Eccoci quindi alla seconda puntata sulle scatole di latta.
Qui la prima parte dove vi avevo promesso di farvi vedere qualche esemplare della mia piccola collezione, ma... non è ancora il momento, anche perchè preferisco far fare le foto, visto che il cellulare ha dato pessimi risultati.
Girellando in rete, ho notato che c'è più di qualche sito interessante sull'argomento; primo tra tutti vi segnalo “La Casa delle Antiche Scatole di Latta” che ci accompagna ad un vero e proprio museo creato a Gerano, in provincia di Roma.
Vale la pena soffermarsi a leggere i contenuti del sito dove è dettagliatamente descritta la storia della scatole di latta.
Con grandissimo piacere inoltre, stamattina proprio leggendo un quotidiano di libera distribuzione, non ho potuto fare a meno di notare la pubblicità di Bianca Maria Martelli, come me blogger, come me di Vicenza (per la verità io sono della provincia), come me appassionata di mercatini, anzi standista a Piazzola sul Brenta (se la cercate sarà allo Iutificio allo Stand n. 26).
Il suo blog, veramente bellissimo, è un invidiabile spaccato di vita da ”brocanteuse”, o forse meglio da antiquaria e, se cercate tra i post, visto che è esperta in scatole di latta, trovate anche alcune pagine di una dispensa Fabbri Editori : “Scatole di latta"
Trovo inoltre molto carino, come dicevo nel mio post precedente, che alcune aziende utilizzino ancora le scatole di latta per il packaging di alcuni prodotti: di recente al supermercato ho visto prodotti Caffarel e Lazzaroni.
Una citazione a parte merita, per l'originalità un Biscottificio di Roma che per festeggiare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ha creato una biscottiera tricolore.
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mercoledì 28 settembre 2011
martedì 27 settembre 2011
Ancora collezioni: le scatole di latta
Non so se sia così anche per voi, ma nel periodo natalizio la spesa al supermercato è più piacevole da quando le ditte produttrici di dolciumi, che devono assecondare il gusto di noi consumatrici, hanno ripreso le scatole di latta come "confezione delle feste" per pandori e panettoni, dopo averle snobbate per anni, preferendo ricorrere al più economico cartone.
Quegli involucri colorati ti strizzano l'occhio, complici, dallo scaffale dove sono sistemati.
Ed è così che le scatole di latta entrano nelle nostre case, un po' in punta di piedi, per poi riconquistare un posto in evidenza, proprio come era nel passato.
Se le scatole sono antiche, infatti, la schiera dei collezionisti è vasta ed il motivo di questo interesse è spiegabilissimo, dovuto al fascino irresistibile dei disegni riprodotti. Quando se ne trova una in casa che si era proprio dimenticata, è come aprire una parentesi sul passato perchè è sicuramente piena di bottoni, figurine, vecchie foto ingiallite e sembra profumare ancora di biscotti, cacao, caramelle, talco, cipria, tabacco...
Nate da una particolare esigenza, la conservazione dei prodotti alimentari, utilizzate all’epoca di Napoleone come contenitori di porzioni per l’esercito, cominciano a prendere forma nel primo quarto di secolo dell’Ottocento.
Il materiale di costruzione è l’acciaio, lavorato in fogli sottili e ricoperto di stagno dotato di caratteristiche ottimali quali duttilità, costo contenuto, valore igienico e conservativo. L’industrializzazione impone la necessità di far viaggiare i prodotti alimentari, ma anche chimici o manifatturieri, in appositi contenitori. E la scatola di latta arriva a proposito.
Ma il lancio definitivo va attribuito all’industria dolciaria; a Torino la Caffarel, per rispondere alle richieste dei consumatori ed incrementare le vendite, comincia a proporre i propri prodotti in scatole di latta, che poi diventano utili contenitori domestici, per qualsiasi esigenza.
Riportando il nome della ditta e del prodotto, inoltre, si trasformano in un veicolo pubblicitario.
Con l’avvento della cromolitografia e della relativa tecnica per applicarla su metallo, alla fine dell’Ottocento, si inizia ad inscatolare di tutto: biscotti, cioccolato, caffè, caramelle, torrone, per quanto riguarda i prodotti alimentari, ma anche lucido da scarpe, tabacco, prodotti farmaceutici e la mitica pastiglia Leone.
E pensate forse che io non abbia nemmeno una di queste scatole di latta? Certo, ma per le foto di qualche pezzo della mia collezione ci vediamo al prossimo post.
Quegli involucri colorati ti strizzano l'occhio, complici, dallo scaffale dove sono sistemati.
Ed è così che le scatole di latta entrano nelle nostre case, un po' in punta di piedi, per poi riconquistare un posto in evidenza, proprio come era nel passato.
Se le scatole sono antiche, infatti, la schiera dei collezionisti è vasta ed il motivo di questo interesse è spiegabilissimo, dovuto al fascino irresistibile dei disegni riprodotti. Quando se ne trova una in casa che si era proprio dimenticata, è come aprire una parentesi sul passato perchè è sicuramente piena di bottoni, figurine, vecchie foto ingiallite e sembra profumare ancora di biscotti, cacao, caramelle, talco, cipria, tabacco...
Nate da una particolare esigenza, la conservazione dei prodotti alimentari, utilizzate all’epoca di Napoleone come contenitori di porzioni per l’esercito, cominciano a prendere forma nel primo quarto di secolo dell’Ottocento.
Il materiale di costruzione è l’acciaio, lavorato in fogli sottili e ricoperto di stagno dotato di caratteristiche ottimali quali duttilità, costo contenuto, valore igienico e conservativo. L’industrializzazione impone la necessità di far viaggiare i prodotti alimentari, ma anche chimici o manifatturieri, in appositi contenitori. E la scatola di latta arriva a proposito.
Ma il lancio definitivo va attribuito all’industria dolciaria; a Torino la Caffarel, per rispondere alle richieste dei consumatori ed incrementare le vendite, comincia a proporre i propri prodotti in scatole di latta, che poi diventano utili contenitori domestici, per qualsiasi esigenza.
Riportando il nome della ditta e del prodotto, inoltre, si trasformano in un veicolo pubblicitario.
Con l’avvento della cromolitografia e della relativa tecnica per applicarla su metallo, alla fine dell’Ottocento, si inizia ad inscatolare di tutto: biscotti, cioccolato, caffè, caramelle, torrone, per quanto riguarda i prodotti alimentari, ma anche lucido da scarpe, tabacco, prodotti farmaceutici e la mitica pastiglia Leone.
E pensate forse che io non abbia nemmeno una di queste scatole di latta? Certo, ma per le foto di qualche pezzo della mia collezione ci vediamo al prossimo post.
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