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mercoledì 30 marzo 2011

Contagiati dal virus del collezionista



Quando frequento i mercatini dell’antiquariato, non lo faccio con l’idea di comprare qualcosa; mi piace soprattutto passare una giornata diversa dal solito, curiosare, vivere quell'atmosfera particolare fatta di aspettative, di emozioni, vedere oggetti che non conosco, chiacchierare con gli standisti che ne sanno sempre una più del previsto, o che hanno sempre qualche storia interessante da raccontare.
A tal proposito ho elaborato una mia teoria che mi serve come giustificazione quando non sono in grado di controllare la mia irrefrenabile voglia di acquisti: in realtà non sono io che cerco gli oggetti, ma sono loro che trovano me e mi chiamano, che vogliono in qualche modo appartenermi…



Del resto il collezionismo è un vero e proprio virus dal quale non sono certo immune. Sono infatti più di quante possiate immaginare le persone che accumulano intere raccolte di oggetti bizzarri e curiosi; la malattia del collezionismo ti entra sotto la pelle già quando sei piccolo, subdolamente, senza che tu te ne accorga.
Tutti noi (targati anni sessanta o giù di lì), o i nostri fratelli maggiori, scambiavano con amichetti e compagni di banco, figurine, francobolli, perfino elastici, penne e matite e, alla fine, crescendo, è cresciuta anche la voglia collezionare oggetti d'epoca, pezzi pregiati se ce lo possiamo permettere e quant'altro sia oggetto della nostra passione.
Il collezionismo, insomma, non è solo un hobby, ma una vera e propria filosofia di vita: richiede passione, pazienza e disciplina anche solo per il semplice fatto di tenere in ordine ciò che viene raccolto.



Conosco amici che hanno superato il limite della fantasia cimentandosi nella collezione degli oggetti più disparati: dalla raccolta di fiammiferi e di lamette, a quella di giornali e riviste d’epoca; dai testi di vecchie ricette di cucina a zuppiere e piatti da portata. C'è poi una mia amica, Emma, che vi farò conoscere appena posso, che vanta una intera vetrina piena zeppa di scatoline di porcellana... veramente bellissima, e non solo! Suo marito John è ancora più originale ed esibisce, solo per pochi, un'incredibile collezione di portastuzzicadenti d'epoca che finora non avevo mai visto. Solo con le loro collezioni si potrebbero riempire cataloghi e cataloghi...

Alcuni amici di mio figlio sperperano paghette su paghette girellando tra le bancarelle dei mercatini, in cerca dei vecchi soldatini, mentre mio figlio che ha iniziato da piccolo, contagiato da una mamma così strana, collezionando “fette di agata”, è ormai galvanizzato nella ricerca di piccoli coltelli.

Collezionare è anche l’occasione per approfondire determinati argomenti: si inizia un po’ per caso perché si è trovato qualcosa che piace; così si comincia a documentarsi, a cercare un secondo esemplare. Quando gli esemplari sono due, hai già una collezione... e sei già stato irrimediabilmente contagiato.

E’ proprio a causa di questo contagio che, quando posso, utilizzo il mio tempo a cercare, cercare, cercare…. e, non vi nego, che mi dà moltissima soddisfazione.

Ma e gli acquisti, mi chiederete? Ve ne parlerò al prossimo giro.

3 commenti:

  1. Mi trovo d'accordo con te sull'esistenza di un vero e proprio virus del collezionista tanto da diventare in certi casi quasi un'ossessione ...

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  2. Collezionare e' bello, ma ci sono dei pre-requisiti.
    Il primo e' avere il denaro per acquistare il bel "oggettino"
    in vendita. Si puo' provare a rubarlo, ma se scoperto, finisci a collezionare i giorni che ti mancano alla scarcerazione...
    Certo, piacerebbe anche a me collezionare quadri di Impressionisti del '800,
    o essere quel tipo dell'articolo sul giornale che colleziona automobili Ferrari.
    Ma certe cose non posso permettermele, purtroppo.
    Comunque si possono fare anche collezioni economiche, tipo la mia: collezionare sottobicchieri. I padroni dei PUB te li danno volentieri, e magari ne conservano pure per darteli la prossima volta che capiti lì, a berti una birra.
    Ciao da Poldo

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  3. Quindi il tuo commento, Poldo, mi conferma che il virus del collezionista esiste..., esiste per davvero!! Non conta che cosa si colleziona, ma la passione e la ricerca continua, sia per un magnifico quadro dell'ottocento, che per i sottobicchieri che sono decisamente più economici, ma valgono bene un giro in birreria alla ricerca, sopratutto, di nuove birre da assaggiare...
    Meditate gente, meditate!!!!

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