, stili ed oggetti “cult” che hanno fatto la storia degli anni ‘50, ‘60, ‘70 e ‘80.

La manifestazione è già alla sua terza edizione e rappresenta un’opportunità interessante per gli amanti del vintage, ma anche per i malati di collezionismo, alla continua ricerca di pezzi rari ed autentici, con una incredibile vetrina di bigiotteria, borse, vinili, giradischi, occhiali, carta stampata e oggetti d'epoca.
Corre l'obbligo di soffermarci ancora una volta sul termine "vintage"; non si tratta infatti di semplici oggetti “di seconda mano”, ma di articoli che, pur essendo di produzione antica, mantengono la loro funzionalità e soprattutto possiedono un fascino spesso superiore agli oggetti moderni.
La mania per il “vintage” è nata circa una decina di anni fa e sta esercitando un fascino indiscusso anche sulle nuove generazioni. “Valpolicella Vive Vintage” è appunto un’occasione per i giovani, che potranno riscoprire idee e modi originali di vestire, ricreandosi uno stile unico, ma è anche una “bancarella” per i curiosi o per i “matusa” (NDR: termine vintage!!!.) come me.

Interessante senz'altro anche per i mariti al seguito, visto che un'area sarà interamente adibita all'esposizione di mezzi a due e quattro ruote: dalle
Vespe d'epoca, grazie alla collaborazione di alcuni tra i più importanti club del settore e del Vespa Club di Pescantina, alle automobili, con la "Cadillac Golden Anniversary" del 1952 e la "Cadillac Fleetwood Brougham 8,2 litre" del 1973, l'auto scelta da Malika Ayanne per realizzare il video per il suo ultimo lavoro. 
 
Nell'edizione del 9 e 10 marzo sarà presente una sartoria express, per poter adattare immediatamente gli abiti acquistati; dalle ore 18,00 di domenica “aperivintage” a cura di Radio Viva Fm; inoltre dalle 15.00 alle 18.00 “vintage showcase” , una vetrina impeccabile per vedere indossato il tuo abito in stile Vintage: ragazzi e ragazze sfileranno interamente vestite dagli espositori interni alla fiera.

La mostra mercato sarà aperta al pubblico e ai visitatori
dalle ore 10.00 alle ore 22.00 di sabato 9 e dalle ore 10.00 alle ore 21.00 di domenica 10 marzo. Il Quartiere Fieristico dispone di un ampio parcheggio interno adiacente all’ingresso principale della Fiera. Il costo d’ingresso è di € 3,00 e i bambini sotto i 10 anni entrano gratis.

All’interno del padiglione fieristico saranno allestiti numerosi
stand enogastronomici con specialità tipiche della zona, abbinate, naturalmente, al celebre vino delle colline veronesi.
Per raggiungere la manifestazione: dall'Autostrada A22 Modena/Brennero uscita Verona Nord; percorrere tutta la tangenziale in direzione Trento, ultima uscita San Pietro in Cariano: girare a sinistra in direzione Sant’Ambrogio di Valpolicella e cercare il Quartiere Fieristico in
Viale del Marmo.

Segnalo per i nostalgici che:
Dalle ore 16.00 alle 17.00 circa sono previste dimostrazione dei balli “Swing” e “Boogie woogie”;
E' possibile posare su una Vespa o un’auto d’epoca, anche vestiti Vintage, per farsi realizzare una foto dal sapore vintage;
Per tutta la durata della manifestazione parrucchieri e truccatori professionisti saranno a disposizione per realizzare trucco ed acconciatura per rivivere il passato e personalizzare il proprio look Vintage.



mercoledì 27 febbraio 2013

Pronti per “FORA FEBRARO” ?


In questo periodo dell'anno non posso non ricordare che, da piccola, ero letteralmente galvanizzata dalla ricorrenza del FORA FEBRARO, che si presenta puntuale ogni anno l'ultimo giorno di Febbraio.

Per chi non ne sapesse nulla, si tratta di una tradizione popolare presente sopratutto nella pedemontana berica dove si è soliti festeggiare l'arrivo di Marzo; l'usanza risale ai tempi in cui la comunità veneta contadina sconfiggeva simbolicamente il lungo inverno, il freddo e le ristrettezze alimentari e accoglieva allegramente l'inizio della Primavera.

Tanti sono i miei ricordi legati al Fora Febraro: da piccola, infatti, con mi fratello ed amici, si andava con largo anticipo in cerca di barattoli di latta (Bandoti) da attaccare con un lungo spago alla bicicletta e, già dal tardo pomeriggio del 28, si percorrevano le principali strade asfaltate cantando “Fora Febraro che Marzo l'è qua, se non l'è marso el se smarsirà”.
Non solo per il piacere di fare tanto rumore, ma soprattutto per vedere le scintille che i “bandoti” facevano sfregando sull'asfalto.

Se ne parlava anche a scuola, dato che ai miei tempi (pleistocene) le tradizioni erano importanti; la maestra ci leggeva una vecchia filastrocca nostrana:

Coerci e bandoti
pegnate e antiani roti
in man de sti bociasse
funziona da grancasse.
I pesta che i va' in vento
el core xe' contento
parchè ringrasiando Dio
l'inverno xe' finio
Versemo le finestre
levemo coerte, moneghe e fogare
metemo via maje, pastrani e pelicciotti,
No ste' dirghe canaje,
se i bocie rompe i bandoti.
I ciama Primavera
resuscita la tera
co' la stajon novela
la vita xe' piu' bela.
Al Sol primaverile
ghe demo el benvenuto
e anca "el Campanile"
se unisse nel saluto.

MI sono presa un po' in ritardo con la ricerca dei bandoti ed avrei, in ogni caso qualche difficoltà ad attaccarli alla mountain bike e ad andarmene a zonzo sulla strada statale, come facevo da piccola, ma vi giuro che mi piacerebbe proprio farlo. 
Penso che la sera del 28, dal mio divano, mi godrò il fracasso dei bambini del quartiere, muniti di "raccole e querci”, accompagnati da sparuti genitori e da più di qualche nonno nostalgico.
quercio

racola



venerdì 15 febbraio 2013

M’illumino di meno



Per chi è attento ad evitare gli sprechi perchè predilige tenere un comportamento sostenibile, si celebra oggi la Giornata del Risparmio Energetico, giornata lanciata da Caterpillar e Radio2.
Con “M’illumino di meno”tutti noi, sostenitori virtuosi, “scendiamo in campo” per un futuro più illuminato, all’insegna della razionalizzazione dei consumi energetici.
Dopo la stesura dell’Agendina Verde, in collaborazione con le menti più brillanti della ricerca ambientale, Caterpillar continua la “campagna elettorale” per gestire in modo oculato le energie del paese con la diffusione di slogan, locandine e simbolo di M’illumino di meno.
Tutti gli ascoltatori sono invitati a coniare slogan che condensino l’ormai celebre decalogo di M’illumino di meno: “Yes we spegn”, “Il contatore è mio e me lo gestisco io”, “Rottama lo spreco” o “Liberté, égalité, risparmieté”.
Al consueto invito ad aderire al simbolico “silenzio energetico” il 15 febbraio 2013 dalle ore 18 in nome della sostenibilità, spegnendo monumenti, piazze, vetrine, uffici, aule e private abitazioni hanno già risposto in molti. Tra adesioni già pervenute spiccano quelle di Milano, Bologna, Firenze, Torino, Bari, Padova, Valle dei Templi ad Agrigento, Genova, Pisa, Matera, Vicenza ed altri ancora.
Adesioni illustri anche da parte del mondo dello sport: F.C. Internazionale è la prima squadra di serie A a scegliere M’illumino di meno, mentre il c.t. della nazionale di pallavolo Mauro Berruto sta preparando un discorso motivazionale per tutti gli aderenti all’iniziaitiva.
Apprezzamenti come se piovesse dal mondo della cultura e dello spettacolo: i video dei “millumenisti” illustri sono già visibili su http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/ e anche su http://www.youtube.com/playlist?list=PLxbQt6tIv5UiLuizgO40cY0yWeLiGUdvl
In prima fila: Claudio Bisio, Giulio Scarpati, Giovanni Soldini, Riccardo Iacona, don Andrea Gallo, Luca Mercalli, Renato Mannheimer, oltre ai conduttori de Il Ruggito del Coniglio, 610, Un Giorno da Pecora, RaiTunes e 28Minuti.
Qui si “vota”oggi, 15 febbraio 2013, con il consueto “silenzio energetico” dalle 18 alle 19,30 e con ogni forma di sensibilizzazione su come consumare e produrre energia in modo efficiente e pulito. Vota M’illumino di meno. Liberté, Egalité, Risparmieté.
Per contribuire alla campagna elettorale più virtuosa di tutti i tempi e aderire all’iniziativa si può postare sul Facebook di M’illumino di Meno la propria modalità di partecipazione e scrivere a millumino@rai.it , anche per ricevere la copertina personalizzata con M’Illumino di Meno da caricare su FB.

giovedì 14 febbraio 2013

San Valentino: solo se dura tutto l'anno

 
E basta con sto San Valentino che dura un giorno solo!
Lo pretendiamo lungo tutto l'anno.
Anzi credo che ci basterebbe anche solo essere trattate con un po' più di gentilezza e cortesia, soprattutto dai colleghi di lavoro.
Per addolcirci la vita, il mio suggerimento è di girellare sul sito di Butta la Pasta e di lasciare che le grandi diete inizino domani!



venerdì 25 gennaio 2013

Cantina di Soave, Borgo Rocca Sveva : adesso ci ho proprio preso gusto


Incredibile; due volte baciata dalla fortuna.
Domenica scorsa pranzo con deliziosa degustazione di vini (vedi qui) e giovedì 24, quasi quasi me lo dimenticavo visto che avevo dato adesione già da qualche tempo, ho potuto partecipare ad una visita guidata e ad una degiustazione di vini con veloce pranzo di lavoro alla cantina di Borgo Rocca Sveva a Soave ed eccomi qui vicino ad una botte di invecchiamento dei vini.
 
L'occasione è stata la presentazione di Windows 8 assieme ai nuovi tablet, portatili ed Ipad della Dell oltre ad alcune applicazioni specifiche realizzate appunto per il Mobile, egregiamente orchestrata da Euro Informatica srl, un'azieda di Sandrigo (VI).

Al di la dell'interesse che potete condividere o meno sull'argomento della giornata, di sapore decisamente informatico e quindi legata più al mondo di addetti ai lavori che forse non tutti condividiamo, la mattinata è stata piuttosto interessante, dato che si è trattato di una "finestra" verso il mondo di oggi. 

Ho apprezzato moltissimo poi la visita guidata alla Cantina di Soave, sita in Borgo Rocca Sveva, un progetto nato per dare concretezza e legare saldamente al territorio e alla sua civiltà, una cultura e una scienza che nei secoli si sono affermate ed evolute. Inserito nel cuore di un territorio particolarmente fortunato, per terreni e clima, alle pendici del castello di Soave, Borgo Rocca Sveva non è solo un’antica cantina sapientemente ristrutturata, ma luogo d’eccellenza e un polo di divulgazione della cultura del vino.

Ho appreso dalla guida, giovane ragazza molto esperta, che proprio li sono  prodotte le linee di alta gamma di Cantina di Soave: il famoso Equipe 5, spumanti metodo classico e Rocca Sveva. 

Qualche cenno sul processo produttivo:
La cantina di Borgo Rocca Sveva, nella quale avviene l’intero processo di lavorazione dei vini Rocca Sveva ed Equipe, è una struttura indipendente rispetto alle altre, che comprende un’area coperta totale di oltre 10.000 mq. dove sono vinificate le uve destinate alle produzioni del Progetto Qualità: i vini d’alta gamma Rocca Sveva e gli spumanti metodo classico Equipe 5, destinati ad enoteche e ristoranti. L’uva destinata a Borgo Rocca Sveva viene raccolta dai vigneti coltivati nel rispetto del Progetto Qualità. Al momento della consegna la gradazione zuccherina viene confrontata con un livello-soglia di riferimento, sulla base della varietà d’uva, delle condizioni climatiche dell’annata per ottenere un vino di massima espressività.


 
 
 

La cantina in cui poi avviene il processo di lavorazione, che qui vediamo in alcune foto, è strutturata secondo un modello “francese”, cioè è costruita su più piani. Questo consente di svolgere i diversi processi produttivi utilizzando meno le pompe e le macchine e sfruttando la forza di gravità, secondo un procedimento che viene definito “a cascata” e che consente di rispettare la qualità originaria dell’uva durante le lavorazioni. Dopo la fermentazione alcuni vini hanno bisogno di essere affinati in botte o in barrique, per un periodo di tempo che differisce a seconda della varietà di vini (per l’Amarone della Valpolicella ad esempio sono necessari anche 5/6 anni); gli spumanti metodo classico hanno bisogno di un periodo di riposo in bottiglia di 36 mesi. Per l’affinamento la cantina del Borgo è dotata di una bottaia e di una grotta di 2.500 metri quadrati, dove sono poste le barrique.

Quindi se vi trovate a passare da Soave o se avete organizzato una vacanza nel nostro splendido Veneto, non mancate di prenotare una visita guidata tramite mail
borgoroccasveva@cantinasoave.it, o telefonando allo 045-6139845.



 

martedì 22 gennaio 2013

Ogni tanto capita qualcosa che ti fa apprezzare la buona compagnia e la vita


E' ormai cosa molto rara, ma ogni tanto capita anche a me e per questo mi considero un'eletta, di poter godere di deliziose giornate in compagnia.
In compagnia non solo di carissimi amici, ma anche di ottimo cibo e splendidi vini in una deliziosa cornice. Se a tutto questo si aggiunge anche il fatto che, oltre a deliziare il corpo, si è provveduto anche a nutrire lo spirito con la visita ad una stupenda ed altrettanto inaspettata mostra sul Tibet (tesori dal tetto del Mondo), per la prima volta in esposizione in Italia, allora si può proprio dire di aver fatto centro.
Ecco, quella di domenica scorsa è stata proprio una giornata superba, scalfita appena appena da una pioggia pervicace e noiosa. Vorrei lasciarvi un po' in sospeso, ma non è nel mio stile, anche se il resoconto sarà stringatissimo.

Inizio con alcune foto, scadenti come sempre dato che sono prese con il cellulare, del  Quartiere Latino di Treviso, quartiere nato da un'attenta ristrutturazione del vecchio ospedale; di seguito, dopo il ritrovo in piazza (marito e Carlo Rampazzo in primo piano), alcune foto del ristorante che ci ha accolto:  si tratta del MED, locale giovane e sbarazzino, ma dove tutto fa capire fin da subito che Andrea, il proprietario, ha un'attenzione speciale per i propri ospiti.
 
Momento di incontro nel Quartiere Latino

 


Le ultime due foto sono state scattate da dentro il ristorante: si vedono la ruota del Mulino ed il canale che passa proprio sotto il ristorante, tanto che, seduti a tavola, si prova la sensazione di avere i piedi a mollo, essendo separati dall'acqua solo da una serie di cristalli a pavimento dove sono posizionati tavoli e sedie.

 
Non posso non fare un accenno al carissimo amico  Arnaldo Toffon (nella foto successiva) nostro anfitrione e membro dell'Union Europèene des Gourmets . I membri portano al collo la fascia dell'associazione con il famoso  "taste de vin", che qui si intravede appena tra i bicchieri.

 

E' stata anche l'occasione per conoscere Angelo Grando, Gourmet di fama internazionale, nella foto qui sopra, Presidente dell'associazione, oltre altri illlustri fondatori, come Sonia Moro.
Ora una piccola panoramica sugli arredi del ristorante che molte amiche blogger ameranno a prima vista, trattandosi di simpaticissimi dettagli shabby: ecco la parete interamente rivestita di scatole di vini, la credenza con mille cassettini e la vetrina di recupero.






Tralascio la descrizione del Menu, leggero e delizioso, ma posso dirvi che quello che mi ha conquistato di più sono state le spiegazioni che Angelo ed Arnaldo hanno voluto condividere con me su portate e vini. 

Non posso non chiudere riportando un paio di citazioni dal sito dell'Union Europèene des Gourmets: 
“Il vino anima il cibo, la bottiglia giusta mette in movimento un piatto semplice o una portata suntuosa, così come la bacchetta di un grande direttore d’orchestra fa vivere lo spartito di un’opera musicale.”
E ancora:
“Il vino rende più caldo e coinvolgente il nostro rapporto con il cibo; compie un’opera di   sollecitazione, di risveglio,  ci aiuta a indagare le caratteristiche del piatto e finisce per esaltarlo. Verrà ricambiato dal piatto creando una reciproca gratificazione. Il vino si fa apprezzare come sostegno alla digestione, a patto che la quantità consumata sia moderata."

PS: nel pomeriggio ho avuto il tempo di recuperare e smaltire qualche piccolo eccesso. In ogni caso non guidavo io!