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lunedì 28 marzo 2011

Domenica al mercatino: piacere allo stato puro.



Attesissima è arrivata l’ultima domenica del mese di marzo … finalmente Piazzola sul Brenta!!!! E’ stata una giornata stupenda: clima giusto, non molta gente, tanta voglia di bighellonare e curiosare tra le bancarelle, pochi soldi nel portamonete per non lasciarsi traviare troppo… anche se avrei voluto comprare tutto!!
Il Mercatino "Cose di altri Tempi" di Piazzola sul Brenta, nasce nel 1979 per crescere fino a diventare uno dei più grandi d'Italia ed anche d'Europa, tanto da essere frequentato da moltissimi stranieri. Ogni ultima domenica del mese questa manifestazione è diventata un appuntamento fisso per migliaia e migliaia di persone; vanta ormai più di 1200 espositori (tra licenze e semplici hobbisti), che espongono ogni tipo di merci come mobili antichi e di design, quadri, stampe, dischi, disegni d'epoca, statue, ceramiche, numismatica, militaria, pizzi, gioielli antichi, abiti vintage ed ogni tipo di oggettistica d'epoca.
Si svolge sulla piazza antistante la splendida cornice di Villa Contarini e dalle logge e si snoda lungo tutte le vie intorno, fino ad arrivare al mercato coperto dell’ex iutificio.


Un cenno particolare merita Villa Contarini perche la storia di Piazzola sul Brenta ruota attorno ad essa.
Se volete approfondire la conoscenza della villa vi suggerisco il sito, curato ed aggiornato dalla Regione del Veneto:
http://www.villacontarini.eu/

Il nucleo centrale è ricavato sulle strutture di un trecentesco castello Carrarese edificato sulle rive del Brenta su manufatti ancora più antichi, probabilmente di prima del mille; a partire dalla metà del cinquecento diviene villa di campagna dei nobili veneziani Contarini che iniziarono una graduale trasformazione volta a farne un edificio di rappresentanza e di esibizione dello sfarzo e della raffinata cultura della loro famiglia che conta anche alcuni Dogi.
Nel seicento vennero aggiunte le due ali laterali e, poco dopo, iniziarono i lavori per una grandiosa piazza (che è quella dove si svolge parte del mercatino!!) racchiusa tra le ali semicircolari di imponenti edifici porticati e con una terrazza interamente pedonale a formare una vera e propria via. Venne però completato solamente l'emiciclo sinistro, mentre la parte destra è stata sostituita da un’alberatura.
Raggiunse tra il sei ed il settecento il massimo splendore, quando fu impreziosita da un ricchissimo apparato decorativo con grandi affreschi, statue allegoriche, mobilia ed oggetti preziosi dal raffinatissimo gusto barocco, in concomitanza con le grandi feste della nobile mondanità veneziana, della musica e del teatro.
Nell'ottocento vennero aggiunte le scuderie, ad imitazione delle scuderie imperiali viennesi, e l'ippodromo, e fa completato il magnifico parco romantico con laghetto e pescherie.
Conobbe un breve periodo di declino, ma venne acquistata da Paolo Camerini sul finire dell'ottocento, epoca di pieno sviluppo preindustriale. Il Camerini, professore universitario e 'industriale' fattosi da solo, concepì la villa all’interno si un razionalissimo piano urbano di sviluppo sociale-industriale, tale da trasformare il paese in una vera e propria città industriale ideale.
Ancor oggi, se visto dall’alto, il progetto è ancora leggibile ed interessantissimo: agli operai venne donato un appezzamento di terreno con casa di abitazione, le 'Case Camerini', caratteristiche per la loro particolare architettura, sobria e razionale e tuttavia di un certo pregio. L'intero territorio cittadino venne diviso secondo uno schema geometrico con gli incroci segnati da un modulo di quattro 'Case Camerini' ad ogni angolo. Altri operai vennero sistemati in 'case a schiera' nei pressi degli opifici, le caratteristiche 'carovane'.
Si trattò di un’operazione urbanistica che va oltre la semplice filantropia, ed è a tuttoggi considerata un interessantissimo esempio sociologico di oculato investimento industriale, fallito prima per la pesante opposizione del regime fascista e poi a causa della nuova economia globalizzata.
Durante la seconda guerra mondiale la villa venne occupata, pesantemente saccheggiata e devastata, da un comando di truppe tedesche. Nel dopoguerra seguirono l'abbandono ed il declino, fino agli anni '70 quando venne acquistata prima da una casa farmaceutica (Simes), poi dalla fondazione 'Ghirardi' che procedette ad un radicale ed importante lavoro di restauro non ancora terminato e quindi all'Istituto Regionale Ville Venete. Da allora la villa è aperta al pubblico e sede di importanti mostre.

Meritava questa lunga digressione, come merita sicuramente la vostra visita, anche solo per la sala centrale, grande cassa di risonanza dall'acustica superba, luogo ideale per la registrazione di concerti di musica classica, per gli affreschi o per le numerose stanze tematiche, che sono state adattate a sale mostra.
Si prova inoltre una strana sensazione, soprattutto se si vive in un miniappartamento, quando si percorre, in tutta la sua lunghezza, il corridoio di 180 metri.

Vi ho forse annoiato un po’ troppo e non mi resta tempo per descrivervi gli acquisti, per i quali vi rimando ad un altro post.

1 commento:

  1. Hi Desi, Thanks for coming by A Little Country House! I love Italy, I haven't been but would love to go, I love pictures of Tuscany and Amalfi Coast! You are very lucky, I know you have the best flea markets and probably find the coolest stuff ever! Ciao!

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