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giovedì 3 gennaio 2013

“Capolavori che ritornano”, a Palazzo Thiene ceramiche del ’700



E' vero che a casa nostra, un po' per pigrizia ed un po' per comodità, siamo abituati a posateria, bicchieri e piatti destinati ad essere lavati in lavastoviglie. E quando poi, soprattutto durante le feste, ci decidiamo a tirar fuori dall'armadio “quel” servizio, il famoso servizio buono, magari con il bordo dorato orgogliosi della bella figura che fa sulla tavola, passiamo il resto della giornata di pessimo umore per tutte le attenzioni che dobbiamo dedicare ad ogni piatto, sia nella fase di lavaggio, che in quella di asciugatura.
In ogni caso credo che ne valga la pena, anche se i nostri servizi di “piatti speciali” non possono certo competere con il servizio regale della manifattura Antonibon che è in esposizione in questi giorni e fino al 27 gennaio 2013 a Vicenza, presso Palazzo Thiene, in corso Palladio, dove è allestita la mostra “Un regale servizio da tavola della manifattura Antonibon; dalla Corte d’Olanda a Palazzo Thiene” un esempio notevolissimo e pregevolissimo di art de la table settecentesca della manifattura Antonibon di Nove.

Se avete un po' di tempo, una capatina alla mostra “val bene una messa”; la mostra si inserisce nel progetto culturale proposto dalla Banca Popolare di Vicenza ed è rivolto alla salvaguardia dei capolavori veneti dalla dispersione sui mercati mondiali.
Il servizio antico esposto è composto da 132 stupefacenti pezzi da tavola finemente decorati con i motivi tipici della “frutta barocca” con un fondo cioè in cui sono rappresentati gruppi multicolori dei migliori prodotti del frutteto e dell'orto, prevalentemente presenti sulle mense venete del Settecento: mele, pere, uva, ciliegie, fichi, susine …e poi zucche, verze, carciofi, rape come antologia del “delimitato” infinito del nutrimento vegetariano domestico, avente per "recinto" capricciosi fiorellini, strappati alle aiole del giardino contiguo.

In questo caso non siamo solo di fronte ad un eccellente manufatto dei grandi ceramisti Antonibon, ma ad un servizio appartenuto alla Regina Giuliana d’Olanda, sovrana dal carattere amabile e dai modi gentili, che fu tanto amata dagli Olandesi e che aveva una particolare predilezione per l’Italia, dove amava recarsi spesso in villeggiatura nella sua villa di Porto Ercole sull’Argentario.
Si dice il servizio sia giunto a corte come dono offerto da un ospite di rango, o che possa essere stato il frutto di una raccolta antiquaria arricchitasi, forse, sulla spinta della passione collezionistica della stessa Regina Giuliana; comparendo, inoltre, negli archivi della residenza di Stato destinata all’accoglienza degli ospiti della casa reale, si presume venisse utilizzato in occasione di banchetti e ricevimenti a corte.
L’eccezionale qualità dei manufatti, la dovizia delle decorazioni, unite al gusto della Regina Giuliana e alla sua predilezione per l’arte italiana, hanno contribuito al successo di questo capolavoro veneto presso la corte d’Orange e confermato quanto l’arte della ceramica sia evidentemente slegata dalla vecchia definizione di “arte minore”, raggiungendo vertici di straordinaria qualità.
Diversi anni dopo la morte della sovrana, avvenuta nel 2004, il servizio da tavola fu messo sul mercato antiquario dal quale Banca Popolare di Vicenza l’ha acquisito integrandolo nelle sue collezione e salvaguardandolo quindi dalla dispersione.

C'è tempo solo fino al 27 gennaio, da venerdì a domenica, dalle ore 10 alle 18; l'ingresso è libero (solo visite guidate martedì, mercoledì e giovedì ore 10-18).


1 commento:

  1. Ciao cara Desi, bello e interessante quello che dici sul tuo post ma sono un po' distante da Vicenza.Colgo l' occasione per augurarti un felice anno nuovo .
    baci Valy.

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