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martedì 4 settembre 2012

Dal 7 al 15 settembre in mostra i tessuti guatemaltechi


L'esposizione, progettata dal Consolato del Guatemala, sarà allestita a Vicenza presso Viart, luogo d’eccellenza dell’Artigianato Artistico vicentino ed internazionale in Contrà del Monte, 13 aAll'interno di Palazzo Monte di Pietà. Oggetto una importante collezione di tessuti tradizionali realizzati a mano dalle donne maya del Guatemala.
Potremmo ammirare il HUIPIL che per le donne maya rappresenta il capo più importante del proprio abbigliamento, utilizzato da millenni in tutto il Mesoamerica; è uno degli elementi della tradizione autoctona che meglio si è conservato dopo la conquista da parte degli spagnoli. Ogni villaggio mantiene un proprio stile immediatamente riconoscibile ed identificativo.


In Guatemala se ne contano più di cento, utilizzati ancor oggi dalla maggior parte della popolazione indigena di tutte le età. Consiste in una semplice tunica senza maniche, dai colori vivaci e riccamente elaborata.
L'allestimento della mostra, curato dai giovani architetti valtellinesi, Andrea Cavagnolo, Paolo de Meo e Patrizia Dell'Agosto, riesce a trasmettere la sensazione di immergersi nei colori di una popolazione senza nessuna velleità classificatoria, come emerge anche dalla scelta delle immagini e dei testi sulle pareti e dal trattamento cromatico loro riservato. Lo spazio è abitato da numerose sagome realizzate in cartone alveolare, che “indossano” i pezzi esposti, generando un’interazione tra allestimento e spettatore. La forma delle sagome richiama la figura femminile, volutamente stilizzata al fine di allontanarsi dall’idea tradizionale di manichino. Altro elemento caratterizzante è la definizione di una serie di ambiti, utili allo spettatore per focalizzare la propria attenzione sulle tuniche esposte. Questi ambiti, assimilabili a delle stanze, sono delimitati dagli stessi huipiles accostati l’uno all’altro in modo da formare una parete effimera che si delinea al tempo stesso come espositore e oggetto esposto. Una struttura metallica a telaio sostiene l’orditura di cavi su cui gli abiti sono collocati, quasi a richiamare il telaio con cui questi indumenti vengono tessuti. Questa soluzione consente la visione di entrambe le facce delle tuniche, al fine di far apprezzare le trame e le decorazioni che arricchiscono questi abiti rendendoli così pregiati.
La collezione, raccolta nello spazio di quarant'anni da Maria Luisa Corno, si compone di oltre cinquantacinque capi, alcuni molto vecchi, tutti rigorosamente originali, provenienti da diverse zone degli altopiani del Guatemala. Saranno esposti anche un telaio a cintura, antico strumento usato ancor oggi per la realizzazione di questi manufatti, pannelli con fotografie delle donne indigene nella loro quotidianità e schede didattiche.

L'ingresso è libero: ecco gli orari e i giorni di apertura:
Martedì, giovedì, sabato e domenica: 10:00-12:30; 15:00-19:00
mercoledì, venerdì: 15:00-19:00

1 commento:

  1. Nel tuo blog c'è sempre da imparare e grazie per le informazioni molto interessanti.
    Bacioni
    Alessandra

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