Un caro augurio a tutti!
sabato 30 marzo 2013
mercoledì 27 marzo 2013
Ancora un premio
Eheheh, ho ricevuto un premio anch'io...
Intanto è doveroso un ringraziamento a chi me lo ha assegnato: ISABELLA ed ILARIA di
La Bande des Faineantes
Oggi vado un po' di fretta, ma nei prossimi giorni ne parlerò più diffusamente ed assolverò ai doveri che tale premio comporta...
A presto!
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venerdì 22 marzo 2013
Sono arrivate Adelina e Guandalina
Finalmente stamattina mi sembrava
veramente primavera.
Un po' per l'aria che era diversa, un
po' perchè venerdì, ultimo giorno lavorativo della settimana, un
po' perchè, durante la consueta passeggiata mattutina con la
cagnolina lungo gli argini del fiume Agno, sentivo cantare un sacco
di uccellini e starnazzare le coppie di germani, chiaramente ormai in
amore.
E' bellissimo passeggiare lungo gli
argini, soprattutto la mattina presto, quando ancora non c'è
movimento e la natura è lì indisturbata; ormai da molti anni si
sono naturalizzati germani e garzette ed anche l'airone cinerino è
una presenza costante.
Ma è solo da quest'ultimo mese che ho
notato un coppia di splendide oche bianche che la mattina presto a
volte stanno ancora dormendo con la testa reclinata sul collo. So che l'oca è un animale di poche
esigenze, territoriale, senza grossi problemi di freddo o di umidità, insomma che si adatta molto facilmente.
Spero quindi che le due oche, che nel
mio immaginario ho già ribattezzato Adelina e Guendalina, come le
oche degli Aristogatti, siano di sesso diverso, giusto per il
piacere di pensare che nei prossimi mesi ci potranno essere anche una serie di piccolini.
La cova delle uova dura dalle 4 alle 6 settimane ed i piccoli stanno con la mamma due mesi, prima di diventare indipendenti.
Che dire: se sono rose fioriranno.
La cova delle uova dura dalle 4 alle 6 settimane ed i piccoli stanno con la mamma due mesi, prima di diventare indipendenti.
Che dire: se sono rose fioriranno.
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mercoledì 20 marzo 2013
Nevica ancora o piove sempre ma devo decidermi a potare le Ortensie
Tra una nevicata e l'altra e tra una pioggia e l'altra, sto
rimandando ormai da tempo la potatura delle ortensie, anche perchè
il giardino, o quel che ne resta dopo l'arrivo della cagnolina, è
molto più simile ad una palude che ad un luogo dover
pensare di far crescere qualcosa.
E quindi, quest'anno sono un po' in ritardo, dato che nel calendario delle ortensie, da metà febbraio è in programma
è la potatura. Sono andata in cerca in rete di qualche buon
consiglio in questa direzione e sono approdata sul sito dei Guru
delle ortensie: quello del Vivaio Paoli Borgioli di Firenze,
uno dei più famosi e conosciuti, grazie alla ricchezza dell’offerta
e alla competenza, per tutti gli appassionati delle ortensie.
Ed ecco qui, direttamente dal loro sito:
Per i neofiti o gli inesperti, l’impulso a potare è sempre
molto forte e talvolta si compiono vistosi errori con le ortensie; a
tale scopo gli esperti ci insegnano che non potare è sempre meglio
che farlo male. Infatti le ortensie non potate potrebbero espandersi
troppo, assumere un aspetto un po’ disordinato o produrre fiori più
piccoli; ciononostante continueranno a crescere e a fiorire, mentre
l'intervento di un giardiniere inesperto o improvvisato e
dalle forbici facili può portare alla perdita di buona parte della
fioritura e rallentare lo sviluppo delle piante. Una
potatura corretta, tuttavia, è utile per guidare la
pianta in uno sviluppo armonico ed equilibrato.
Sempre secondo il Vivaio Paoli Borgioli, i criteri
che dovrebbero guidare un corretto intervento di potatura sono pochi
e semplici, dettati dalle diverse specie del genere Hydrangea
che si possono dividere in due gruppi:
quelle che fioriscono sul legno dell’anno:
H.arborescens, H.paniculata
quelle che fioriscono sul legno dell’anno precedente: H. macrophylla, H. serrata, H.quercifolia, H. aspera, H. involucrata, H.anomala
quelle che fioriscono sul legno dell’anno precedente: H. macrophylla, H. serrata, H.quercifolia, H. aspera, H. involucrata, H.anomala
![]() |
| H.macrophylla |
Per quel che riguarda le H.macrophylla e H.serrata,
che fioriscono sul legno dell’anno precedente, ci si limita ad una
pulitura del secco, all'eliminazione degli steli più deboli ed alla
rimozione dei fiori secchi tagliando sopra l’ultima coppia di
gemme, che sono quelle che porteranno i fiori nella stagione
successiva: l’opinione comune è che il vecchio fiore non vada
tolto fino a primavera perché si pensa che esso protegga il nuovo
germoglio; tuttavia le ortensie lacecap perdono tutti i loro fiori
con il gelo invernale.
E’ anche buona abitudine, nelle piante già di 5 o 6 anni di età, eliminare circa un terzo dei fusti tagliandoli a livello del suolo, scegliendo quelli più vecchi che generalmente sono più contorti e molto ramificati: questa potatura serve per promuovere il rinnovo graduale della pianta, per avere infiorescenze più grandi, per dare più luce ed aria all’interno, riducendo i rischi di attacchi da parassiti fungini.
E’ anche buona abitudine, nelle piante già di 5 o 6 anni di età, eliminare circa un terzo dei fusti tagliandoli a livello del suolo, scegliendo quelli più vecchi che generalmente sono più contorti e molto ramificati: questa potatura serve per promuovere il rinnovo graduale della pianta, per avere infiorescenze più grandi, per dare più luce ed aria all’interno, riducendo i rischi di attacchi da parassiti fungini.
Ecco anche alcuni consigli per le altre specie.
Fiorendo sulla vegetazione dell’anno, consente ampi margini di
potatura: potature drastiche (20-30 centimetri da terra) daranno
cespugli compatti e tondeggianti con fiori globosi di notevoli
dimensioni, mentre potature meno severe porteranno ad un cespuglio
più alto, con più fiori ma più piccoli.
Hydrangea paniculata
Fa parte del gruppo degli arbusti spoglianti che fioriscono sulla
vegetazione dell’anno: potandoli all’inizio della primavera
produrranno getti vigorosi che fioriranno in estate. Condizione
essenziale è una potatura a fine inverno-inizio primavera, in modo
che i rami fioriferi abbiano molto tempo a disposizione per
svilupparsi: questa potatura può consistere semplicemente nel taglio
fino a 2-3 gemme dalla base di tutta la vegetazione il che garantirà
un cespuglio alto fino ad 1 metro con meno infiorescenze di
dimensioni più grandi; in alternativa si può lasciar crescere
un’impalcatura legnosa fino alla altezza desiderata per poi potare
la vegetazione in prossimità dell’impalcatura ogni primavera,
ottenendo delle forme di allevamento più alte. Possiamo anche non
intervenire assolutamente con la potatura e lasciare la pianta libera
di assumere una ampia ed alta forma arbustiva, ma nel tempo l’arbusto
si trasformerà in un cespuglio scompigliato e pieno di ramoscelli
con conseguente deterioramento della quantità e qualità dei fiori:
potremo tuttavia intervenire con la potatura per riordinarlo
affidandosi alla notevole versatilità di queste piante.
Hydrangea quercifolia
Fiorendo solo sulle gemme apicali differenziate nella stagione
precedente, è assolutamente da evitare la potatura nel periodo
invernale; se proprio si vuole contenerle o riformarle, si può
intervenire subito dopo la fioritura a fine luglio.
Hydrangea aspera ed hydrangea involucrata
Queste due specie, entrambe della Sottosezione Asperae, non amano
potature severe in inverno, pena la perdita di buona parte della
fioritura. Meglio quindi una potatura di pulitura e riordino leggero
alla ripresa vegetativa, eliminando soprattutto i rami danneggiati
dal freddo invernale.
Hydrangea anomala e rampicanti in genere
La manutenzione è semplice e spesso si riduce, su esemplari
adulti e ben sviluppati, ad un’eventuale potatura di contenimento
subito dopo la fioritura, che generalmente è abbastanza precoce
(maggio-giugno).
Le potature invernali implicano la rimozione delle gemme a fiore, che la pianta ha differenziato l’anno precedente.
Le potature invernali implicano la rimozione delle gemme a fiore, che la pianta ha differenziato l’anno precedente.
Per quel che riguarda H.paniculata e H.arborescens, che
fioriscono sul legno dello stesso anno, la potatura può
essere più drastica: si taglieranno gli steli lasciando solo due
gemme alla base ponendo le premesse per infiorescenze molto grandi.
Va precisato che tutti gli interventi di potatura vanno
effettuati quando le ortensie sono in riposo vegetativo tra febbraio
e marzo.
Le rampicanti (H.petiolaris e H.seemani) invece richiedono una limitata potatura che serve più che altro a contenerne la crescita e tale intervento si può effettuare anche con la pianta in vegetazione come una potatura verde.
Per H.aspera, H.involucrata e H.quercifolia si consigliano solo potature di riordino e contenimento da effettuare dopo la fioritura.
Le rampicanti (H.petiolaris e H.seemani) invece richiedono una limitata potatura che serve più che altro a contenerne la crescita e tale intervento si può effettuare anche con la pianta in vegetazione come una potatura verde.
Per H.aspera, H.involucrata e H.quercifolia si consigliano solo potature di riordino e contenimento da effettuare dopo la fioritura.
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martedì 12 marzo 2013
"Vicenza, pensieri e sogni. Una città in cartolina"
L'esposizione "Vicenza, pensieri e sogni. Una città in cartolina"
presenta settecento cartoline storiche dell'archivio Rossato dedicate
alla "città del Palladio", ai suoi luoghi e personaggi. L'inaugurazione si è tenuta mercoledì scorso alla prsenza del direttore del museo del risorgimento Mauro Passarin, di Antonio Rossato, il collezionista proprietario delle
cartoline, e del "memorialista" Walter Stefani.
Che la mostra sia gradita e "riuscita" lo dimostra
l'ammirazione dei visitatori: al di là dell'interesse storico (oltre
che "vivo") delle 700 cartoline esposte, dopo un improbo lavoro di
selezione dalla collezione Rossato che è di ben 1800 immagini
d'epoca, sono veramente notevoli le gigantografie ed i filmati
appositamente realizzati.
Ai visitatori si propongono «prospettive suggestive e inedite di Vicenza, scorci "da cartolina" scenografici e unici, dal Risorgimento al secondo Dopoguerra. Piazze e luoghi popolati da vicentini in un passato non così lontano, ma che appartiene a una società e a una cultura molto diverse dalle attuali, consentiranno di vedere con occhi diversi luoghi noti e quotidiani, e di scoprirne l'inaspettata potenza espressiva e comunicativa».
Ai visitatori si propongono «prospettive suggestive e inedite di Vicenza, scorci "da cartolina" scenografici e unici, dal Risorgimento al secondo Dopoguerra. Piazze e luoghi popolati da vicentini in un passato non così lontano, ma che appartiene a una società e a una cultura molto diverse dalle attuali, consentiranno di vedere con occhi diversi luoghi noti e quotidiani, e di scoprirne l'inaspettata potenza espressiva e comunicativa».
Una città in cartolina" aiuta a fare un viaggio a ritroso alla
scoperta degli aspetti architettonici, artistici, economici e culturali
di una città che per la sua bellezza è patrimonio dell'umanità.
presso la Basilica Palladiana - Orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 18
Ingresso: a pagamento intero € 3,00 - ridotto € 2,00
La mostra è aperta anche il giorno di Pasqua e il lunedì dell'Angelo.
per informazioni: uffmostre@comune.vicenza.it - tel. 0444-222122
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mercoledì 6 marzo 2013
Vicenza: immagini dalla Basilica Palladiana
In questi giorni la terrazza della Basilica Palladiana si offriva, in
tutto il suo splendore, a tutti coloro che volevano farvi una capatina.
Così ne ho apporfittato anch'io in pausa pranzo e vi lascio queste foto, scattate con il cellulare.
Per tutti i dettagli archietttonici e descrittivi, vi invito ad una breve visita su WiKi
Così ne ho apporfittato anch'io in pausa pranzo e vi lascio queste foto, scattate con il cellulare.
Per tutti i dettagli archietttonici e descrittivi, vi invito ad una breve visita su WiKi
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martedì 5 marzo 2013
Terza edizione della Fiera del Vintage a Sant’Ambrogio di Valpolicella
Ecco
un'idea per chi non ha già programmato uscite per il prossimo fine
settimana: un giro in Valpolicella. Non solo per una degustazione
degli ottimi vini licali, ma per una visita al Quartiere Fieristico
di Sant’Ambrogio di Valpolicella, dove si terrà la terza
edizione di "Valpolicella
Vive Vintage",
una vetrina speciale dedicata ad appassionati, collezionisti e
curiosi che potranno tornare indietro nel tempo e ripescare idee,
stili ed oggetti “cult” che hanno fatto la storia degli anni ‘50,
‘60, ‘70 e ‘80.
La manifestazione è già alla sua terza edizione e rappresenta un’opportunità interessante per gli amanti del vintage, ma anche per i malati di collezionismo, alla continua ricerca di pezzi rari ed autentici, con una incredibile vetrina di bigiotteria, borse, vinili, giradischi, occhiali, carta stampata e oggetti d'epoca.
La manifestazione è già alla sua terza edizione e rappresenta un’opportunità interessante per gli amanti del vintage, ma anche per i malati di collezionismo, alla continua ricerca di pezzi rari ed autentici, con una incredibile vetrina di bigiotteria, borse, vinili, giradischi, occhiali, carta stampata e oggetti d'epoca.
Corre
l'obbligo di soffermarci ancora una volta sul termine "vintage"; non si tratta infatti di semplici oggetti “di seconda mano”, ma
di articoli che, pur essendo di produzione antica, mantengono la loro
funzionalità e soprattutto possiedono un fascino spesso superiore
agli oggetti moderni.
La mania
per il “vintage”
è nata circa una decina di anni fa e sta esercitando un fascino
indiscusso anche sulle nuove generazioni. “Valpolicella
Vive Vintage”
è appunto un’occasione
per i giovani,
che potranno riscoprire idee e modi originali di vestire, ricreandosi
uno stile unico, ma è anche una “bancarella” per
i
curiosi o per i “matusa” (NDR: termine vintage!!!.) come
me.
Interessante senz'altro anche per i mariti al seguito, visto che un'area sarà interamente adibita all'esposizione di mezzi a due e quattro ruote: dalle Vespe d'epoca, grazie alla collaborazione di alcuni tra i più importanti club del settore e del Vespa Club di Pescantina, alle automobili, con la "Cadillac Golden Anniversary" del 1952 e la "Cadillac Fleetwood Brougham 8,2 litre" del 1973, l'auto scelta da Malika Ayanne per realizzare il video per il suo ultimo lavoro.
Nell'edizione del 9 e 10 marzo sarà presente una sartoria express, per poter adattare immediatamente gli abiti acquistati; dalle ore 18,00 di domenica “aperivintage” a cura di Radio Viva Fm; inoltre dalle 15.00 alle 18.00 “vintage showcase” , una vetrina impeccabile per vedere indossato il tuo abito in stile Vintage: ragazzi e ragazze sfileranno interamente vestite dagli espositori interni alla fiera.
La mostra mercato sarà aperta al pubblico e ai visitatori dalle ore 10.00 alle ore 22.00 di sabato 9 e dalle ore 10.00 alle ore 21.00 di domenica 10 marzo. Il Quartiere Fieristico dispone di un ampio parcheggio interno adiacente all’ingresso principale della Fiera. Il costo d’ingresso è di € 3,00 e i bambini sotto i 10 anni entrano gratis.
All’interno del padiglione fieristico saranno allestiti numerosi stand enogastronomici con specialità tipiche della zona, abbinate, naturalmente, al celebre vino delle colline veronesi.
Per raggiungere la manifestazione: dall'Autostrada A22 Modena/Brennero uscita Verona Nord; percorrere tutta la tangenziale in direzione Trento, ultima uscita San Pietro in Cariano: girare a sinistra in direzione Sant’Ambrogio di Valpolicella e cercare il Quartiere Fieristico in Viale del Marmo.
Segnalo per i nostalgici che:
Dalle ore 16.00 alle 17.00 circa sono previste dimostrazione dei
balli “Swing” e “Boogie woogie”;
E' possibile posare su una Vespa o un’auto d’epoca, anche vestiti Vintage, per farsi realizzare una foto dal sapore vintage;
E' possibile posare su una Vespa o un’auto d’epoca, anche vestiti Vintage, per farsi realizzare una foto dal sapore vintage;
Per tutta la durata della manifestazione parrucchieri e truccatori
professionisti saranno a disposizione per realizzare trucco ed
acconciatura per rivivere il passato e personalizzare il proprio look
Vintage.
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mercoledì 27 febbraio 2013
Pronti per “FORA FEBRARO” ?
In questo periodo dell'anno non posso
non ricordare che, da piccola, ero letteralmente galvanizzata dalla
ricorrenza del FORA FEBRARO, che si presenta puntuale ogni anno
l'ultimo giorno di Febbraio.
Per chi non ne sapesse nulla, si tratta di una tradizione popolare presente sopratutto nella pedemontana berica dove si è soliti festeggiare l'arrivo di Marzo; l'usanza risale ai tempi in cui la comunità veneta contadina sconfiggeva simbolicamente il lungo inverno, il freddo e le ristrettezze alimentari e accoglieva allegramente l'inizio della Primavera.
Tanti sono i miei ricordi legati al Fora Febraro: da piccola, infatti, con mi fratello ed amici, si andava con largo anticipo in cerca di barattoli di latta (Bandoti) da attaccare con un lungo spago alla bicicletta e, già dal tardo pomeriggio del 28, si percorrevano le principali strade asfaltate cantando “Fora Febraro che Marzo l'è qua, se non l'è marso el se smarsirà”.
Non solo per il piacere di fare tanto rumore, ma soprattutto per vedere le scintille che i “bandoti” facevano sfregando sull'asfalto.
Se ne parlava anche a scuola, dato che ai miei tempi (pleistocene) le tradizioni erano importanti; la maestra ci leggeva una vecchia filastrocca nostrana:
Per chi non ne sapesse nulla, si tratta di una tradizione popolare presente sopratutto nella pedemontana berica dove si è soliti festeggiare l'arrivo di Marzo; l'usanza risale ai tempi in cui la comunità veneta contadina sconfiggeva simbolicamente il lungo inverno, il freddo e le ristrettezze alimentari e accoglieva allegramente l'inizio della Primavera.
Tanti sono i miei ricordi legati al Fora Febraro: da piccola, infatti, con mi fratello ed amici, si andava con largo anticipo in cerca di barattoli di latta (Bandoti) da attaccare con un lungo spago alla bicicletta e, già dal tardo pomeriggio del 28, si percorrevano le principali strade asfaltate cantando “Fora Febraro che Marzo l'è qua, se non l'è marso el se smarsirà”.
Non solo per il piacere di fare tanto rumore, ma soprattutto per vedere le scintille che i “bandoti” facevano sfregando sull'asfalto.
Se ne parlava anche a scuola, dato che ai miei tempi (pleistocene) le tradizioni erano importanti; la maestra ci leggeva una vecchia filastrocca nostrana:
Coerci e bandoti
pegnate e antiani roti
in man de sti bociasse
funziona da grancasse.
I pesta che i va' in vento
el core xe' contento
parchè ringrasiando Dio
l'inverno xe' finio
pegnate e antiani roti
in man de sti bociasse
funziona da grancasse.
I pesta che i va' in vento
el core xe' contento
parchè ringrasiando Dio
l'inverno xe' finio
Versemo le finestre
levemo coerte, moneghe e fogare
metemo via maje, pastrani e pelicciotti,
No ste' dirghe canaje,
se i bocie rompe i bandoti.
levemo coerte, moneghe e fogare
metemo via maje, pastrani e pelicciotti,
No ste' dirghe canaje,
se i bocie rompe i bandoti.
I ciama Primavera
resuscita la tera
co' la stajon novela
la vita xe' piu' bela.
resuscita la tera
co' la stajon novela
la vita xe' piu' bela.
Al Sol primaverile
ghe demo el benvenuto
e anca "el Campanile"
se unisse nel saluto.
ghe demo el benvenuto
e anca "el Campanile"
se unisse nel saluto.
MI sono presa un po' in ritardo con la ricerca dei bandoti ed avrei, in ogni caso qualche difficoltà ad attaccarli alla mountain bike e ad andarmene a zonzo sulla strada statale, come
facevo da piccola, ma vi giuro che mi piacerebbe proprio farlo.
Penso che
la sera del 28, dal mio divano, mi godrò il fracasso dei bambini del quartiere, muniti di "raccole e querci”, accompagnati da sparuti genitori e da più di qualche nonno nostalgico.
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venerdì 15 febbraio 2013
M’illumino di meno
Per
chi è attento ad evitare gli sprechi perchè predilige tenere un
comportamento sostenibile, si celebra oggi la Giornata del Risparmio
Energetico, giornata lanciata da Caterpillar e Radio2.
Con
“M’illumino di meno”tutti
noi, sostenitori virtuosi,
“scendiamo
in campo” per un futuro più illuminato,
all’insegna della razionalizzazione dei consumi energetici.
Dopo la
stesura dell’Agendina
Verde,
in collaborazione con
le menti più brillanti della ricerca ambientale,
Caterpillar continua la “campagna elettorale” per gestire in modo
oculato le energie del paese con
la diffusione di slogan, locandine e simbolo di M’illumino di meno.
Tutti gli
ascoltatori sono invitati a coniare
slogan che
condensino l’ormai celebre decalogo di M’illumino di meno:
“Yes we spegn”,
“Il
contatore è mio e me lo gestisco io”,
“Rottama
lo spreco” o “Liberté, égalité, risparmieté”.
Al consueto invito ad
aderire al simbolico “silenzio
energetico” il 15 febbraio 2013 dalle
ore 18 in nome della sostenibilità, spegnendo
monumenti, piazze,
vetrine, uffici, aule e private abitazioni hanno già risposto in
molti. Tra adesioni già pervenute spiccano quelle di Milano,
Bologna, Firenze, Torino, Bari, Padova, Valle dei Templi ad
Agrigento, Genova, Pisa, Matera, Vicenza ed
altri ancora.
Adesioni illustri anche da
parte del mondo dello sport: F.C.
Internazionale è
la prima squadra di serie A a scegliere M’illumino di meno, mentre
il c.t. della nazionale di pallavolo Mauro
Berruto sta
preparando un discorso motivazionale per tutti gli aderenti
all’iniziaitiva.
Apprezzamenti
come
se piovesse dal
mondo della cultura e dello spettacolo: i video dei “millumenisti”
illustri sono già visibili su
http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/
e
anche su
http://www.youtube.com/playlist?list=PLxbQt6tIv5UiLuizgO40cY0yWeLiGUdvl
In
prima fila: Claudio Bisio, Giulio Scarpati, Giovanni Soldini,
Riccardo Iacona, don Andrea Gallo, Luca Mercalli, Renato Mannheimer,
oltre ai conduttori de Il Ruggito del Coniglio, 610, Un Giorno da
Pecora, RaiTunes e 28Minuti.
Qui
si “vota”oggi, 15 febbraio 2013,
con il consueto “silenzio energetico” dalle 18 alle 19,30 e con
ogni forma di sensibilizzazione su come consumare e produrre energia
in modo efficiente e pulito. Vota M’illumino di meno. Liberté,
Egalité, Risparmieté.
Per contribuire alla campagna elettorale
più virtuosa di tutti i tempi e aderire all’iniziativa si può
postare sul Facebook di
M’illumino di Meno la propria modalità di partecipazione e
scrivere a millumino@rai.it ,
anche per ricevere la copertina personalizzata con M’Illumino di
Meno da caricare su FB.
giovedì 14 febbraio 2013
San Valentino: solo se dura tutto l'anno
E basta con sto San Valentino che dura un giorno solo!
Lo pretendiamo lungo tutto l'anno.
Anzi credo che ci basterebbe anche solo essere trattate con un po' più di gentilezza e cortesia, soprattutto dai colleghi di lavoro.
Per addolcirci la vita, il mio suggerimento è di girellare sul sito di Butta la Pasta e di lasciare che le grandi diete inizino domani!
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venerdì 25 gennaio 2013
Cantina di Soave, Borgo Rocca Sveva : adesso ci ho proprio preso gusto
Incredibile; due volte baciata dalla fortuna.
Domenica scorsa pranzo con deliziosa degustazione di vini (vedi qui) e giovedì 24, quasi quasi me lo dimenticavo visto che avevo dato adesione già da qualche tempo, ho potuto partecipare ad una visita guidata e ad una degiustazione di vini con veloce pranzo di lavoro alla cantina di Borgo Rocca Sveva a Soave ed eccomi qui vicino ad una botte di invecchiamento dei vini.
L'occasione è stata la presentazione di Windows 8 assieme ai nuovi tablet, portatili ed Ipad della Dell oltre ad alcune applicazioni specifiche realizzate appunto per il Mobile, egregiamente orchestrata da Euro Informatica srl, un'azieda di Sandrigo (VI).
Al di la dell'interesse che potete condividere o meno sull'argomento della giornata, di sapore decisamente informatico e quindi legata più al mondo di addetti ai lavori che forse non tutti condividiamo, la mattinata è stata piuttosto interessante, dato che si è trattato di una "finestra" verso il mondo di oggi.
Ho apprezzato moltissimo poi la visita guidata alla Cantina di Soave, sita in Borgo Rocca Sveva, un
progetto nato per dare concretezza e legare saldamente
al territorio e alla sua civiltà, una cultura e una scienza che nei
secoli si sono affermate ed evolute. Inserito nel cuore di un territorio
particolarmente fortunato, per terreni e clima, alle pendici del castello di Soave, Borgo Rocca Sveva non è
solo un’antica cantina sapientemente ristrutturata, ma luogo d’eccellenza e un polo di divulgazione della cultura del vino.
Ho appreso dalla guida, giovane ragazza molto esperta, che proprio li sono prodotte le linee di alta gamma di Cantina di Soave: il famoso Equipe 5, spumanti metodo classico e Rocca Sveva.
Ho appreso dalla guida, giovane ragazza molto esperta, che proprio li sono prodotte le linee di alta gamma di Cantina di Soave: il famoso Equipe 5, spumanti metodo classico e Rocca Sveva.
Qualche cenno sul processo produttivo:
La cantina di Borgo Rocca Sveva, nella quale avviene l’intero processo di lavorazione dei vini Rocca Sveva ed Equipe, è una struttura indipendente rispetto alle altre, che comprende un’area coperta totale di oltre 10.000 mq. dove sono vinificate le uve destinate alle produzioni del Progetto Qualità: i vini d’alta gamma Rocca Sveva e gli spumanti metodo classico Equipe 5, destinati ad enoteche e ristoranti. L’uva destinata a Borgo Rocca Sveva viene raccolta dai vigneti coltivati nel rispetto del Progetto Qualità. Al momento della consegna la gradazione zuccherina viene confrontata con un livello-soglia di riferimento, sulla base della varietà d’uva, delle condizioni climatiche dell’annata per ottenere un vino di massima espressività.
La cantina di Borgo Rocca Sveva, nella quale avviene l’intero processo di lavorazione dei vini Rocca Sveva ed Equipe, è una struttura indipendente rispetto alle altre, che comprende un’area coperta totale di oltre 10.000 mq. dove sono vinificate le uve destinate alle produzioni del Progetto Qualità: i vini d’alta gamma Rocca Sveva e gli spumanti metodo classico Equipe 5, destinati ad enoteche e ristoranti. L’uva destinata a Borgo Rocca Sveva viene raccolta dai vigneti coltivati nel rispetto del Progetto Qualità. Al momento della consegna la gradazione zuccherina viene confrontata con un livello-soglia di riferimento, sulla base della varietà d’uva, delle condizioni climatiche dell’annata per ottenere un vino di massima espressività.
La cantina in cui poi avviene il
processo di lavorazione, che qui vediamo in alcune foto, è strutturata secondo un modello “francese”,
cioè è costruita su più piani. Questo consente di svolgere i diversi
processi produttivi utilizzando meno le pompe e le macchine e sfruttando
la forza di gravità, secondo un procedimento che viene definito “a
cascata” e che consente di rispettare la qualità originaria dell’uva
durante le lavorazioni. Dopo la fermentazione alcuni vini hanno bisogno
di essere affinati in botte o in barrique, per un periodo di tempo che
differisce a seconda della varietà di vini (per l’Amarone della
Valpolicella ad esempio sono necessari anche 5/6 anni); gli spumanti
metodo classico hanno bisogno di un periodo di riposo in bottiglia di 36
mesi. Per l’affinamento la cantina del Borgo è dotata di una bottaia e
di una grotta di 2.500 metri quadrati, dove sono poste le barrique.
Quindi se vi trovate a passare da Soave o se avete organizzato una vacanza nel nostro splendido Veneto, non mancate di prenotare una visita guidata tramite mail
borgoroccasveva@cantinasoave.it, o telefonando allo 045-6139845.
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martedì 22 gennaio 2013
Ogni tanto capita qualcosa che ti fa apprezzare la buona compagnia e la vita
E' ormai cosa molto rara, ma ogni tanto
capita anche a me e per questo mi considero un'eletta, di poter
godere di deliziose giornate in compagnia.
In compagnia non solo di carissimi
amici, ma anche di ottimo cibo e splendidi vini in una deliziosa
cornice. Se a tutto questo si aggiunge anche il
fatto che, oltre a deliziare il corpo, si è provveduto anche a
nutrire lo spirito con la visita ad una stupenda ed altrettanto
inaspettata mostra sul Tibet (tesori dal tetto del Mondo), per la prima volta in esposizione in Italia, allora si
può proprio dire di aver fatto centro.
Ecco, quella di domenica scorsa è stata proprio una giornata superba,
scalfita appena appena da una pioggia pervicace e noiosa. Vorrei lasciarvi un po' in sospeso, ma
non è nel mio stile, anche se il resoconto sarà
stringatissimo.
Inizio con alcune foto, scadenti come sempre dato che sono prese con il cellulare, del Quartiere
Latino di Treviso, quartiere nato da un'attenta ristrutturazione del vecchio ospedale; di seguito, dopo il ritrovo in piazza (marito e Carlo Rampazzo in primo piano), alcune foto del ristorante che ci ha accolto: si tratta del MED, locale giovane e sbarazzino, ma dove tutto fa capire fin da subito che Andrea, il proprietario, ha
un'attenzione speciale per i propri ospiti.
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| Momento di incontro nel Quartiere Latino |
Le ultime due foto sono state scattate da dentro il ristorante: si vedono la ruota del Mulino ed il canale che passa proprio sotto il ristorante, tanto che, seduti a tavola, si prova la sensazione di avere i piedi a mollo, essendo separati dall'acqua solo da una serie di cristalli a pavimento dove sono posizionati tavoli e sedie.
Non posso non fare un accenno al carissimo amico Arnaldo Toffon (nella foto successiva) nostro anfitrione e membro dell'Union Europèene des Gourmets . I membri portano al collo la fascia dell'associazione con il famoso "taste de vin", che qui si intravede appena tra i bicchieri.
E' stata anche l'occasione per conoscere Angelo Grando, Gourmet di fama
internazionale, nella foto qui sopra, Presidente dell'associazione, oltre altri illlustri fondatori, come
Sonia Moro.
Ora una piccola panoramica sugli arredi del ristorante che molte amiche blogger ameranno a prima vista, trattandosi di simpaticissimi dettagli shabby: ecco la parete interamente rivestita di scatole di vini, la credenza con mille cassettini e la vetrina di recupero.
Tralascio la descrizione del Menu, leggero e delizioso, ma posso dirvi che quello che mi ha conquistato di più sono state le spiegazioni che Angelo ed Arnaldo hanno voluto condividere con me su portate e vini.
Non posso non chiudere riportando un paio di citazioni dal sito dell'Union Europèene des Gourmets:
“Il vino anima il cibo, la bottiglia
giusta mette in movimento un piatto semplice o una portata suntuosa,
così come la bacchetta di un grande direttore d’orchestra fa
vivere lo spartito di un’opera musicale.”
E ancora:
“Il vino rende più caldo e
coinvolgente il nostro rapporto con il cibo; compie un’opera di
sollecitazione, di risveglio, ci aiuta a indagare le
caratteristiche del piatto e finisce per esaltarlo. Verrà ricambiato
dal piatto creando una reciproca gratificazione. Il vino si
fa apprezzare come sostegno alla digestione, a patto che la quantità
consumata sia moderata."
PS: nel pomeriggio ho avuto il tempo di recuperare e smaltire qualche piccolo eccesso. In ogni caso non guidavo io!
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