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venerdì 14 febbraio 2014

Spegni lo spreco ed accendi la cultura



M’illumino di Meno, la più celebre campagna di sensibilizzazione radiofonica sul Risparmio Energetico e sulla razionalizzazione dei consumi, lanciata da Caterpillar, Rai Radio2, è giunta alla sua decima edizione: è il momento di un primo bilancio da parte di chi in questi anni ha concretizzato l’invito a investire sul cambiamento delle proprie abitudini e sulle energie rinnovabili, dall’adozione del fotovoltaico all’auto elettrica, dall’uso della bici alla gestione intelligente dell’illuminazione e degli elettrodomestici.
L’invito consueto è quello di aderire ad un simbolico silenzio energetico”nella Giornata del Risparmio energetico, il 14 febbraio 2014. Dopo aver spento i più noti monumenti delle città italiane ed europee nelle passate edizioni, Caterpillar e il suo spin-off mattutino CaterpillarAM invitano tutte noi a rendere visibile la propria attenzione al tema della sostenibilità spegnendo piazze, vetrine, uffici, aule e private abitazioni, tra le 18 e le 19,30, durante la messa in onda della trasmissione.
Si tratta di un gesto simbolico cui da qualche anno di affianca l’invito ad accendere, laddove possibile, luci “pulite”, facendo ricorso a fonti rinnovabili e sistemi intelligenti di illuminazione.
IL BELLO DELLA RAZIONALIZZAZIONE DEI CONSUMI. Il 14 febbraio 2014, per festeggiare il decennale dell’iniziativa, Caterpillar invita in modo particolare i musei a mostrare simbolicamente il proprio amore per il Pianeta spegnendo brevemente le luci su un proprio capolavoro, eventualmente illuminandolo a Led o con altre tecniche intelligenti, per sottolineare il legame tra cultura e sostenibilità ambientale, fondamentale per contribuire a cambiare lo stile di vita dei cittadini e per trovare, tramite il risparmio energetico, nuove risorse economiche. Anche il patrimonio artistico può attingere al grande bacino ancora sottoutilizzato del risparmio energetico.
Per un mese Caterpillar darà voce a tutte le azioni virtuose di razionalizzazione dei consumi (riduzione degli sprechi, produzione di energia pulita, mobilità sostenibile, riduzione dei rifiuti) e a tutte le iniziative in preparazione per l’ormai tradizionale Festa del Risparmio Energetico, che propone non un oscurantista ritorno al passato ma una sorta di gioioso “pride” della gestione intelligente delle risorse per ripensare un futuro sostenibile.
Se anche tu vuoi ufficializzare l’adesione, puoi scrivere a caterpillar@rai.it. Per l’adesione 2.0 all’iniziativa si può postare su FB la propria modalità di partecipazione e personalizzare l’immagine del proprio profilo con l’apposito logo di M’illumino di meno.

lunedì 25 novembre 2013

Natale: vince sempre la tradizione?

Certo è buffo: mi aspettavo un Natale “in rosso”, a causa della crisi, del Governo, di Letta, Monti e Berlusconi, ma qui a Vicenza c'è invece un Natale a “luci rosse”.

Si tratta del Vicenza Light Fest, durante il quale, dal 6 dicembre al 6 gennaio, la città si vestirà di nuova luce, sulle tonalità del bianco e del rosso, colori tipici del Natale. L'atmosfera sarà costruita a base di tubi luminosi, fari a led, lanterne, fibre ottiche e gelatine applicate sull'illuminazione pubblica, con grandi lune appese tra i palazzi.


Per ora di tutto ciò c'è stato solo un piccolo accenno, coinvolti i corsi Palladio e Fogazzaro; le installazioni saranno anche sulle piazze (Matteotti, dei Signori, Erbe, Duomo e Castello) e sui ponti Pusterla e San Michele. L'intenzione è quella di ospitare installazioni di lighting design e interventi illuminotecnici che offriranno un colpo d'occhio insolito su palazzi storici, vie e corsi d'acqua, con riflessi rossi e giochi di luce. 

L'intenzione è buona: una scommessa per rinnovare l'abito natalizio della città in modo creativo e non banale, in grado di attirare un pubblico non solo vicentino, ma questa “nuova luce” sta già facendo parlare troppo di sé, non sta raccogliendo grandi consensi e crea addirittura dei problemi alla sicurezza. 

Anche la Basilica Palladiana non sarà immune da questa nuova tendenza: con una potente illuminazione rossa dei portici potrà assomigliare più un centro commerciale o ad un ristorante cinese. 

L'intero progetto costerà 85 mila euro che non sono la sola ad essere convinta che avrebbero potuto essere spesi meglio. A Natale, poi, quel che conta è la tradizione: io rivoglio la cascata di luci dalla torre Bissara che tutti ci invidiavano.



lunedì 4 novembre 2013

Riparte “DENTELLI E TONDELLI” viaggio nel magico mondo del collezionismo

Amanti di filatelia e numismatica è arrivato il vs. momento!
Infatti anche quest'anno, il Comune di Vicenza, in collaborazione con l'Unione Filatelica Numismatica Vicentina, propone un ciclo d'incontri dedicato agli appassionati del settore.
Sul perchè di dentelli e tondelli vi ho già parlato in precedente post: si tratta di una particolare tipologia di monete antiche che non presenta un bordo uniforme e liscio, bensì dentellato. alle quali viene dato il nome di serrati, termine che deriva dal termine latino serra (sega) o dal verbo secare (segare) perché la struttura ricorda proprio i denti di una sega. 
Gli appassionati possono trovare informazioni riguardo i dentelli sul sito ufficiale di "La Moneta.it- Network di Numismatica e Storia" .
A partire quindi dal 6 novembre 2013 l'appuntamento si ripeterà ogni mercoledì dalle ore 10 alle ore 11 e 30 presso il centro diurno ricreativo culturale "Proti" di contrà De' Proti 3 di Vicenza.
La partecipazione agli incontri è libera; inoltre ai partecipanti verrà consegnato in omaggio una cartolina affrancata con annullo speciale ed una bustina di francobolli usati.
Saranno trattati argomenti base di filatelia e numismatica quali inserimento in album, recupero francobolli annullati, impostazione di raccolte, esame di francobolli, monete, cartamonete, cartoline, carte telefoniche, miniassegni e vecchi documenti. E' prevista la lettura di cataloghi e riviste.
Per maggiori informazioni, contattare la Circoscrizione n.1:  tel 0444 222711, circoscrizione1@comune.vicenza.it.

mercoledì 30 ottobre 2013

Quando e perchè le rape sono diventate zucche?




 
Sono sicura che non tutti conosciamo le origini della festa di Halloween,  mischia magica di mistero, paura, dolcetti, scherzetti. Nè tantomeno che, agli inizi, il simbolo più carino della festa, la Jack-o'-lantern, era una semplice rapa.
Ora la Jack-o'-lantern è una zucca lavorata a mano, privata della polpa interna, cesellata opportunamente a richiamare la sagoma di un volto; una fonte di luce, usualmente una candela, viene inserita all'interno della zucca e la calotta superiore, prima recisa, viene utilizzata come coperchio, in maniera che il chiarore dello stoppino rischiari la sagoma dall'interno, mettendo in luce i tratti intagliati.
Ma come mai la rapa è diventata una zucca?
Tutto risale ai tempi in cui Jack, un astuto fabbro irlandese, avaro ed ubriacone, un giorno al bar incontrò il diavolo. A causa del suo stato, la sua anima era quasi nelle mani del diavolo, ma, astutamente, riuscì a far trasformare il diavolo in una moneta promettendogli la sua anima in cambio di un'ultima bevuta. Jack mise il diavolo-moneta nel suo borsello, accanto ad una croce d'argento, cosicché non potesse trasformarsi nuovamente.
Per riprendere la propria libertà il diavolo promise a Jack che non si sarebbe preso la sua anima nei successivi dieci anni.
Dieci anni dopo, il diavolo si presentò nuovamente e Jack gli chiese di raccogliere una mela da un albero prima di prendersi la sua anima. Per impedire che il diavolo scendesse dall'albero, il furbo Jack incise una croce sul tronco. Soltanto dopo una lunga trattativa i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, il diavolo avrebbe dovuto risparmiare a Jack la dannazione eterna.
Durante la propria vita Jack commise talmente tanti peccati che quando morì venne scacciato perfino dall'Inferno dove il demonio, ricordandogli il patto, decise di lasciarlo errare come anima tormentata e gli tirò un tizzone ardente (eterno in quanto proveniente dall'Inferno), che Jack posizionò all'interno di una rapa che aveva con sé. Cominciò così a girare senza tregua alla ricerca di un luogo di riposo sulla terra.
E' cominciò così Halloween, ricordato come la notte nella quale Jack o'-lantern (della lanterna di rapa) va a caccia di un rifugio.
E' è per questo che gli abitanti di ogni paese appendono una lanterna fuori dalla porta per indicare all'infelice anima di Jack che la loro casa non è posto per lui
Quindi, inizialmente, la verdura utilizzata come lanterna era la rapa. Fu solo successivamente, a causa della grande “Carestia delle patate” verificatasi in Irlanda a causa della peronospora, che moltissimi irlandesi emigrarono in America,e fu qui che la rapa fu sostituita con la più diffusa e famosa zucca americana
L'uso delle zucche era presente anche nella cultura contadina italiana; soprattutto in Toscana fino a pochi decenni fa, tra agosto e ottobre si svuotava una zucca, le si intagliavano delle aperture a forma di occhi, naso e bocca; e si metteva nell'apertura una candela accesa. La zucca veniva poi posta fuori casa, nell'orto, in giardino ma più spesso su un muretto, dopo il tramonto e per simulare un vestito le si applicavano degli stracci o addirittura un abito vero e proprio. In questo modo avrebbe avuto le sembianze di un mostro provocando un gran spavento nella vittima dello scherzo, in genere uno dei bambini, mandato fuori casa con la scusa di andare a prendere qualcosa.
L'uso di intagliare le zucche e illuminarle con una candela si ritrova anche in Lombardia, In Liguria e in generale in tutta la pianura padana dove fino alla fine degli anni '50 si svuotavano le zucche o si usavano normali lanterne ed illuminate da candele, venivano poste nei borghi più bui ed anche vicino ai cimiteri e alle chiese.
Certo quando mio figlio era piccolo era divertente preparare insieme la nostra Jack-o'-lantern o fargliela trovare la notte sul balcone per spaventarlo.
Giusto ieri, al supermercato, un bancale pieno di zucche di halloween mi faceva l'occhiolino e, per un attimo, sono stata quasi tentata di ripercorrere la vecchia usanza.
Per fortuna ho resistito: chissà come avrebbe reagito mio figlio!

lunedì 28 ottobre 2013

Ed è ancora VINTAGEMANIA!



 Venerdì 1 novembre, i cancelli di Villa Giusti del Giardino a Bassano del Grappa si apriranno per la sesta edizione di VINTAGEMANIA - mostra mercato del vintage. 
Nella straordinaria cornice dell'antica dimora bassanese, selezionati espositori, provenienti da ogni parte d'Italia proporranno creazioni del passato con un occhio di riguardo per la moda e i suoi accessori; a completare questo magico mondo non mancheranno libri, dischi in vinile e molti altri oggetti tornati prepotentemente di "moda". L'evento sarà ricco di momenti culturali quali la mostra allestita da Angelo Caroli, guru europeo del vintage, che vedrà protagonista "L'abito da sera" degli anni passati delle maggiori maison.
A completare questo mondo del "passato", nel giardino della Villa, verranno esposte auto americane degli anni 40-60 a cura dei Rockabilly Village.
Per tutta la durata della manifestazione sarà operativo un servizio di ristorazione e bar con una gustosa offerta gastronomica a cura della Santi Group.
Vintagemania, infatti, è anche un momento di incontro e socializzazione: sabato 2 novembre dalle 18 il risto-caffè organizzerà l'evento "aperitivo al verde" con ospite d'onore "lo spritz" accompagnato da dell'ottima live music, mentre la domenica, per i più piccoli, alle 16.00 riscopriamo il vecchio teatrino, con spettacoli di burattini.
Per tutta la durata della manifestazione ci sarà la presenza di Radio Birikina e Radio Bella e Monella con i loro DJ.
L'evento anche in questa sesta edizione si presenta come un'occasione unica per trascorrere una piacevole giornata percorrendo le antiche stanze della Villa ed ammirando la bellezza e l'unicità del suo parco storico.
La manifestazione aprirà i cancelli il 1 novembre ed osserverà il seguente orario: venerdi e sabato dalla 10.00 alle 22.00 mentre domenica dalle 10.00 alle 20.00.
Per informazioni più dettagliate: info@villagiusti.net mobile:+39333 7061680

mercoledì 9 ottobre 2013

Sbiserandola What else?

Stamattina, andando a passeggio con il mio cane nel parco della Favorita, parco della città dove abito, quasi quasi ci rimanevo secca a causa della caduta improvvisa di una “Sbiserandola”. All'arrivo al lavoro a Vicenza ero ancora un po' agitata, ma felice dello scampato pericolo.
Però forse non tutti sanno di che cosa sto parlando perchè non tutti hanno avuto un'infanzia come la mia e una nonna come la mia, che raccoglieva le sbiserandole, infilandomele in tasca: ad esse attribuiva poteri taumaturgici, considerandole in grado di proteggermi dal raffreddore e dalla tosse e di proteggere il guardaroba dalle temutissime tarme.
Le sbiserandole altro non sono che quelle belle “castagne finte” che si trovano nei parchi pubblici, che sono frutti di una pianta differente dal castagno, chiamata ippocastano o Aesculus hippocastanus. Il nome significa "nutrimento per il cavallo" oppure "castagna del cavallo" perchè ci si cura il cavallo in stato di difficoltà respiratoria.
L'ippocastano appartiene alla famiglia delle Hippocastanaceae, originaria dell'Asia e della zona centrale della penisola balcanica, e produce frutti particolari formati da un involucro esterno spinoso, detto pericarpo, simile a quello delle vere castagne, che contiene semi, ossia proprio le cosiddette "castagne matte". Osservandole più attentamente, si noterà che sono più grandi e arrotondate, prive del ciuffo apicale caratteristico delle castagne propriamente dette e con la macchia chiara alla base più estesa.


Attenzione: le sbiserandole sono tossiche:contengono infatti numerosi principi attivi tra cui glicosidi e saponine triterpenici, soprattutto esculina, in concentrazioni tali da determinare nell'uomo la rottura dei globuli rossi, aumentandone la permeabilità della membrana plasmatica. Il danno è ancora più importante nei casi di assunzione da parte di bambini. Un'altra molecola presente in questi semi, detta escina, da un lato ha effetti documentati nel trattamento dell'insufficienza cronica della circolazione venosa e dei disturbi ad essa collegati; dall'altro gli effetti farmacologici possono essere potenzialmente pericolosi soprattutto se si assumono in contemporanea farmaci per la coagulazione e se è presente una condizione di insufficienza renale.

Insomma le sbiserandole possono comunque fare male anche se non sono prese in testa.
Da domani ne porterò una scorta in ufficio... non si sa mai!




lunedì 30 settembre 2013

Nasce “Mercanti in viaggio”, Vintage nel castello delle rose in Franciacorta il 5 e 6 ottobre

Il 5 e 6 Ottobre, all’interno della cornice di Castello Quistini a Rovato in Franciacorta, torna uno splendido mercatino Vintage & Handmade pronto a replicare il successo dell’edizione passata che ha registrato oltre 2000 ingressi e raccolto commenti molto positivi da tutti i partecipanti.

L’evento, dal titolo “Mercanti in Viaggio”, sarà un’immersione totale in un mondo retrò, fatto di oggettistica, abbigliamento e arredo rigorosamente in stile vintage. Tema principale dell’evento sarà il viaggio in ogni sua forma, con bauli, valigie, borse e cappelli protagonisti ma non solo, a “Mercanti in Viaggio” si potrà trovare oggettistica e arredo di design, dischi e vinili, usato, riciclo e artigianato.

“Mercanti in Viaggio” sarà un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di moda, collezionisti e semplici curiosi che avranno la possibilità di visitare i magnifici giardini del castello tra labirinti di rose, giardini segreti, un giardino bioenergetico e il brolo dei frutti antichi, accompagnando il visitatore alla scoperta delle sale che per l’occasione vestiranno una scenografia d’altri tempi, iin perfetta sintonia con l’atmosfera del castello franciacortino.

L’inaugurazione è prevista Sabato 5 Ottobre alle ore 17,00 con aperitivo e musica dal vivo e proseguirà fino alle 22,00. Domenica apertura alle ore 10,00 fino alle 20,00.

Ingresso: 3,00 € (gratis bambini fino ai 12 anni)Date e orari: Sabato 5 ottobre dalle 17,00 alle 22,00 / Domenica 6 ottobre dalle 10,00 alle 20,00

Informazioni

mercoledì 25 settembre 2013

Lo spreco di danaro pubblico ed il "caso" Barbareschi

Non so voi, ma la sera sono piuttosto stanca e quando mi abbandono sul divano con l'intenzione di dedicarmi al mio sport preferito, che è lo zapping, provo un senso di frustrazione e di impotenza di fronte a certi servizi televisivi.
Ma ieri sera, dopo aver visto il servizio messo in onda da “Le Iene”, questo senso di frustrazione si è trasformato in una rabbia irrefrenabile.
Il servizio riportava una querelle tra l'inviato delle Iene e l'on. Barbareschi.
Il motivo del contendere era rappresentato dall'assenteismo dell'onorevole Barbareschi: impegnato a suo dire, su più fronti (tra cui il cinema), l'esponente del centrodestra non “trova il tempo” per partecipare alle sedute del Parlamento, tanto da raggiungere una percentuale di assenza pari al 100% .
Non giudico lo stile dell'onorevole, che sembrava più iena dello stesso inviato de “Le Iene” arrivando anche all'uso delle mani, dato che il cognome stesso evoca una certa propensione alla barbarie, ma quel che mi disgusta di più è che l'onorevole Barbareschi viene pagato anche se non fa ciò per cui è stato eletto.
Chiediamogli conto di questo spreco di denaro pubblico.

domenica 15 settembre 2013

E' arrivato il momento del Grey Pride

La mia recente avventura tra ospedali e tutori per la frattura al trochite e la conseguente immobilità/reclusione sul divano di casa, mi hanno consentito di portare a termine una vecchia idea che mi frullava in testa già da un po' di tempo: non tingermi più i capelli. Stavo cercando il modo di farlo, di trovare un’alternativa alla schiavitù della tinta, ad un’immagine ritoccata e colorata ad ogni costo.
Ed ero oramai sicura di essere assolutamente allineata nella mia scelta, convinta soprattutto di non far niente di male dato che da un po’ di tempo quella di mostrare i propri capelli bianchi è una “tendenza glamour”, complici le immagini presenti in rete dove imprenditrici, donne socialmente impegnate ed anche attrici si fanno sempre più notare in versione naturale o con una curatissima chioma argentata.

E mi sono resa conto, invece, che la "testa grigia” è ancora grandemente rifiutata, interpretata come uno dei primi segni, forse il più visibile, di invecchiamento.
Ne è riprova il fatto che il mio ritorno al lavoro ha coinciso con la testuale frase di un collega maschio: “Ma come sei invecchiata in quest'ultimo periodo, quanti capelli bianchi...”

Hanno fatto seguito, da parte mia, almeno cento punti esclamativi.
Certo questo collega mi era già antipatico prima di questa uscita; l'ho sempre considerato molto poco fine, ma .... chi gli ha chiesto qualcosa? 
E' veramente sicuro che mi interessi il suo parere sul mio rinnovato look o, peggio ancora, un suo apprezzamento o non apprezzamento?

In ogni caso queste uscite, assolutamente gratuite, ti obbligano a riconfrontarti con il tempo e con una immagine di te che cambia, inevitabilmente, quando hai passato i cinquant'anni, anzi che inizia a cambiare già molto prima.
L'età che sto vivendo è un'età sulla quale si legge di tutto, anche delle grandi sciocchezze: che oggi non è più quella “di una volta”, che la felicità ricomincia, che la famosa crisi non esiste oppure che arriva più tardi, che gli anni non li dimostri o non li senti, che sempre più cinquantenni diventano mamme, che seducono ancora, che hanno ancora un sacco di numeri, che raggiungono posizioni lavorative interessanti, e chi più ne ha più ne metta.
Un sacco di parole vuote e senza senso, banalità estreme, luoghi comuni a manetta, che non ci aiutano a dare la giusta attenzione a questa fase della nostra vita.
Sembra quasi che ti si voglia far credere che sia l'età più bella, se somiglia a quelle precedenti, se si riesce in qualche modo ad ingannarla, negando a tutti i costi gli evidenti cambiamenti in corso.
E' molto più difficile capirne la bellezza cercando di starci dentro, elaborando le richieste che ci presenta, leggendo le inevitabili trasformazioni fisiche e psicologiche evidenti come segno di evoluzione personale.
Non credo quindi che siano i capelli lasciati ad imbiancare naturalmente a determinare come stiamo evolvendo nel tempo. Fondamentale è accettare ciò che si è o si sta diventando, affrontando questa condizione di trasformazione senza negarla, ostentarla o bloccarla, come dire che il tempo può passare anche sul mio corpo senza sconvolgermi, che l’età avanza, ma che posso essere me stessa ed utile agli altri anche con i capelli grigi.
In ogni caso quel mio collega maschio sia avvisato: lo aspetto al varco. La vendetta si dice sia un piatto che va consumato freddo.

venerdì 13 settembre 2013

“Brescia Città Giardino” con Fiorinsieme dal 13 al 22 settembre




Per chi si trova a passare da Brescia dal 13 al 22 Settembre, consiglio di fare una tappa  in Piazza Paolo VI, la Piazza del Duomo, dove torna Fiorinsieme, evento verde ideato e progettato da Associazione Florovivaisti Bresciani in collaborazione con il Comune di Brescia. Fiorinsieme è un grande spazio verde di 1200 metri quadrati realizzato in una cornice insolita come Piazza Paolo VI, una delle piazze più belle d'Italia.

L'edizione 2013 affronta tematiche ambientali legate ad ecosostenibilità e risparmio idrico con alcune aree verdi incentrate sull'utilizzo di essenze vegetali a bassa manutenzione e consumo idrico e soluzioni realizzative per un impatto minimo sull'ambiente.  Tra i titoli delle quattro aree verdi progettate e realizzate da quattro aziende della nostra provincia: “il giardino all’asciutto”, “l’orto della salute”, “il giardino sul terrazzo” e “il giardino olistico”.

Con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico e gli addetti ai lavori, il progetto di quest’anno prevede, nel lato sud della piazza, esempi visibili di scempio del verde (come le alberature capitozzate), a testimonianza del fatto che troppo spesso nelle nostre città ci troviamo di fronte a vere e proprie violenze su piante e alberi, con potature che possiamo senza alcuna esagerazione definire “selvagge”, interventi inutili e spesso lesivi che hanno come uniche conseguenze danni ecologici e di impatto ambientali.

Per dieci giorni, dal 13 al 22 Settembre, il verde si prende il centro storico con un’esplosione di piante e fiori protagonisti soprattutto nei week-end, quando una decina di espositori provenienti dalla nostra provincia esporranno le loro principali produzioni: piante grasse, orchidee, piantine di lavanda, stagionali, annuali, perenni e molto altro trasformeranno Brescia nella capitale del verde.

Ad arricchire i due week-end, il 14/15 e il 21/22 Settembre saranno in programma, tra i giardini, alcuni incontri gratuiti per avvicinare i cittadini alle tematiche ambientali e al mondo del verde. Tra i temi che verranno affrontati: la lotta biologica agli insetti e alle malattie nell’orto e tutti i consigli su come mantenere un orto in giardino e sul terrazzo, il risparmio idrico per balconi e giardini, le tecniche e consigli per una bassa manutenzione del prato, le piante grasse nel periodo invernale, le corrette potature sulle piante e cenni sulla tecnica del tree-climbing.

Fiorinsieme, che nell’arco di 7 anni a Brescia ha potuto contare su oltre 60.000 visitatori per edizione, vuole essere uno stimolo per tutti a pensare la città in modo più “verde” perchè un centro storico verde ricco di parchi, giardini e aiuole studiati e mantenuti da professionisti del settore non può che diventare un modello unico di vivibilità da esportare anche altrove, favorendo recupero e sostenibilità ambientale come nuovi modi di concepire il verde.

Fiorinsieme: dal 13 al 22 Settembre in Piazza Duomo a Brescia
Mostre mercato: 14/15 e 21/22 Settembre

Informazioni e programmawww.fiorinsieme.it


giovedì 12 settembre 2013

Tutti a Padova il 13, 14 e 15 settembre per il VINTAGE FESTIVAL 2013



Se non avete ancora programmato nulla per il prossimo fine settimana e siete amanti del Vintage, ecco una ghiotta occasione a Padova con una “tre giornate all’insegna del Vintage” in un alternarsi di mostre, esposizioni, workshop e party. Infatti, nel cuore della città, nello storico tribunale del '500, avrà luogo la quarta edizione del Vintage Festival.

Il festival introduce un approccio non convenzionale ai temi vintage, ben lontano da tendenze nostalgiche; un Vintage moderno, trasversale tra, moda, comunicazione e musica, sarà il fil rouge anche dei numerosi appuntamenti in cui personalità di rilievo e alcuni tra i massimi esperti si avvicineranno al pubblico attraverso un confronto generazionale nella fusione tra tendenze passate e contemporanee, con lo scopo di rinnovare le prospettive future. Il passato non è mai stato così presente.
La manifestazione è divisa in:
AGORA'che ospiterà la mostra-mercato con i più selezionati espositori vintage che condivideranno i loro ricercati archivi, accompagnati da DjSet e performances.
PRIMO PIANO con esposizioni, rassegne e mostre interdisciplinari.
TEATRO / AUDITORIUM presso gli scavi romani del palazzo che saranno la cornice dei numerosi incontri, workshop e rassegne.
APERITIVI / PARTY live, dj set e party che saranno irrinunciabili appuntamenti di fine giornata.

Per maggiori dettagli non resta che consultare il sito all'indirizzo http://www.vintagefestival.org
per poter organizzare al meglio la vostra visita, dato che la manifestazione è particolarmente interessante. 
Vorrei segnalare anche la pesenza di dibattiti ed incontri con Philippe Daverio, Bruno Bozzetto, Tinto Brass, Giusy Ferrè.

mercoledì 11 settembre 2013

PORTE BONHEUR - In mostra 20 opere progettate da giovani designer italiani e internazionali

Amuleti e talismani sono i primi ornamenti della storia dell’uomo, indossati non per vanità ma per godere dei segni della benevolenza divina di cui erano portatori. Questi oggetti conservano nella contemporaneità il loro valore protettivo e terapeutico, la capacità di coniugare sacro e profano, magia, religione e scienza in un simbolismo che va al di là del valore decorativo del gioiello.

In concomitanza con VICENZAORO Fall, importantissima fiera orafa, la Mostra “Porte Bonheur”, curata da Alba Cappellieri docente del Politecnico di Milano, e Livia Tenuta del Politecnico di Milano e realizzata da Fiera di Vicenza in collaborazione con Apindustria, CNA Vicenza, Confartigianato Vicenza e Confindustria Vicenza, presenta 20 amuleti e talismani progettati da giovani designer internazionali che dimostrano la capacità del progetto di traghettare valori e forme del passato nel futuro. Gli amuleti sono stati realizzati da aziende orafe vicentine che hanno dato valore manifatturiero nel trasformare il progetto in oggetto con risultati di grande bellezza e capacità narrativa.

Al termine di VICENZAORO Fall, la Mostra sarà aperta al pubblico nella sede di Palazzo Bonin Longare, in Corso Palladio 13, nel centro storico di Vicenza, dal 12 al 29 settembre 2013, con orari dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Designer:
DECIO FRANCESCO
LUPPI GIORGIA
GENTILE MARGHERITA
MCLEAN ALICE
SALTALAMACCHIA CORINNE
AMITRANO LUCREZIA
BARBATO ALESSANDRA
SPAIRANI STEFANIA
PREZIOSA SILVIA
DE PONTI IRENE
MORENO RICAÑO IRMA SOFIA
MELONI GIULIA
ESPOSITO SIMONA
DI PAOLA MATTEO
RACHLIN SHAI TINA
MARCOLIN BEATRICE
MARINELLI SOFIA
GIACHINO GIADA
TORRE FRANCESCO
GRACIS AGNESE

martedì 10 settembre 2013

Il mondo di Csaba: non è mai troppo tardi.




Come avrete potuto leggere in un post dei giorni scorsi, quest'estate ho dovuto fermarmi, mio malgrado, per un po' di tempo; costretta, o quasi, al divano di casa, che contendevo alla cagnolina. Spesse lenti, grandi letture, piccoli pisolini da “signora attempata”. E tanta, tanta televisione.
Zapping dopo zapping, canale dopo canale, esaurite le serie Affari di famiglia, Il boss del Fai da Te, i gemelli Drew e Jonatan, sono passata a Master Chef, al Boss delle Torte, al Re del cioccolato, a Nigella Lawson. Ed ho messo su qualche chilo non tanto per colpa dell'inattività, ma per tutte queste “abbuffate virtuali”.
Finchè sono incappata in una signora dolcissima, sorridente, elegante, estremamente gentile, con un italiano raffinato, preciso, piuttosto ricco. Sono rimasta conquistata dal suo stile impeccabile e semplice al tempo stesso, dal modo stupendo in cui “racconta” il cibo mentre lo cucina, da come apparecchia la tavola rendendola elegante, ma non stucchevole, di classe, ma non ostentata: Csaba Dalla Zorza.
E me ne sono innamorata, tanto da cercarla su tutte le reti, da cercare di far tesoro non solo delle sue ricette, semplicissime e di grande effetto, ma anche dei suoi preziosissimi consigli su come preparare la tavola.
Certo penso possa dare fastidio, dati i problemi di tutti i giorni e le difficoltà economiche per mettere assieme il pranzo con la cena, qualcuno che ti “propone” di offrire il caffè nella caffettiera d'argento o che porta i flutes e lo champagne al pic nic, ma Csaba insegna a non imbarbarirci, ad avere  per sé, la propria famiglia, i propri amici delle attenzioni speciali.
E, anche se forse non proprio pertinente, mi è venuto in mente un paragone e sono tornata con la mente ad Alberto Manzi, un insegnante noto principalmente per essere stato il conduttore della trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi” messa in onda fra il 1959 ed il 1968. Non è mai troppo tardi, riproduceva in televisione delle vere e proprie lezioni di scuola elementare grazie alle quali quasi un milione e mezzo di persone impararono a leggere e scrivere.
Penso che le trasmissioni di Csaba non ci insegnino solo a cucinare, ma anche a volerci bene. E qui non è proprio mai troppo tardi. N’est pas?

mercoledì 28 agosto 2013

I HAVE A DREAM

Era il 28 Agosto di cinquanta anni fa quando il reverendo Martin Luther King tenne a Washington il più celebre discorso sull'uguaglianza di tutti gli uomini al termine di una marcia per i diritti civili dei neri a cui parteciparono 250mila persone.



Il suo "I have a dream", ripetuto evocativamente più volte per tutto il discorso, ha segnato per sempre la storia ed è diventato “simbolo” del potere delle parole, della loro capacità e della volontà di un solo uomo di cambiare le cose.
King parlava dei suoi sogni e di una nazione dove i suoi quattro figli non sarebbero stati giudicati per il colore della pelle, ma per il contenuto della loro personalità. 

Venne ucciso a soli 39 anni, pagando i suoi ideali con la vita; facciamo in modo che il suo sacrificio non sia stato inutile.

lunedì 19 agosto 2013

Chi non muore ... si rilegge!!!!!

Eccomi qua, dopo tanto tempo.
Ma non sono stata in vacanza, anzi sì', anche se di vacanze forzate si tratta ...
Si, perché a volte si cade.
E capita ahimè, con esiti più o meno positivi come la frattura al trochite della spalla destra.
Il Trochite è una sporgenza ossea sulla testa dell'omero. Si sente alcune volte parlare di testa dell'omero o del suo collo. Io non sapevo nemmeno che esistesse il trochite finchè non ho avuto questo spiacevole incontro.
Ma se cercate con google, iniziate a digitare "trochite" e straordinariamente google vi da come suggerimenti "trochite spalla dx" guarda caso proprio la mia; troverete molti risultati e capirete come sia facile rompere questo ossicino con un nome tanto roboante. Tanti risultati, tanti posts dove chi ha subito questo infortunio è semplicemente caduto da una scala,  dalla moto, dalla bici, con gli sci, mentre io mi sono semplicemente accasciata improvvisamente sul terreno del mio piccolissimo giardino, in un giorno di ferie. E non stavo nemmeno facendo del sano giardinaggio. Per la verità non stavo facendo proprio nulla.
Al pronto soccorso, dopo radiografie e visite, ho indossato uno "strumento di tortura" di un allucinante colore blu intenso ed è cominciato un calvario interminabile: difficile dormire, soprattutto se si è abituati a prendere sonno sul fianco destro, difficile anche sopravvivere di giorno data la concomitanza con alcune giornate di vero caldo, caldo che avevo sognato durante tutto l'inverno e che avevo chiamato a gran voce nei mesi piovosissimi della primavera.
Ma, c'è giustizia?
Non vedevo l'ora che arrivasse il primo controllo e poi il momento in cui ho tolto questo tutore.
E finalmente la fisioterapia!!

Per ora sono a metà strada e non posso che dire "Mamma che male"
Ce le metterò tutta.
Nel frattempo vi leggo con mooooolto piacere.

giovedì 6 giugno 2013

Ho trovato il mio primo “pezzo di storia”

E' da un po' che sogno di trovare un momento, una volta raggiunto un mercatino dell'antiquariato, per dedicarmi alla ricerca del numero della Domenica del Corriere del periodo della mia nascita, cioè ormai di più di cinquant'anni fa. 
 
Curiosità, curiosità grande di vedere che cosa era considerato “importante”, degno della carta stampata, ai tempi in cui sono nata. E grazie all'aiuto di un collega, che attraverso il blog ringrazio per la pazienza e la cortesia, mi sono procurata una copia de La Domenica del Corriere dell'11 gennaio del 1959.




Era l'8 gennaio del 1899 quando nelle edicole italiane apparve per la prima volta la Domenica del Corriere; costava 10 centesimi, era di 16 pagine ed era gratuita per gli abbonati del Corriere della Sera. 
Fu subito un grande successo. Infatti i quotidiani dell'epoca uscivano con pochissime pagine, piccoli titoli e lunghissimi testi, senza disegni né fotografie, mentre le copertine della Domenica del Corriere avevano bellissimi disegni colorati e molte fotografie.

Era iniziata l'era di una nuova editoria.

La nuova pubblicazione non fu concepita come periodico di informazione, per non risultare un doppione del quotidiano, ma venne pensata come «settimanale degli italiani»: doveva scandire, come un calendario, le loro giornate liete, le loro tragedie, i loro fatti piccoli e grandi.
La prima e ultima di copertina erano sempre disegnate; il Corriere si avvaleva di un giovane collaboratore, Achille Beltrame, disegnatore all'epoca praticamente sconosciuto, a cui veniva affidato il non facile compito di predisporre una tavola con il fatto più interessante della settimana.
Dopo la sua morte nel 1945, fu sostituito da Walter Molino che, come il suo predecessore, firmò memorabili copertine.
Nel corso degli anni venti e trenta la Domenica del Corriere divenne uno dei principali strumenti di informazione non solo della borghesia colta, ma di buona parte della popolazione italiana alfabetizzata. In questo periodo divenne il settimanale più venduto in Italia: le vendite raggiunsero le 600.000 copie. Sulle pagine della Domenica del Corriere trovarono una vetrina popolare anche le grandi firme del Corriere, come Luigi Barzini ed Indro Montanelli, primo direttore dopo la fine della guerra; lasciò la direzione alla fine del
1946 per tornare al «Corriere della Sera».
Dopo Montanelli comincia la lunghissima direzione di Eligio Possenti, critico teatrale, che guidò la «Domenica» fino al 1964, coadiuvato dal direttore "ombra", lo scrittore Dino Buzzati.
Negli anni cinquanta «La Domenica del Corriere» fu in testa alle vendite dei settimanali con 950.000 copie (con un picco di 1.300.000 nel 1952-53). Dopo un periodo di stanca agli inizi degli anni sessanta, dovuto soprattutto al diffondersi della TV, il settimanale fu rilanciato e nel 1966 tornò ad essere il più venduto in Italia, sfondando più volte il milione di copie.
La concorrenza dei settimanali d'informazione portò comunque ad una graduale, ma inarrestabile crisi; a nulla servì adeguarsi agli standards degli altri settimanali popolari rinunciando per sempre alle copertine disegnate per adottare la fotografia.
Dopo vari tentativi di rilancio la Domenica del Corriere chiuse definitivamente nel 1989 per trasformarsi in un nuovo settimanale di cronaca nera e rosa, che poco o nulla aveva a che fare con la storia e la tradizione della Domenica del Corriere.


Ma veniamo al mio numero, al mio pezzo di storia, all'11 gennaio 1959 (anno 61, n. 2).

Walter Molino, disegnatore che aveva sostituito Achille Beltrame, dedicava la copertina disegnata all’Udienza che il Santo Padre Giovanni XXIII aveva concesso ad Orlando Orfei.
I duecentocinquanta componenti il Circo Orfei sono stati ricevuti in Udienza da Giovani XXIII – recita la didascalia al disegno di copertina – Orlando Orfei teneva fra le braccia un leoncino, Dolly, che il Pontefice ha cautamente accarezzato; cautamente perché la piccola belva, eccitata da tante novità, appariva piuttosto irrequieta
Alberto Orfei, figlio di Orlando, in anni successivi ha raccontato come l’udienza e la copertina della Domenica del Corriere che la racconta abbiano dato una nuova dignità al Circo nei confronti dell'opinione pubblica, con un notevole salto di qualità. 
 
E veniamo alle altre cose considerate importanti e degne di una lettura settimanale: qui solo per “sommissimi capi” dato che dedicherò del tempo alla loro lettura e ad un nuovo post, il prossimo fine settimana.

Girando le pagine, proprio come si fa al bar mentre si sorseggia il caffè:
A pagina 5: dalla rubrica 7 giorni nel mondo apprendo che il mio primo giorno di vita a Cuba hanno vinto i ribelli e che il dittatore Batista è in fuga. Sarà una coincidenza, ma nella mia vita sono stata (e lo sono tuttora) un po' ribelle anch'io.
A pagina 7: apprendo che l'idolo delle minorenni è Tony Dallara. Sarà una coincidenza, ma ancora oggi, a volte, sotto la doccia o mentre guido e sono in macchina da sola, canticchio “come prima, più di prima ti amerò".
A pagina 11: apprendo che a Cervinia, dove Colò nel 1947 volò a 159 Km all'ora, il giovane Schranz e l'anziano Molterer hanno studiato speciali sci per battere in primavera il record di velocità assoluto su sci detenuto dall'americano Miller con 175 Km.  Qui, ahimè, non ci sono coincidenze degne di nota; sugli sci sono sempre stata piuttosto incerta e non ho mai nemmeno pensato di cercare risultati da record.
A pagina 14: c'è un articolo sulla Svalutazione. Sarà una coincidenza, anzi no. Questa è proprio una costante della mia vita; non credo sia solo per la svalutazione, ma i soldi mi scappano continuamente dalle mani.....




venerdì 17 maggio 2013

Meraviglie del verde in Franciacorta con “Giardinaria” - 25 e 26 maggio a Rovato (BS)



Agli amanti del giardinaggio suggerisco di non perdere l'appuntamento previsto per il 25 e 26 maggio p.v a Rovato in provincia di Brescia, all’interno del contesto unico dei giardini di Castello Quistini, storica dimora franciacortina.

Organizzata dall’Associazione Florovivaisti Bresciani e Castello Quistini, “Giardinaria” è la mostra mercato che presenta il meglio di florovivaismo, arredo da giardino, prodotti ed attrezzature per il proprio angolo verde, in un’apoteosi di colori e profumi, con più di 30 espositori selezionati in base alle varietà di piante proposte.
Non mancheranno infatti esemplari e rarità di succulente e cactacee, rose in vaso antiche, moderne, inglesi e ad alberello, peonie e ortensie di diverse varietà, orchidee da interni e da giardino, stagionali e vivaci perenni, piante rare e officinali come l’ormai famosa Stevia, il dolcificante naturale, aromatiche molto particolari come il “Solanum muricatum” , meglio noto come melone-pepino, ma anche piante di Goji, benefica e antiossidante naturale, e l’Asimina Triloba, pianta dalle numerose proprietà nutrizionali. Ci saranno anche agrumi, piccole piante di ulivo e oleandri, frutti antichi ed esemplari di piccoli frutti di fragole, lamponi, ribes e uva spina, piantine da orto, attrezzatura per il giardino, sistemi di irrigazione e nuovo sistema di posa prato.
Per chi invece vuole arredare e rendere più accogliente il proprio angolo verde ci saranno bellissime sculture di animali in ferro, ceramiche fiabesche artistiche per giardini ed orti, arredo, divani e sedute realizzati con materiali riciclati, gazebo e fioriere in metallo.





Qualche parola meritano anche i giardini di Castello Quistini; ormai conosciuti da tutti gli appassionati del verde e delle gite all’aria aperta, da metà Maggio mettono in mostra quello che è sicuramente uno degli spettacoli più affascinanti della Primavera: la fioritura di oltre 1500 varietà di rose da collezione tra antiche, moderne ed inglesi immerse tra ampi spazi verdi e angoli nascosti di giardino, accompagnando il visitatore nel bellissimo labirinto di rose, un labirinto all’italiana suddiviso per aree che identifica la storia della rosa fino ai giorni nostri.
Sarà inoltre possibile pranzare e degustare del buon Franciacorta grazie al servizio ristoro curato dell’Azienda Agricola Barboglio de Gaioncelli, che per l’occasione preparerà due piatti a base di erbe e fiori, a dimostrazione del fatto che fiori ed erbe, oltre che essere ammirati, possono anche servire per condire piatti ed insalate.
Non mancheranno spazi dedicati ai bambini con laboratori e materiale didattico per spiegare e illustrare il mondo segreto di gufi e uccelli; giocando e divertendosi potranno imparare a conoscere il mondo di volatili, insetti e rapaci.

“Giardinaria” è organizzata in collaborazione con il Comune di Rovato ed il patrocinio dell’Assessorato all’agricoltura della Provincia di Brescia e ha come media partner Radio Vera e Radio Bruno, Qui Brescia e Gardenia, la nota rivista di giardinaggio che sarà presente alla manifestazione nella giornata di Sabato.

Dove: Castello Quistini,
Via Sopramura 3a – Rovato (BS)
sabato 25 e domenica 26 Maggio dalle 10,00 alle 20,00
Per maggiori dettagli:

giovedì 9 maggio 2013

Stufa del tuo capo? Portalo al mercato.



Stamattina proprio non sono riuscita ad ignorare questa simpatica cartolina. 
Passavo, per caso.  E per caso ho letto: "Stufa del tuo capo?" 
Istantaneamente si è aperto un mondo, una specie di stream of consciousness, un rosario interminabile di pensieri. 
E mi sono ritrovata tra me e me, a bofonchiare sul capo, sulla capa, sui capetti; ad elencare tonnellate di situazioni che mi tocca subire e delle quali sono veramente stufa e a sognare di poter portare tutto al mercato.
Ero talmente concentrata nel mio "BASTA!" interiore, che non ho più pensato alla cartolina. 

Dato che l'ho portata con me in borsa, una volta a casa l'ho ritrovata. 
Recuperata un po' di serenità, ho visto che si tratta di una interessantissima e molto ben orchestrata pubblicità di alcuni punti di raccolta organizzati da Prisma Ambiente, presso i mercati che si svolgono a Vicenza al Quartiere Santa Croce Bigolina in via Fratelli Rosselli e Laghetto in via dei Laghi. 

Attenta come sono nel segnalare queste iniziatve, non posso non rendervene partecipi. 
Infatti dal 10 maggio e ogni primo venerdì del mese, dalle ore 8 alle ore 13, nei luoghi che vi ho citato, vengono raccolti capi di abbigliamento in buono stato quali abiti, maglieria, biancheria, cappelli, coperte e scarpe.
La raccolta riduce la quantità di rifiuti massimizzando il recupero.  Gli indumenti saranno trasformati  nell'impianto di selezione di Vicenza impegnando persone svantaggiate del territorio.
Vorrei citarvi, a tal proposito, alcuni numeri:
Ogni anno le Cooperative Sociali del Consorzio Prisma recuperano oltre 1200 tonnellate di indumenti usati tramite i contenitori dislocati lungo le strade, nelle isole econogiche e nelle riciclerie presenti in 60 comuni della Provincia di Vicenza. 
Il settore indumenti usati impiega attualmente nel complesso 24 persone di cui 13 svantaggiate, più del 50%.

Quindi, se non vi sarà possibile  portare il "capo" al mercato, ricordatevi di non gettare capi di abbigliamento in buono stato, magari fuori taglia o che non vi piacciono più,  perchè possono ancora rappresentare una risorsa per riuso o riciclo. 


E domenica 12 Maggio VALEGGIO VESTE IL VINTAGE


"Valeggio veste il Vintage" è un viaggio a ritroso nel tempo, dove riscoprire la sartoria raffinata dei modelli anni '50, colori e fantasie della moda "beat" anni '70, cappelli d'epoca, bijoux americani, occhiali, borse e accessori, ma anche "pezzi unici" per collezionisti e archivi del costume, preziosa fonte di documentazione per stilisti, produzioni cinematografiche e redazioni di moda. 
Ogni appuntamento di "Valeggio veste il Vintage" è arricchito da una mostra a tema. In questa edizione con "Viaggio intorno al cappello", curata da Paolo Crescimbeni di Arte e Viaggi, si ripercorre un secolo di moda, stili, materiali e tecniche di lavorazione del cappello, un accessorio considerato, fino ai primi decenni del ‘900, irrinunciabile per completare con raffinatezza ed eleganza il proprio look. Oltre cento gli esemplari esposti: il cilindro da sera, in lucido pelo di lapin; la lobbia "alla Churchill"  in feltro rifinito in canetè di seta; il casco coloniale anni '20; il tricorno Veneziano; cloche ed eleganti cappellini anni '30 ornati di piume, oltre a tutta una serie di originali copricapi, provenienti da mezzo mondo. 

Accanto a queste creazioni di alto artigianato, sono esposti anche rari atrezzi ed utensili per la realizzazione dei cappelli, recuperati da fabbriche italiane ed estere: modelli di teste in legno, piega-tesa a pressione, misura-circonferenze e conformatori per sagomare cappelli su misura. Completa la mostra una raccolta di pubblicità italiane e straniere dei più noti marchi di cappelli da uomo.  

La ricerca di stile che ispira tutta la manifestazione riguarda anche gusto e tradizioni enogastronomiche: durante la giornata è infatti possibile degustare prodotti tipici valeggiani e del territorio veronese, proposti da gastronomie, ristoranti, pastifici artigiani ed aziende vinicole locali. 

Fanno da sottofondo alla giornata gruppi musicali, che si alternano nell'interpretare dal vivo classici jazz, soul e disco, con arrangiamenti originali dalla forte personalità. 
Uno spazio espositivo sarà dedicato interamente alle auto e moto d'epoca

La manifestazione è organizzata da Associazione Percorsi, in collaborazione con Associazione Pro Loco Valeggio, Arte&Viaggi, e con l'appoggio dell'Amministrazione Comunale. 
Per maggiori informazioni: 045.7951880  - 349.8739767  -  349.6130690

domenica 5 maggio 2013

Bassano del Grappa - Villa Giusti del Giardino - Vintage e non solo: eventi 2013



Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza,  merita sempre una visita. A maggior ragione se siete amanti del Vintage o  se vi piacciono le rose.  A tal proposito vi segnalo, con un po' di anticipo, in modo che possiate programmare le uscite, Rose in Villa Giusti: XI Edizione  il 18-19 maggio 2013 e Vintagemania 5: Quando la moda torna di moda 24-25-26 maggio 2013.

Rose in Villa Giusti è promossa ed organizzata dalla Fondazione Domenico Tolio Onlus, con finalità benefiche; è una manifestazione che ruota attorno al fiore per antonomasia, la rosa, proposto in tutti i modi possibili: dalla mostra mercato di vivai specializzati a numerosi artigiani che propongono in vendita prodotti di arredo, cura della persona e sfiziosità alla moda. All’interno della Villa saranno esposti anche veri e propri capolavori del ricamo.

Vintagemania 5: Quando la moda torna di moda. Nata nel 2011 è subito diventata un evento cult a diffusione nazionale. La manifestazione che si sviluppa in due edizioni, primavera-estate e autunno-inverno, ospita espositori provenienti da tutta la penisola  che propongono creazioni del passato, con un occhio di riguardo per la moda ed i suoi accessori, libri, dischi in vinile e molti altri oggetti tornati di “moda”. Nel parco delle Villa, inoltre, si potranno ammirare esempi di vintage legati al mondo dei motori quali moto e auto d’epoca, il tutto inserito in una cornice a dir poco straordinaria.