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martedì 24 maggio 2011

Adesso è il loro momento: protagoniste in giardino ed in casa

Sono conosciute per i loro splendidi fiori, ma producono anche un bel fogliame; sono adatte come arbusti, ma anche come esemplari singoli in un piccolo giardino. Non necessitano di grandi cure, e capita spesso che esemplari completamente lasciati a se stessi, nei giardini di vecchie case abbandonate, continuino nel tempo a produrre i loro splendidi fiori.


Si tratta delle peonie, originarie dalla Cina, diffuse in tutto l'emisfero boreale e presenti anche nella flora italiana con alcune specie dai grandi fiori porpora e rosa, protagoniste non solo dei nostri giardini, ma anche nell’arredamento, come in questa splendida foto tratta dal catalogo di tessuti e carta da parati di Vanessa Arbuthnott.


Eccole, in tutto il loro magico splendore, in alcune splendide ispirazioni tratte dal blog Simply Me, che vi consiglio di visitare.



Per chi le acquista in vivaio ci sono ibridi e cultivar ottenuti dall'incrocio tra specie dalla particolare fioritura.
In genere le peonie sono suddivise in due grandi gruppi principali: arbustive ed erbacee.
Le più diffuse sono le erbacce, cui appartengono anche le specie presenti in natura; questi fiori vengono coltivati nei giardini europei da secoli. Si tratta di piante con radice tuberosa di grandi dimensioni; durante i mesi primaverili si sviluppano lunghi steli che portano grandi foglie frastagliate di colore verde brillante, a formare ampi cespi tondeggianti, che possono raggiungere anche il metro di altezza e di ampiezza. In primavera inoltrata, alcuni fusti sottili eretti tra il fogliame portano grandi boccioli, che produrranno enormi fiori colorati, in genere nei toni del rosa.
Esistono peonie erbacee a fiore semplice e doppio di colore rosso, rosa e bianco.
La coltivazione non presenta particolari difficoltà: i tuberi si piantano in un buon terreno soffice e fertile, ben lavorato e mescolato a poca sabbia e a dello stallatico ben maturo in una posizione ben soleggiata, necessaria a portare a termine la fioritura.
Da aprile a settembre vanno annaffiate regolarmente, quando il terreno è ben asciutto, anche se possono sopportare periodi di siccità medio-lunghi. Per le concimazioni è opportuno attendere la primavera, quando il fogliame tende a svilupparsi.
In piena fioritura i fiori sono talmente tanto grandi da piegare i fusti che li portano; per questo motivo è necessario porre dei tutori al centro del cespo di foglie, a cui assicurare i fusti con i fiori più grossi e pesanti. Bellissimi ed adatti allo scopo i tutori fotografati nel blog Blomsterverkstad di Minna.


Verso la fine dell'estate possiamo smettere di annaffiare, e in seguito possiamo tagliare il fogliame della peonia a 15-20 cm da terra; l'anno successivo la pianta ricomincerà a germogliare all'arrivo del primo tepore primaverile.
Possiamo moltiplicare le peonie erbacee dei nostri giardini dividendo le radici tuberose o i cespi di radici; in questo modo, in autunno, possiamo ottenere più piante da un solo esemplare. Ma le piante così prodotte tenderanno ad impiegare qualche anno per ben stabilirsi nel terreno e almeno un paio di anni prima di fiorire abbondantemente.
Lo stesso avviene per le piante da poco messe a dimora: le peonie infatti non amano i trasferimenti e ogni volta le spostiamo, le poniamo a dimora o le dividiamo, dobbiamo attendere almeno un paio di anni che si adattino alle nuove condizioni di coltivazione.
Possiamo ottenere nuove piante anche da seme, ma poiché i vivai commercializzano quasi esclusivamente ibridi, è probabile che pochi semi siano fertili e che le piante ottenute da seme non siano identiche alla pianta madre.

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