Dietro il termine “Chilometro zero”, mutuato dal protocollo di Kyoto,c'è ben altro che una semplice spesa fatta al mercatino rionale che vende solo prodotti locali: si tratta infatti del tentativo di adottare uno stile di vita più sostenibile, di capire che se ceniamo con vino australiano e carne argentina spendiamo, in termini energetici, più di quanto ingurgitiamo.
Accorciare le distanze significa dunque aiutare l’ambiente, promuovere il patrimonio agroalimentare regionale e, cosa che sicuramente non guasta, abbattere i prezzi.
L'idea è veramente molto bella ed è sicuramente da accogliere con entusiasmo, soprattutto se ci sono reali benefici per le nostre tasche e per la nostra salute.
Ad avere aderito con grande convinzione alla creazione di una filiera che permetta la spesa a chilometri zero è stata la Coldiretti
Secondo una stima dell'associazione, scegliendo l’acquisto di prodotti locali e di stagione si possono risparmiare circa 100 Euro al mese su quanto ogni famiglia spende in media per alimenti.
Va valutato non solo il risparmio economico, ma anche il fatto che, acquistando prodotti locali, di stagione e possibilmente senza imballaggi, una famiglia può “risparmiare” fino a 1.000 chili di CO2 ogni anno, dando quindi un aiuto a salvare la Terra dal surriscaldamento globale.
Coldiretti Veneto ha promosso il progetto “Chilometro Zero” con cui intende convincere mense, chef e grande distribuzione a proporre ai consumatori preferibilmente prodotti stagionali del territorio. In Veneto è già attivo un circuito di ristoratori che si son impegnati a servire “menu a km zero” realizzati con ingredienti provenienti dalle campagne circostanti.
Grazie a 25 mila firme raccolte in 4 mesi, il “km zero” è in Veneto una Legge Regionale, la n. 7 del 25 Luglio 2008, modificata dalla Legge n. 3 del 22 gennaio 2010, la prima a livello nazionale del genere, che riconosce le mense collettive, la ristorazione privata e i supermercati che adottano la produzione enogastronomia veneta nella misura percentuale dal 30 al 50 percento.
Forse nessuno sa che il comparto agricolo regionale produce frutta, latte, formaggi, carne, uova, vino e zucchero con livelli di alta qualità e in quantità superiori al fabbisogno della popolazione; nonostante questo il Veneto è la seconda regione in Italia per importazione di prodotti agricoli dall’estero, che vengono spesso spacciati per territoriali.
Non è meglio fare tutti una pausa di riflessione?
mercoledì 14 dicembre 2011
Albero di Natale e poi?
Blog dopo blog, mi sono resa conto del fatto che molte di noi, se non tutte, sono legatissime alla tradizione relativa alla preparazione dell'albero di Natale, bellissima consuetudine che si è diffusa in Italia negli anni '50, ma che ha radici molto più antiche. Già nell'Ottocento, infatti, allestire l'albero era un'abitudine molto comune, soprattutto nel Nord Europa e negli Stati Uniti.
Quando acquistiamo un “albero di Natale” solitamente ci portiamo in casa un abete rosso che è proprio quello dell'immagine. Per mantenere viva e rigogliosa la pianta in casa, sia durante che dopo le feste, basta seguire pochi facilissimi suggerimenti.
Prima di tutto accertarsi che la pianta provenga da un vivaio autorizzato: in tal caso ogni albero deve essere contrassegnato da un'etichetta che indica luogo d'origine, specie, età dell'esemplare ed il nome del vivaio presso cui è stato coltivato. Il 90% circa degli abeti presenti sul mercato natalizio provengono, infatti, da coltivazioni vivaistiche specializzate, mentre il restante 10% deriva dalle pratiche periodiche di sfoltimento e potatura perpetrate dal Corpo Forestale dello Stato, indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza dei boschi.
In quest'ultimo caso, di fronte agli abeti senza radici sostenuti da una croce in legno, è opportuno verificare che la pianta non provenga da attività di disboscamento non autorizzate.
In Italia gli abeti utilizzati nell'allestimento dell'albero di Natale sono coltivati soprattutto in Veneto e in Toscana, in particolare nelle province di Arezzo e Pistoia, dove circa 800 ettari di zone collinari e montane sono destinati a questo tipo di coltivazioni.
Poiché questa ingente produzione non basta a soddisfare il fabbisogno di abeti natalizi, il nostro Paese ne importa ogni anno in grandi quantità dal nord e dall'est Europa, rischiando così di compromettere, con l'impianto, l'integrità genetica delle specie autoctone.
Per la salute della piante particolare attenzione si deve porre a ciò che si utilizza per allestire l'albero; le piante vengono, infatti, sottoposte ad un enorme stress, derivato dalla pesantezza degli addobbi, dalle temperature elevate delle case e dall'aria secca cui si aggiunge il calore delle luci di natale e dai terricci inadatti.
Sono sicuramente da evitare le decorazioni di neve spray composte di sostanze nocive per gli aghi.
Inoltre, durante tutto il periodo di permanenza all'interno delle abitazioni, le radici dell'albero devono essere tenute umide; nel caso di alberi senza radici, invece, è necessario che essi siano riposti in recipienti pieni di acqua tiepida.
Fondamentale per mantenere le nostre piante vive e rigogliose è, inoltre, sistemarle in luoghi luminosi e freschi, lontani da fonti di calore e al riparo da correnti d'aria.
Terminato il periodo natalizio, gli alberi con le radici possono essere tenuti all'esterno; bisognerà, però, tener presente che gli abeti sono piante che possono crescere fino a 20 metri e che, per sopravvivere, hanno bisogno di condizioni climatiche favorevoli.
Gli abeti rossi in particolare devono essere considerati come piante da giardino e non sono, invece, indicati per il rimboschimento. Nel caso in cui non si dovesse avere la possibilità di tenere l'albero, la cosa più opportuna da fare è portarlo ai centri di raccolta che provvederanno al suo recupero.
Nulla ci vieta, comunque, di sostituire l'abete con altri tipi di piante sempreverdi, come lecci, agrifogli e corbezzoli. O altre piccole conifere, come la picea o il cipresso, soprattutto se ambientate nei dovuti modi.
Ci sono anche altri modi per ottenere un albero di Natale vivo e bello senza far soffrire una povera conifera. Ad esempio un albero di Natale di edera da far rampicare su di un supporto metallico piegato a forma di abete con due sagome fissate insieme in modo da dare tridimensionalità all'albero. Certo è un qualcosa che va
programmato; a questo punto per l’anno prossimo!
Si può adottare anche un bel Rosmarino da potare secondo i canoni dell'arte topiaria.
Questo rosmarino, ad esempio, è stato tagliato ad albero di Natale con un duplice vantaggio: la pianta è profumata per le feste, e mentre fa bella figura sul terrazzo può tornare utile in cucina.
Quando acquistiamo un “albero di Natale” solitamente ci portiamo in casa un abete rosso che è proprio quello dell'immagine. Per mantenere viva e rigogliosa la pianta in casa, sia durante che dopo le feste, basta seguire pochi facilissimi suggerimenti.
Prima di tutto accertarsi che la pianta provenga da un vivaio autorizzato: in tal caso ogni albero deve essere contrassegnato da un'etichetta che indica luogo d'origine, specie, età dell'esemplare ed il nome del vivaio presso cui è stato coltivato. Il 90% circa degli abeti presenti sul mercato natalizio provengono, infatti, da coltivazioni vivaistiche specializzate, mentre il restante 10% deriva dalle pratiche periodiche di sfoltimento e potatura perpetrate dal Corpo Forestale dello Stato, indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza dei boschi.
In quest'ultimo caso, di fronte agli abeti senza radici sostenuti da una croce in legno, è opportuno verificare che la pianta non provenga da attività di disboscamento non autorizzate.
In Italia gli abeti utilizzati nell'allestimento dell'albero di Natale sono coltivati soprattutto in Veneto e in Toscana, in particolare nelle province di Arezzo e Pistoia, dove circa 800 ettari di zone collinari e montane sono destinati a questo tipo di coltivazioni.
Poiché questa ingente produzione non basta a soddisfare il fabbisogno di abeti natalizi, il nostro Paese ne importa ogni anno in grandi quantità dal nord e dall'est Europa, rischiando così di compromettere, con l'impianto, l'integrità genetica delle specie autoctone.
Per la salute della piante particolare attenzione si deve porre a ciò che si utilizza per allestire l'albero; le piante vengono, infatti, sottoposte ad un enorme stress, derivato dalla pesantezza degli addobbi, dalle temperature elevate delle case e dall'aria secca cui si aggiunge il calore delle luci di natale e dai terricci inadatti.
Sono sicuramente da evitare le decorazioni di neve spray composte di sostanze nocive per gli aghi.
Inoltre, durante tutto il periodo di permanenza all'interno delle abitazioni, le radici dell'albero devono essere tenute umide; nel caso di alberi senza radici, invece, è necessario che essi siano riposti in recipienti pieni di acqua tiepida.
Fondamentale per mantenere le nostre piante vive e rigogliose è, inoltre, sistemarle in luoghi luminosi e freschi, lontani da fonti di calore e al riparo da correnti d'aria.
Terminato il periodo natalizio, gli alberi con le radici possono essere tenuti all'esterno; bisognerà, però, tener presente che gli abeti sono piante che possono crescere fino a 20 metri e che, per sopravvivere, hanno bisogno di condizioni climatiche favorevoli.
Gli abeti rossi in particolare devono essere considerati come piante da giardino e non sono, invece, indicati per il rimboschimento. Nel caso in cui non si dovesse avere la possibilità di tenere l'albero, la cosa più opportuna da fare è portarlo ai centri di raccolta che provvederanno al suo recupero.
Nulla ci vieta, comunque, di sostituire l'abete con altri tipi di piante sempreverdi, come lecci, agrifogli e corbezzoli. O altre piccole conifere, come la picea o il cipresso, soprattutto se ambientate nei dovuti modi.
Ci sono anche altri modi per ottenere un albero di Natale vivo e bello senza far soffrire una povera conifera. Ad esempio un albero di Natale di edera da far rampicare su di un supporto metallico piegato a forma di abete con due sagome fissate insieme in modo da dare tridimensionalità all'albero. Certo è un qualcosa che va
programmato; a questo punto per l’anno prossimo!
Si può adottare anche un bel Rosmarino da potare secondo i canoni dell'arte topiaria.
Questo rosmarino, ad esempio, è stato tagliato ad albero di Natale con un duplice vantaggio: la pianta è profumata per le feste, e mentre fa bella figura sul terrazzo può tornare utile in cucina.
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martedì 13 dicembre 2011
Macarons: magia di Francia
Oggi vorrei occuparmi di macarons, deliziosi pasticcini il cui nome deriva dal dialetto “maccarone”: si tratta di un dolce a base di meringa italiana ottenuto da una miscela di albume d'uovo, farina di mandorle e zucchero granulato. E' caratterizzato da una superficie molto liscia, da due pezzi a cupola, da una circonferenza guarnita di increspature e dalla base piatta.
Gli intenditori apprezzano una delicata crosticina a guscio d'uovo che rende il dolce più umido e arioso all'interno.
Il macaron francese si distingue dagli altri macaron perché è farcito con panna o burro, come un biscotto sandwich, ed è realizzato in una più ampia varietà di sapori che vanno dai tradizionali, quali lampone e cioccolato, ai più curiosi e preziosi, come foie gras e tartufo.
Sembra essere il dolcino attualmente più di moda, tanto che stamattina occhieggiava in edicola dalla copertina di una rivista nuova nuova ed è protagonista di molte foto, anche natalizie.
Ma come si fa a fare i macaron? Certo richiede una grande quantità di studio ed è un processo che dipende fortemente dalla precisione, dalla tecnica e dall'attrezzatura adeguata. Per questo motivo è una ricetta notoriamente difficile da padroneggiare e richiede uno sforzo piuttosto frustrante per i neofiti; pare che tutto il segreto sia nell'impasto e che sia molto importante fare attenzione alla consistenza della pasta.
Ma qual è il mio segreto in fatto di macaron? Eheheeh... Mi lascio sedurre solo dalle belle foto: non ho ancora provato, ma se mi venisse l'impulso, cosa piuttosto improbabile, mi cautelerei con un acquisto già pronto, tanto per non rimanere a bocca asciutta.
Se vi volete cimentare, suggerisco uno stop qui:
Da Pane, Amore e creatività
Per la ricetta base dei macaron:
o nella cucina di Fabien, un uomo tra i fornelli
Poi fatemi sapere ....
Gli intenditori apprezzano una delicata crosticina a guscio d'uovo che rende il dolce più umido e arioso all'interno.
Il macaron francese si distingue dagli altri macaron perché è farcito con panna o burro, come un biscotto sandwich, ed è realizzato in una più ampia varietà di sapori che vanno dai tradizionali, quali lampone e cioccolato, ai più curiosi e preziosi, come foie gras e tartufo.
Sembra essere il dolcino attualmente più di moda, tanto che stamattina occhieggiava in edicola dalla copertina di una rivista nuova nuova ed è protagonista di molte foto, anche natalizie.
Ma come si fa a fare i macaron? Certo richiede una grande quantità di studio ed è un processo che dipende fortemente dalla precisione, dalla tecnica e dall'attrezzatura adeguata. Per questo motivo è una ricetta notoriamente difficile da padroneggiare e richiede uno sforzo piuttosto frustrante per i neofiti; pare che tutto il segreto sia nell'impasto e che sia molto importante fare attenzione alla consistenza della pasta.
Ma qual è il mio segreto in fatto di macaron? Eheheeh... Mi lascio sedurre solo dalle belle foto: non ho ancora provato, ma se mi venisse l'impulso, cosa piuttosto improbabile, mi cautelerei con un acquisto già pronto, tanto per non rimanere a bocca asciutta.
Se vi volete cimentare, suggerisco uno stop qui:
Da Pane, Amore e creatività
Per la ricetta base dei macaron:
o nella cucina di Fabien, un uomo tra i fornelli
Poi fatemi sapere ....
lunedì 12 dicembre 2011
Blog Candy "Dalla credenza della Nonna"
Ecco che mi sono lasciata tentare dalla partecipazione ad un Blog Candy!
Il blog "Dalla credenza della nonna...", come indicato nelle sue premesse, è "davvero il luogo dove ritrovare le emozioni e ridestare i nostri sensi assopiti, di risvegliare le sensazioni perse, di riscoprire i meravigliosi ricordi, in poche parole di ritrovare i piaceri semplici della vita."
E credo che questo sia un po' il senso che ci muove tutte!
Il blog "Dalla credenza della nonna...", come indicato nelle sue premesse, è "davvero il luogo dove ritrovare le emozioni e ridestare i nostri sensi assopiti, di risvegliare le sensazioni perse, di riscoprire i meravigliosi ricordi, in poche parole di ritrovare i piaceri semplici della vita."
E credo che questo sia un po' il senso che ci muove tutte!
venerdì 9 dicembre 2011
Auguri dalla rete
Non ho saputo resistere a queste bellissime cartoline di Natale dalla rete Ed eccole qui per voi, con il sapore ed i colori del passato.
mercoledì 7 dicembre 2011
Ancora decorazioni
Certo dopo aver frequentato il corso Atmosfera di Natale non riesco più a dominarmi. Mi piace passare in rassegna tutti i blog che seguo per vedere le vostre stupende decorazioni natalizie. E devo dire che gli spunti sono veramente molti e molto interessanti.
Emerge soprattutto la voglia di decorare con materiali di riciclo o piuttosto semplici, che è sicuramente lo stile di chi ama il vintage e lo shabby chic.
In rete, inoltre, si trovano dei suggerimenti estremamente semplici, ma di grande effetto, come questa composizione dell'Avvento, dove la prima candela è già stata accesa.
Di grande effetto, nella sua estrema semplicità, questo bianco elleboro, circondato di pigne ed illuminato dalla fioca luce del moccolo.
Vorrei chiudere in bellezza con un'ambientazione per l'ingresso.
Emerge soprattutto la voglia di decorare con materiali di riciclo o piuttosto semplici, che è sicuramente lo stile di chi ama il vintage e lo shabby chic.
In rete, inoltre, si trovano dei suggerimenti estremamente semplici, ma di grande effetto, come questa composizione dell'Avvento, dove la prima candela è già stata accesa.
Di grande effetto, nella sua estrema semplicità, questo bianco elleboro, circondato di pigne ed illuminato dalla fioca luce del moccolo.
Vorrei chiudere in bellezza con un'ambientazione per l'ingresso.
martedì 6 dicembre 2011
Festa dei Corgnoi
Per chi non ne avesse mai sentito parlare, i corgnoi sono delle lumache opercolate, cioè chiuse, tipiche del periodo invernale, che nelle mie zone sono un piatto della tradizione e vengono servite per cena in famiglia la vigilia di Natale.
Pare che mangiare i corgnoi, il cui nome deriva dalle appendici su cui sono collocati gli occhi delle lumache, fosse usanza dei Cimbri, popolo di origine germanica che colonizzò le montagne delle mie zone nel Medioevo, tanto che già nelle cronache del 1600 era documentato l'interesse dei nobili vicentini per questo insolito alimento.
La preparazione è mooolto laboriosa: ricordo quando ero bambina che la nonna lavorava giorni interi per arrivare alla vigilia di Natale con questo splendido piatto.
Bisogna anzitutto provvedere alla “purga” che avviene nelle "corgnolare", artigianali manufatti in legno dalla forma a cupola conficcati nel terreno con il diametro maggiore mentre la piccola apertura alla sommità era di solito chiusa da un'asse appesantita da un sasso per evitare che le lumache non uscissero dall'obbligato recinto nel quale erano state messe.
Segue una accurata pulizia per eliminare le interiora e il robusto apparato masticatorio.
Il modo di cucinare può variare a seconda della zona ma l'usanza da noi prevede che vadano cotte per almeno dodici ore, in un tegame di terracotta con l'impiego di burro, olio, brodo, aglio e prezzemolo
Si gustano insieme alla polenta gialla e morbida e ad un buon bicchiere di vino rosso piuttosto corposo.
Credo che non a tutti possano piacere, come non a tutti piacciono le più nobili escargots francesi servite nel loro guscio.
Io adoro le une, decisamente più note e complesse da mangiare dato che richiedono pinze e forchettine specifiche, e anche le altre, abituata come sono a mangiarle fin da piccola, tanto che considero i corgnoi una vera e propria sciccheria, dato che so quanto lavoro c'è dietro.
Per chi non avesse mai avuto la possibilità di degustarle e le volesse acquistare per cimentarsi nella loro preparazione, consiglio di frequentare la Mostra Mercato dei Corgnoi che si svolgerà l'8 dicembre, festa dell'Immacolata, a Crespadoro (Vi) in piazza Municipio.
Si tratta di una manifestazione che nasce nel 1980, ma trae origine da un antichissimo mercato locale che aveva luogo ogni secondo giovedì di dicembre e dalla tradizione di raccolta e allevamento delle lumache opercolate.
Sin dalle prime ore del mattino avrà luogo la vendita delle lumache e l'apertura degli stand gastronomici dei prodotti locali e tra le lumache di oltre cinquanta espositori verrà eletta quella che si distinguerà per grandezza e peculiarità.
La raccolta delle lumache è regolamentata da apposita Legge regionale; si fa nei mesi autunnali quando viene favorita dalle abbondanti piogge muniti di un apposito bastone in luoghi erbosi, vecchie masiere, vallette che i cacciatori ed i locali conoscono bene.
Per informazioni sulla manifestazione potete contattare la Pro Loco di Crespadoro – tel 339 4214546.
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giovedì 1 dicembre 2011
Natale a Vicenza
Chi vuole vivere il Natale anche nelle sue manifestazioni cittadine, trova Vicenza già calata nel clima di festa con ben 230 appuntamenti organizzati dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con associazioni, gruppi, istituzioni che animeranno non solo il centro storico, ma l'intera città: sono infatti quasi raddoppiati gli appuntamenti organizzati nei quartieri e nelle frazioni portando a 180 le opportunità di incontro, frutto dell'impegno dei cittadini, delle parrocchie, delle associazioni.
Sono 70 i concerti e le manifestazioni organizzati nelle sale parrocchiali, di cui 50 nelle chiese, 30 le manifestazioni all'aperto, 10 i concerti nelle scuole ad indirizzo musicale e 70 le attività nei centri civici. In centro storico ritornano alcune iniziative apprezzate negli anni scorsi come villaggi tipici natalizi, mercatini, presepi viventi, concerti, momenti di solidarietà, con un luogo dedicato esclusivamente al divertimento dei più piccoli. La novità più grande è stata allestita a Campo Marzo dove sarà possibile divertirsi a pattinare nella pista del ghiaccio. E proprio campo Marzo sarà teatro della festa di Capodanno, durante la quale Radio Company proporrà un vero e proprio evento con musica e animazione.
Anche l'allestimento natalizio in centro storico è stato rinnovato: le luci degli scorsi anni sono state sostituite da cento alberi ramificati, alti 4 metri, illuminati a led e quindi a basso consumo energetico. Ma a farla da padrone sarà il tradizionale albero di Natale di piazza dei Signori con 10 mila luci a led. Tutte le luminarie saranno accese a partire da sabato 3 dicembre, alle 17.
Per gli amanti dei Mercatini in generale, segnalo che in centro storico rimane l'appuntamento del "Magico Natale", iniziativa dell'associazione Il Tritone con le tipiche casette di legno, che ritorna per il secondo anno consecutivo; dal 2 dicembre all'8 gennaio (ore 10 - 20) in corso Palladio, corso Fogazzaro e Piazza San Lorenzo saranno proposti oggetti natalizi originali di artigianato e prodotti gastronomici provenienti da varie zone d'Italia e dall'estero.
In piazza Castello, dal 2 dicembre all'8 gennaio sosterà il London Bus, novità tra le attrazioni del Natale 2011, che avrà al suo interno anche un bar. Anche i giardini Salvi si trasformeranno, per la seconda volta, nel "Giardino delle fiabe" che accoglierà tutti i bambini all'interno di una splendida atmosfera ovattata, di luci, suoni, colori e allestimenti delle più famose fiabe, con oltre 200 personaggi in costume. L'iniziativa, curata dall'associazione "Amici di Thiene" è in programma l'8, il 10, l'11 il 17 e 18 dicembre ee è particolarmente importante perchè è volta a sostenere La Città della Speranza.
I Presepi saranno protagonisti; si potranno ammirare 18 presepi in un itinerario tra le parrocchie della città arricchiti da alcuni eventi particolari grazie all'associazione presepi di Vicenza. Inoltre una mostra in diorama sarà allestita nelle vetrine del LAMeC, al piano terra della Basilica Palladiana, e visitabile da sabato 17 dicembre: consentirà di ammirare un'esposizione di una ventina di presepi di piccole dimensioni, fedeli rappresentazioni artistiche di scene della natività e bibliche, frutto di approfondite ricerche storiche e di minuzioso lavoro di appassionati maestri presepisti, messi a disposizione dalla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria. Da Natale la mostra sarà trasferita nella sagrestia della parrocchia Cuore Immacolato di Maria fino alla fine di gennaio 2012.
Ritorna inoltre, sabato 17 dicembre alle 16.30, il presepio vivente nella parrocchia di S. Michele ai Servi in Piazza Biade che, in corteo, attraverserà il centro storico fino a porta castello per raggiungere la Cattedrale.
A Maddalene, invece, da sabato 10 dicembre si potrà ammirare un caratteristico presepe con artistiche figure in legno che sarà allestito in strada di Maddalene, strada delle Beregane, Maddalene Vecchie, via Stelvio, al Cristo, strada S. Giovanni, Lobia. Anche nel cortile di Palazzo Trissino, in corso Palladio, sarà allestito un presepe che sarà visibile da Contrà Cavour e che sarà inaugurato l'8 dicembre.
Per chi fosse interessato a conoscere i programmi dettagliati delle feste, segnalo sia il tradizionale opuscolo cartaceo, realizzato in 20.000 copie in distribuzione in questi giorni, che il sito del Comune di Vicenza, alla sezione manifestazioni.
Sono 70 i concerti e le manifestazioni organizzati nelle sale parrocchiali, di cui 50 nelle chiese, 30 le manifestazioni all'aperto, 10 i concerti nelle scuole ad indirizzo musicale e 70 le attività nei centri civici. In centro storico ritornano alcune iniziative apprezzate negli anni scorsi come villaggi tipici natalizi, mercatini, presepi viventi, concerti, momenti di solidarietà, con un luogo dedicato esclusivamente al divertimento dei più piccoli. La novità più grande è stata allestita a Campo Marzo dove sarà possibile divertirsi a pattinare nella pista del ghiaccio. E proprio campo Marzo sarà teatro della festa di Capodanno, durante la quale Radio Company proporrà un vero e proprio evento con musica e animazione.
Anche l'allestimento natalizio in centro storico è stato rinnovato: le luci degli scorsi anni sono state sostituite da cento alberi ramificati, alti 4 metri, illuminati a led e quindi a basso consumo energetico. Ma a farla da padrone sarà il tradizionale albero di Natale di piazza dei Signori con 10 mila luci a led. Tutte le luminarie saranno accese a partire da sabato 3 dicembre, alle 17.
Per gli amanti dei Mercatini in generale, segnalo che in centro storico rimane l'appuntamento del "Magico Natale", iniziativa dell'associazione Il Tritone con le tipiche casette di legno, che ritorna per il secondo anno consecutivo; dal 2 dicembre all'8 gennaio (ore 10 - 20) in corso Palladio, corso Fogazzaro e Piazza San Lorenzo saranno proposti oggetti natalizi originali di artigianato e prodotti gastronomici provenienti da varie zone d'Italia e dall'estero.
In piazza Castello, dal 2 dicembre all'8 gennaio sosterà il London Bus, novità tra le attrazioni del Natale 2011, che avrà al suo interno anche un bar. Anche i giardini Salvi si trasformeranno, per la seconda volta, nel "Giardino delle fiabe" che accoglierà tutti i bambini all'interno di una splendida atmosfera ovattata, di luci, suoni, colori e allestimenti delle più famose fiabe, con oltre 200 personaggi in costume. L'iniziativa, curata dall'associazione "Amici di Thiene" è in programma l'8, il 10, l'11 il 17 e 18 dicembre ee è particolarmente importante perchè è volta a sostenere La Città della Speranza.
I Presepi saranno protagonisti; si potranno ammirare 18 presepi in un itinerario tra le parrocchie della città arricchiti da alcuni eventi particolari grazie all'associazione presepi di Vicenza. Inoltre una mostra in diorama sarà allestita nelle vetrine del LAMeC, al piano terra della Basilica Palladiana, e visitabile da sabato 17 dicembre: consentirà di ammirare un'esposizione di una ventina di presepi di piccole dimensioni, fedeli rappresentazioni artistiche di scene della natività e bibliche, frutto di approfondite ricerche storiche e di minuzioso lavoro di appassionati maestri presepisti, messi a disposizione dalla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria. Da Natale la mostra sarà trasferita nella sagrestia della parrocchia Cuore Immacolato di Maria fino alla fine di gennaio 2012.
Ritorna inoltre, sabato 17 dicembre alle 16.30, il presepio vivente nella parrocchia di S. Michele ai Servi in Piazza Biade che, in corteo, attraverserà il centro storico fino a porta castello per raggiungere la Cattedrale.
A Maddalene, invece, da sabato 10 dicembre si potrà ammirare un caratteristico presepe con artistiche figure in legno che sarà allestito in strada di Maddalene, strada delle Beregane, Maddalene Vecchie, via Stelvio, al Cristo, strada S. Giovanni, Lobia. Anche nel cortile di Palazzo Trissino, in corso Palladio, sarà allestito un presepe che sarà visibile da Contrà Cavour e che sarà inaugurato l'8 dicembre.
Per chi fosse interessato a conoscere i programmi dettagliati delle feste, segnalo sia il tradizionale opuscolo cartaceo, realizzato in 20.000 copie in distribuzione in questi giorni, che il sito del Comune di Vicenza, alla sezione manifestazioni.
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lunedì 28 novembre 2011
Atmosfera di Natale - parte 2^
Non mi sono dimenticata, ma ho qualche problema a convivere con una fotocamera che è di mio marito e che, quando chiedo in prestito, non è mai disponibile.
E quindi, quando occorre, torna in aiuto il vecchio telefonino ed ecco perchè le mie foto non sono davvero speciali.
Come vi dicevo qui nei giorni scorsi, non ho saputo resistere e mi sono iscritta ad un corso dal titolo magico "Atmosfera di Natale". Già avevo descritto il mio stato d'animo ed il fatto che ero elettrizzata dall'idea di frequentare questo corso, dato che non sono abituata ad usare le mani, anche se dentro di me sento che c'è una Desi "creativa" che però fatico un po' a fare uscire.
Intanto voglio descrivervi l'atmosfera: il locale era molto accogliente, ben illuminato e profumatissimo; nell'aria si diffondeva un aroma particolare che si sprigionava dai materiali didattici. A lato del tavolone di lavoro che per la verità sarebbe stato adattissimo anche per una cena, erano stati disposti scatoloni pieni di pigne, rami di abete, bosso, rami di betulla, cortecce varie, basi di porcellana per le composizioni, spugne sintetiche, fette di mela secche, piccole mele rosse selvatiche, bacche di ogni tipo... Un tavolo a parte dava il benvenuto alle partecipanti e contribuiva alla diffusione degli aromi con dolci fette di pandoro, elegantemente presentate, delizioni cioccolatini e rosse candele accese.
Ed un plotone di donne, per la verità erano circa una ventina, erano già radunate nel punto di incontro, alcune anche "armate" di block notes.
Gli insegnanti, dei validissimi fioristi della zona, sono entrati subito nel vivo. Eccoli all'opera.
Dopo le spiegazioni teoriche di tecniche che avrebbero portato le partecipanti a realizzare le composizioni della locandina, con l'invito ad usare il più possibile materiali naturali, magari raccolti nei boschi durante le passeggiate si è subito entrati nel vivo delle attività.
Qui il tavolone è ormai diventato un vero e proprio campo di battaglia.
E qui alcune composizioni.
Io avevo scelto di realizzare la composizione numero cinque della locandina; non sono in grado di descrivervi l'emozione di essere riuscita a "comporre" qualcosa anch'io, con le mie mani, pur con un dito ustionato dalla colla a caldo per fissare le stelline. L'insieme di mele selvatiche, rami di betulla, muschio, piccoli rami di larice, pigne, bacche di cipresso ed una base verde di bosso ora sta facendo bella figura sulle scale di casa ed è con grande orgoglio che vi mostro la mia creazione.
E quindi, quando occorre, torna in aiuto il vecchio telefonino ed ecco perchè le mie foto non sono davvero speciali.
Come vi dicevo qui nei giorni scorsi, non ho saputo resistere e mi sono iscritta ad un corso dal titolo magico "Atmosfera di Natale". Già avevo descritto il mio stato d'animo ed il fatto che ero elettrizzata dall'idea di frequentare questo corso, dato che non sono abituata ad usare le mani, anche se dentro di me sento che c'è una Desi "creativa" che però fatico un po' a fare uscire.
Intanto voglio descrivervi l'atmosfera: il locale era molto accogliente, ben illuminato e profumatissimo; nell'aria si diffondeva un aroma particolare che si sprigionava dai materiali didattici. A lato del tavolone di lavoro che per la verità sarebbe stato adattissimo anche per una cena, erano stati disposti scatoloni pieni di pigne, rami di abete, bosso, rami di betulla, cortecce varie, basi di porcellana per le composizioni, spugne sintetiche, fette di mela secche, piccole mele rosse selvatiche, bacche di ogni tipo... Un tavolo a parte dava il benvenuto alle partecipanti e contribuiva alla diffusione degli aromi con dolci fette di pandoro, elegantemente presentate, delizioni cioccolatini e rosse candele accese.
Ed un plotone di donne, per la verità erano circa una ventina, erano già radunate nel punto di incontro, alcune anche "armate" di block notes.
Gli insegnanti, dei validissimi fioristi della zona, sono entrati subito nel vivo. Eccoli all'opera.
Dopo le spiegazioni teoriche di tecniche che avrebbero portato le partecipanti a realizzare le composizioni della locandina, con l'invito ad usare il più possibile materiali naturali, magari raccolti nei boschi durante le passeggiate si è subito entrati nel vivo delle attività.
Qui il tavolone è ormai diventato un vero e proprio campo di battaglia.
E qui alcune composizioni.
Io avevo scelto di realizzare la composizione numero cinque della locandina; non sono in grado di descrivervi l'emozione di essere riuscita a "comporre" qualcosa anch'io, con le mie mani, pur con un dito ustionato dalla colla a caldo per fissare le stelline. L'insieme di mele selvatiche, rami di betulla, muschio, piccoli rami di larice, pigne, bacche di cipresso ed una base verde di bosso ora sta facendo bella figura sulle scale di casa ed è con grande orgoglio che vi mostro la mia creazione.
venerdì 25 novembre 2011
Che fare domenica 27 novembre?
Se non avete ancora organizzato nulla, vi do qualche dritta.
Un giro al Mercato dell'Antiquariato di Piazzola sul Brenta, dato che è l'ultimo prima di Natale, e dove, per chi è amante delle decorazioni natalizie d'epoca, si potranno sicuramente acquistare pregiatissime ed altrettanto fragili palline di vetro e/o statuine del presepio antecedenti gli anni sessanta.
Oppure un giro a Vicenza dove si darà il via alle celebrazioni di una ricorrenza speciale: i trent'anni della fondazione e donazione del Centro e della Biblioteca “La Vigna”, centro di cultura e civiltà contadina, di Demetrio Zaccaria alla città di Vicenza. Le celebrazioni prevedono tre eventi.
Alle 9.30 messa alla Chiesa dei Carmini; alle 10.15 le attività si sposteranno a “La Vigna” dove esperti e studiosi parleranno dell'eredità, dono di Demetrio Zaccaria, dopo 30 anni. Per le signore segnalo “Gli italiani: l'identità in cucina”, una lectio magistralis di Massimo Montanari, docente di storia medievale alla facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Bologna, dove insegna anche Storia dell'alimentazione e dirige il master europeo "Storia e cultura dell'alimentazione".
Al termine l'agriturismo Palazzetto Ardi di Gambellara offrirà degli assaggi enogastronomici, seguiti da una degustazione di dolci offerta dalla pasticceria “Loison” e di grappa Brunello.
Un giro al Mercato dell'Antiquariato di Piazzola sul Brenta, dato che è l'ultimo prima di Natale, e dove, per chi è amante delle decorazioni natalizie d'epoca, si potranno sicuramente acquistare pregiatissime ed altrettanto fragili palline di vetro e/o statuine del presepio antecedenti gli anni sessanta.
Oppure un giro a Vicenza dove si darà il via alle celebrazioni di una ricorrenza speciale: i trent'anni della fondazione e donazione del Centro e della Biblioteca “La Vigna”, centro di cultura e civiltà contadina, di Demetrio Zaccaria alla città di Vicenza. Le celebrazioni prevedono tre eventi.
Alle 9.30 messa alla Chiesa dei Carmini; alle 10.15 le attività si sposteranno a “La Vigna” dove esperti e studiosi parleranno dell'eredità, dono di Demetrio Zaccaria, dopo 30 anni. Per le signore segnalo “Gli italiani: l'identità in cucina”, una lectio magistralis di Massimo Montanari, docente di storia medievale alla facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Bologna, dove insegna anche Storia dell'alimentazione e dirige il master europeo "Storia e cultura dell'alimentazione".
Al termine l'agriturismo Palazzetto Ardi di Gambellara offrirà degli assaggi enogastronomici, seguiti da una degustazione di dolci offerta dalla pasticceria “Loison” e di grappa Brunello.
venerdì 18 novembre 2011
Tortino di zucca, tartufo e castagne
Oggi mi permetto di postare anch'io una ricetta, che ho rubato ad una cuoca eccezionale, Alexia, che lavora ad un ristorante di Recoaro Terme “La Linte” dove, se avete occasione di passare, vi suggerisco di fare una capatina.
Ingredienti:
un chilo e mezzo di zucca cotta in forno
500 grammi di panna fresca da cucina
n. 10 uova intere
Procedimento: pulire la zucca e posizionarla su di una teglia avvolta nella carta stagnola con un po' di olio d'oliva; cuocere in forno a 180 gradi e poi frullare la polpa per ottenere una purea densa.
Con la frusta amalgamare i tre ingredienti e disporre il composto in stampini di stagnola monouso ben imburrati.
Cuocere in forno a 160 gradi per circa 20/30 minuti finché il composto si rassoda.
Ovvio che gli ingredienti sono per un certo numero di stampini; per una cena con amici le dosi devono essere dimezzate.
Il tortino va servito con una mousse di formaggio fondente, tartufo nero e castagne e, se vi riesce bene, è veramente delizioso!
giovedì 17 novembre 2011
Wish list di Natale
Quest'anno dico basta. E lo dico con convinzione.
Basta perché non voglio sentirmi “usata” da una festa che è bellissima e che rischia di trasformarsi nella solita occasione stupida ed insipida.
Voglio vivere quell'atmosfera che quando ero bambina era galvanizzate, piena di aspettative, di nonni, di cugine e cugini, di zii e zie.
Di amici, di promesse, di caminetti dove, svegliandomi la mattina, avrei trovato qualcosa, se fossi stata brava durante l'anno. Di baci sotto il vischio, che si davano i più grandi.
Perché si trattava proprio di una festa, vera e propria, non di una full immersion in un frenetico fare e comprare; una festa dove la letterina di Natale, quella che si infilava sotto il piatto della mamma e chi si aspettava con ansia che lei leggesse, la faceva da padrona.
E dove la mamma si commuoveva ogni volta.
Caspita, sono mamma anch'io e anch'io ho avuto un “pulcino” che ha frequentato le elementari, ma la letterina già non si usava più, soppiantata da doverose necessità multietniche. Come potrò provare quell'emozione che mi è stata negata?
Voglio tornare a sentire ciò che provavo da bambina, voglio ricominciare a vivere il Natale.
E ricomincio dalla letterina e, dato che i tempi cambiano, dalla mia Wish list di Natale.
E parto dalla cosa più commerciale che c'è: farmi un regalo, da sola.
Perchè solo io so che cosa desidero veramente. Per premiarmi e non c'è bisogno di chiedermi per cosa.
Metto in testa alla lista del tempo, solo per me, per recuperare quelle cose che da piccola adoravo fare con la nonna e con la mamma. Per fare i biscotti profumati, pieni zeppi di burro, infischiandomene delle calorie, delle arterie, del cardiologo. Per il piacere di ritrovare quel profumo delizioso di cannella, che ho comprato proprio ieri, di zucchero, agrumi, vaniglia. Magari da consumare davanti al caminetto accesso, inzuppati in una cioccolata calda, densa, profumata, non proveniente da una asettica ed anonima bustina, ma fatta di vero latte, cacao amaro, zucchero, fecola, da mescolare lentamente con il cucchiaio di legno, facendo attenzione che non attacchi.
Chiedo anche un po' di neve, sì anche in città e solo per le feste. Non troppa da non poter circolare più o da arrivare al caos e alla paralisi. Mi ricordo ancora che pupazzo si riusciva a fare da bambini in cortile, con il naso di carota e il berretto di lana triccottata a mano con il pom pom.
E le partite a palle di neve? E le mani superghiacciate? Il mio non era certo il tempo del goretex ed i guanti erano rigorosamente di lana e fatti dalla nonna con tanti ferri incrociati.
Vivere la gioia del Natale è anche esternarla decorando la casa, con presepe, albero,festoni... Chiedo di poter respirare ancora quel profumo speciale delle statuine del presepio, voglio toccare quelle preziosissime e delicatissime palline di natale di vetro, ora oggetto del desiderio nei mercatini, che si appendevano all'albero assieme ai genitori pochi giorni prima della festa.
Vivere la gioia del Natale è anche aprire la casa ai vicini, con i quali ci sono sempre meno occasioni per parlare e per conoscersi un po'. E' anche rivedere ancora una volta Mary Poppins, canticchiando che la pillola va giù e stando attenti a “non cadere per non sporcare i disegni”, o “La vita è una cosa meravigliosa”, deliziosi tormentoni dei canali meno commerciali, sotto una morbida copertina di pile e magari in compagnia.
E' godersi per una volta i veri affetti, le cose semplici; a volta basta una tazza di te caldo e una fetta di torta profumata appena sfornata, una vecchia cara amica che non si vedeva da tempo.
Il Natale e le feste, in realtà, sono solo un pretesto per riscoprire gli affetti veri, le cose semplici e per uscire allo scoperto a far pace con i propri sentimenti.
lunedì 14 novembre 2011
Atmosfera di Natale
Amiche, amici.... non ho resistito.
Mi sono iscritta ad un laboratorio di composizioni floreali dal titolo super accattivante: “Atmosfera di Natale” che si terrà il prossimo 23 novembre presso il Laboratorio Effe a Cornedo Vicentino in via Verlaldo, 20
Si tratta di una iniziativa di cui sono venuta a conoscenza per caso, entrando nel negozio “Il Fiore” di Cornedo Vicentino; li mi faceva l'occhiolino dal bancone la cartolina pubblicitaria che è riportata qui sopra.
Da principio ho cercato di trattenermi, tutte le cose che ho da fare.... ma poi non ce l'ho fatta e mi sono iscritta!!
E' inutile dire che non vedo l'ora, anche se manca più di una settimana.
Chissà una pasticciona imbranata come me che cosa potrà imparare.
State in ascolto. Se potrò posterò commenti e foto!
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giovedì 10 novembre 2011
Finalmente anche in Italia si fanno strada i “Vide grenier” o meglio “Svuota La Cantina”
A casa accumuliamo, accumuliamo, accumuliamo, soprattutto in cantina, in garage, negli armadi e nelle scatole sparse per casa. Alcuni di noi sono “collezionisti” e si circondano di oggetti del passato, siano essi ricordi, fotografie, diari, lettere. Ma in altri casi si tratta di oggetti che abbiamo semplicemente accantonato, che non hanno un senso particolare e che comunque non riusciamo a buttare via: sono spesso in ottimo stato e potrebbero essere ancora utilizzati, ma non ci piacciono più o sono passati di moda o sono stati soppiantati da altri oggetti più nuovi.
È un vero peccato tenere chiusi in casa ad impolverarsi oggetti in ottimo stato che potrebbero ancora essere utilizzati e che possono essere scambiati con qualcosa si diverso.
Ed ecco che finalmente nascono i “Vide Grenier” o meglio “Svuda La Cantieine” come avviene per le strade di Sant'Agata Bolognese, sotto i portici, il prossimo 12 novembre 2011 dalle ore 8:00 alle ore 17:00 dove sarà possibile scambiare cose vecchie, usate, di seconda mano e vintage nonché opere dell'ingegno. Sarà possibile barattare ma ovviamente anche acquistare, per una giornata all'insegna del riutilizzo.
Per informazioni tel: 320. 4297387/051.6818932
È un vero peccato tenere chiusi in casa ad impolverarsi oggetti in ottimo stato che potrebbero ancora essere utilizzati e che possono essere scambiati con qualcosa si diverso.
Ed ecco che finalmente nascono i “Vide Grenier” o meglio “Svuda La Cantieine” come avviene per le strade di Sant'Agata Bolognese, sotto i portici, il prossimo 12 novembre 2011 dalle ore 8:00 alle ore 17:00 dove sarà possibile scambiare cose vecchie, usate, di seconda mano e vintage nonché opere dell'ingegno. Sarà possibile barattare ma ovviamente anche acquistare, per una giornata all'insegna del riutilizzo.
Per informazioni tel: 320. 4297387/051.6818932
mercoledì 9 novembre 2011
Dentelli e tondelli, viaggio nel magico mondo del collezionismo
Amanti di francobolli, cartamonete, cartoline d'epoca, tessere telefoniche, miniassegni e vecchi documenti, è arrivato il vs. momento!!
Infatti l'assessorato alla partecipazione e al decentramento del Comune di Vicenza, insieme con l'Unione filatelica numismatica vicentina propongono, anche quest'anno, un ciclo d'incontri dedicato agli appassionati del settore, giunto ormai alla quarta edizione.
Ma perchè dentelli e tondelli? Che cosa sono?
Si tratta di una particolare tipologia di monete antiche che non presenta un bordo uniforme e liscio, bensì dentellato. A queste monete viene dato il nome di serrati, termine che deriva dal termine latino serra (sega) o dal verbo secare (segare) perché la struttura ricorda proprio i denti di una sega.
Su queste tipologie di monete si è scritto molto, ma resta ancora sostanzialmente irrisolto un punto fondamentale: qual’è stata la motivazione alla base della produzione di tondelli di questa forma particolare?
A partire da oggi, mercoledì 9 novembre, l'appuntamento si ripeterà ogni mercoledì dalle ore 10 presso il centro diurno ricreativo culturale "Proti" di contrà De' Proti 3.
La partecipazione agli incontri è libera; inoltre ai partecipanti verrà consegnata in omaggio una cartolina affrancata con annullo speciale.
Se volete maggiori informazioni è necessario contattare la circoscrizione 1 al numero 0444 222713, circoscrizione1@comune.vicenza.it.
Infatti l'assessorato alla partecipazione e al decentramento del Comune di Vicenza, insieme con l'Unione filatelica numismatica vicentina propongono, anche quest'anno, un ciclo d'incontri dedicato agli appassionati del settore, giunto ormai alla quarta edizione.
Ma perchè dentelli e tondelli? Che cosa sono?
Si tratta di una particolare tipologia di monete antiche che non presenta un bordo uniforme e liscio, bensì dentellato. A queste monete viene dato il nome di serrati, termine che deriva dal termine latino serra (sega) o dal verbo secare (segare) perché la struttura ricorda proprio i denti di una sega.
Su queste tipologie di monete si è scritto molto, ma resta ancora sostanzialmente irrisolto un punto fondamentale: qual’è stata la motivazione alla base della produzione di tondelli di questa forma particolare?
A partire da oggi, mercoledì 9 novembre, l'appuntamento si ripeterà ogni mercoledì dalle ore 10 presso il centro diurno ricreativo culturale "Proti" di contrà De' Proti 3.
La partecipazione agli incontri è libera; inoltre ai partecipanti verrà consegnata in omaggio una cartolina affrancata con annullo speciale.
Se volete maggiori informazioni è necessario contattare la circoscrizione 1 al numero 0444 222713, circoscrizione1@comune.vicenza.it.
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venerdì 28 ottobre 2011
Domenica tutti a Piazzola. Perchè no ?
Velocemente vorrei ricordare a tutti che domenica 30 ottobre si terrà il tradizionale Mercatino dell'Antiquariato di Piazzola sul Brenta. Il meteo dice che il tempo sarà bello. Ghiotta occasione per gli amanti del genere. Non mancate!
giovedì 20 ottobre 2011
Quando il Juke Box andava con le 100 Lire.
Certo io ero molto piccola, talmente tanto da non ricordarmene, ma mi è capitato; ne ho visti in parrocchia, assieme ai calciobalilla e in qualche trattoria di campagna dove, all'occorrenza, si ballava.
Ma ... e chi non c'era? Chi non ha mai visto un juke box?
Mi chiedo: potrà il download dalla rete compensare il suono della moneta da 100 Lire che cadeva nella fessura e che “faceva girare” ben tre canzoni?
Nostalgici unitevi a me in un percorso per conoscere meglio questo prodigio, icona degli anni cinquanta.
Ad avere l'intuizione di portare in Italia i primi Juke Box a 78 giri sono il milanese Dragoni e i torinesi Franco Schreiber e Luigi Lazzaroni, oltre alla società Sidam, rappresentante della Seeburg.
In tempi successivi si fa strada sul mercato la Microtecnica di Torino che avvia il fronte di produzione Italiana costruendo il Continental 1 e 2 della AMI. Tra i marchi più famosi ricordiamo quelli di grandi produttori come Wurlitzer, Rockola e Seeburg.
Per chi vuole approfondire, in rete sono presenti numerosi siti:
sulla storia del Juke Box
il sito di Albano Quadrelli, di Cento (FE) specializzato nel settore e in oggettistica degli anni 50/60;
i siti di chi si occupa del restauro:
Alex Lanfredi che dichiara sulla home page: “Ascoltare un jukebox suonare la nostra canzone preferita,è come fare un viaggio nel passato...”
Claudio Tosato, figlio d'arte e restauratore da quando aveva otto anni
e siti che mostrano come avviene un restauro
i siti per chi cerca un pezzo in vendita con relative quotazioni
il sito di Roberto Zanella dedicato “ai collezionisti e agli appassionati di jukebox, distributori di benzina, flipper, e quant’altro si voglia che ci ricordi, anche solo per un attimo, quei mitici anni."
Segnalo inoltre la pubblicazione “Juke Box, tre canzoni 100 lire”, scritto dal giornalista Gianfranco Natoli, edizioni Tipografia Moderna di Montagnana, in collaborazione con Vladimiro Vieno, collezionista e restauratore di Juke Box e Giuseppe Nicotra. Si tratta di una pubblicazione da tener d'occhio perchè è già prevista una seconda edizione, ampliata, in cui verrà dato più spazio al restauro e al collezionismo, con tutti i consigli su dove trovare e come acquistare un apparecchio.
Nel frattempo possiamo ricordare il Juke Box con la canzone di Edoardo Bennato e /o con la raccolta "Jukebox degli anni 60/70 - solo musica Italiana su youtube".
Ma ... e chi non c'era? Chi non ha mai visto un juke box?
Mi chiedo: potrà il download dalla rete compensare il suono della moneta da 100 Lire che cadeva nella fessura e che “faceva girare” ben tre canzoni?
Nostalgici unitevi a me in un percorso per conoscere meglio questo prodigio, icona degli anni cinquanta.
Ad avere l'intuizione di portare in Italia i primi Juke Box a 78 giri sono il milanese Dragoni e i torinesi Franco Schreiber e Luigi Lazzaroni, oltre alla società Sidam, rappresentante della Seeburg.
In tempi successivi si fa strada sul mercato la Microtecnica di Torino che avvia il fronte di produzione Italiana costruendo il Continental 1 e 2 della AMI. Tra i marchi più famosi ricordiamo quelli di grandi produttori come Wurlitzer, Rockola e Seeburg.
Per chi vuole approfondire, in rete sono presenti numerosi siti:
sulla storia del Juke Box
il sito di Albano Quadrelli, di Cento (FE) specializzato nel settore e in oggettistica degli anni 50/60;
i siti di chi si occupa del restauro:
Alex Lanfredi che dichiara sulla home page: “Ascoltare un jukebox suonare la nostra canzone preferita,è come fare un viaggio nel passato...”
Claudio Tosato, figlio d'arte e restauratore da quando aveva otto anni
e siti che mostrano come avviene un restauro
i siti per chi cerca un pezzo in vendita con relative quotazioni
il sito di Roberto Zanella dedicato “ai collezionisti e agli appassionati di jukebox, distributori di benzina, flipper, e quant’altro si voglia che ci ricordi, anche solo per un attimo, quei mitici anni."
Segnalo inoltre la pubblicazione “Juke Box, tre canzoni 100 lire”, scritto dal giornalista Gianfranco Natoli, edizioni Tipografia Moderna di Montagnana, in collaborazione con Vladimiro Vieno, collezionista e restauratore di Juke Box e Giuseppe Nicotra. Si tratta di una pubblicazione da tener d'occhio perchè è già prevista una seconda edizione, ampliata, in cui verrà dato più spazio al restauro e al collezionismo, con tutti i consigli su dove trovare e come acquistare un apparecchio.
Nel frattempo possiamo ricordare il Juke Box con la canzone di Edoardo Bennato e /o con la raccolta "Jukebox degli anni 60/70 - solo musica Italiana su youtube".
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lunedì 17 ottobre 2011
Halloween e non solo
Facile facile, semplice semplice; per chi, come me, non ha più bimbi piccoli, infatuali della festa di Halloween, ma adora comunque le zucche, ecco una ricetta velocissima per un primo a tema da gustare con gli amici.
Si può realizzare con qualsiasi tipo di pasta (eliche, fusilli, cellentani, farfalle.. oppure pasta fresca). Occorre speck tagliato in una fetta spessa, da ridurre a piccoli bastoncini corti, scalogno,zucca a cubetti piccoli piccoli, parmigiano, olio di oliva e pepe.
Si fa bollire la pasta e nel frattempo si prepara il condimento.
Si trita lo scalogno che si fa appassire con olio di oliva; si uniscono i cubetti di zucca e si fanno cuocere per circa 3 o 4 minuti, tanto che mantengano la forma, ma risultino morbidi.
In un altra padella rendere croccante lo speck a listarelle, che va poi aggiunto al sugo con la zucca.
Scolata la pasta, spadellarla nel sugo aggiungendo olio di oliva se necessario, parmigiano e pepe nero macinato.
Fatemi sapere.
Di seguito qualche notizia sulle zucche.
Sotto il profilo nutrizionale la zucca è dotata di un bassissimo valore calorico: ogni 100 gr. di polpa, infatti, forniscono al nostro organismo appena 17 Kcal, rendendola un ottimo alleato nelle diete ipocaloriche, in quanto in grado di conferire gusto e, soprattutto, “volume” ai primi piatti, inducendo una soddisfacente sensazione di sazietà.
Tale proprietà è legata al suo notevole contenuto di acqua (oltre il 90 %), nonché all’importante apporto di fibre; è inoltre ricca di potassio e povera di sodio con il fondamentale pregio di contenere grandi quantità di beta-caroteni, pigmenti, responsabili della particolare colorazione giallo-arancio di alcuni ortaggi e frutti (carote, albicocche, meloni), che vengono convertiti nell’organismo in vitamina A e svolgono un ruolo essenziale di potenti antiossidanti in grado di contrastare i cosiddetti “radicali liberi “ responsabili dell’invecchiamento dei tessuti.
Alla zucca vengono attribuite, sin dai tempi più antichi, proprietà antiinfiammatorie, utilmente sfruttate in fitocosmetica attraverso l’impiego empirico di maschere per il viso a base di polpa schiacciata, mescolata con miele, dall’effetto emolliente e lenitivo in caso di scottature ed infiammazioni cutanee.
L’ effetto calmante su chi soffre di ansia, nervosismo o insonnia, ed, ancora, le proprietà antidiabetiche ed antiipertensive fanno da ulteriore corollario alle tante benefiche virtù riconosciute a questo ortaggio che, tuttavia, si dimostra ancor più ricco di sorprese se ne si considera un costituente dalle proprietà benefiche assolutamente inaspettate i semi di zucca.
Di essi, infatti, è noto il comune utilizzo a scopo alimentare ed il gusto gradevole.
Asportando i semi da una zucca appena acquistata e mettendoli ad essiccare su di un panno asciutto è possibile aggiungerli ad una minestra, fornendo all’organismo una quantità di acidi grassi omega 3 utile ed economica.
Per la corretta conservazione di questo ortaggio si ricorda che i pezzi di zucca, privati della buccia, possono essere conservati in frigorifero per 1-2 giorni, avvolti nella classica pellicola per alimenti. Se si prevede di utilizzarli per realizzare più preparazioni in tempi diversi può essere opportuno congelarli, ma in questo caso è necessario tagliarli a cubetti e cuocerli.
mercoledì 12 ottobre 2011
Ecco qualcosa che riguarda da vicino la mia città: Marzotto 1836-2011
Non l'ho mai detto, ma sono orgogliosa di essere di Valdagno, dove sono tornata ad abitare dopo anni di vagabondaggio. Oggi vi posto una notizia che riguarda appunto la mia città e la Fondazione Marzotto. Nel centosettantacinquesimo anniversario della Fondazione Marzotto, le Poste Italiane emettono un francobollo dedicato alle industrie Marzotto di Valdagno.
L'emissione è prevista per il 14 ottobre, all'interno della serie tematica “Made in Italy”; il francobollo avrà il consueto valore di 0,60 euro.
La vignetta riproduce una locandina pubblicitaria degli anni trenta raffigurante il lanificio Marzotto a Valdagno ed una sequenza di rotoli di tessuto che idealmente formano una guida.
Completano il francobollo le legende ”Marzotto 1836-2011” e “Made in Italy”, la scritta “Italia” e il valore 0,60.
Proprio per il giorno dell'emissione, l'Ufficio Postale di Valdagno utilizzerà un annullo speciale.
Credo che sia una chicca interessante per i filatelic.
L'emissione è prevista per il 14 ottobre, all'interno della serie tematica “Made in Italy”; il francobollo avrà il consueto valore di 0,60 euro.
La vignetta riproduce una locandina pubblicitaria degli anni trenta raffigurante il lanificio Marzotto a Valdagno ed una sequenza di rotoli di tessuto che idealmente formano una guida.
Completano il francobollo le legende ”Marzotto 1836-2011” e “Made in Italy”, la scritta “Italia” e il valore 0,60.
Proprio per il giorno dell'emissione, l'Ufficio Postale di Valdagno utilizzerà un annullo speciale.
Credo che sia una chicca interessante per i filatelic.
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giovedì 6 ottobre 2011
Domenica 9 ottobre tutti a Vicenza: doppio appuntamento!
Doppio appuntamento domenica prossima a Vicenza con "Antichi Mestieri in Corso" e con "Il Mercato dell'Antiquariato e del Collezionismo".
Lungo i portici di corso Fogazzaro domenica 9 ottobre, dalle 9.30 alle 19, si svolgerà la ventitreesima edizione di “Antichi Mestieri in Corso”, tradizionale mostra mercato dedicata all’artigianato artistico, naturale e dell’enogastronomia tipica, organizzato dall'associazione “I Portici di corso Fogazzaro” in collaborazione con l’assessorato al turismo del Comune di Vicenza.
Prepariamoci quindi ad una giornata dedicata alla manualità, all’arte e ai sapori, con una cinquanta di banchi di “Antichi mestieri in corso” dalla chiesa di San Lorenzo fino ai Carmini e bancarelle dedicate a creativi hobbisti che conservano e tramandano antiche forme di lavorazione artigianale come il ferro battuto, il riutilizzo di materiali poveri come il cartoccio di mais, la lana cardata di scarto; la cartapesta, il decoupage per rivestire scatole e vecchi mobiletti.
Doppio appuntamento perchè, in concomitanza con questa manifestazione, si svolgerà nel centro storico anche il Mercato dell'Antiquariato e del Collezionismo.
Sorto nel 2002 è un appuntamento fisso di ogni seconda domenica del mese ed è senza dubbio tra i primi eventi del settore nel territorio veneto con 260 espositori e con una media di 19 mila visitatori a domenica.
Il Mercato coinvolge tutte le splendide piazze del centro storico: Piazza dei Signori, Piazza Biade, Piazzetta Palladio, Piazza Garibaldi, Piazza Duomo e Piazza Castello. Gli espositori sono selezionati per garantire al visitatore un'alta qualità di merceologie presentate: mobili del '700, libri dal '500 in poi, monete antiche, dipinti e sculture di ogni epoca; stampe, fumetti, dischi e mille altri oggetti del collezionismo.
L'ultimo appuntamento dell'anno, quello di giugno, tradizionalmente si sposta in Campo Marzio (nei pressi della stagione ferroviaria a pochi passi dal centro) divenendo così un grande deballage, con porte aperte a nuovi espositori e mercanzie.
Immagine tratta dal blog della "Signora delle Scatole"
Peccato avere già un impegno per domenica!
Lungo i portici di corso Fogazzaro domenica 9 ottobre, dalle 9.30 alle 19, si svolgerà la ventitreesima edizione di “Antichi Mestieri in Corso”, tradizionale mostra mercato dedicata all’artigianato artistico, naturale e dell’enogastronomia tipica, organizzato dall'associazione “I Portici di corso Fogazzaro” in collaborazione con l’assessorato al turismo del Comune di Vicenza.
Prepariamoci quindi ad una giornata dedicata alla manualità, all’arte e ai sapori, con una cinquanta di banchi di “Antichi mestieri in corso” dalla chiesa di San Lorenzo fino ai Carmini e bancarelle dedicate a creativi hobbisti che conservano e tramandano antiche forme di lavorazione artigianale come il ferro battuto, il riutilizzo di materiali poveri come il cartoccio di mais, la lana cardata di scarto; la cartapesta, il decoupage per rivestire scatole e vecchi mobiletti.
Doppio appuntamento perchè, in concomitanza con questa manifestazione, si svolgerà nel centro storico anche il Mercato dell'Antiquariato e del Collezionismo.
Sorto nel 2002 è un appuntamento fisso di ogni seconda domenica del mese ed è senza dubbio tra i primi eventi del settore nel territorio veneto con 260 espositori e con una media di 19 mila visitatori a domenica.
Il Mercato coinvolge tutte le splendide piazze del centro storico: Piazza dei Signori, Piazza Biade, Piazzetta Palladio, Piazza Garibaldi, Piazza Duomo e Piazza Castello. Gli espositori sono selezionati per garantire al visitatore un'alta qualità di merceologie presentate: mobili del '700, libri dal '500 in poi, monete antiche, dipinti e sculture di ogni epoca; stampe, fumetti, dischi e mille altri oggetti del collezionismo.
L'ultimo appuntamento dell'anno, quello di giugno, tradizionalmente si sposta in Campo Marzio (nei pressi della stagione ferroviaria a pochi passi dal centro) divenendo così un grande deballage, con porte aperte a nuovi espositori e mercanzie.
Immagine tratta dal blog della "Signora delle Scatole"
Peccato avere già un impegno per domenica!
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