Cerca nel blog

venerdì 3 maggio 2013

Vicenza torna alla tradizione con un mercato di cibo e fiori

Con il mese di maggio tornano le iniziative che ti fanno venire voglia di uscire di casa. A Vicenza Piazza delle Erbe per quattro giorni la settimana si ripopola di bancarelle, come era tradizione negli anni Cinquanta, con un mercato di cibo e fiori. 

 
 
La piazza, infatti, deve il suo nome all’attività che ha ospitato per secoli: commercio di frutta, verdura, piante e fiori. All’ombra della Basilica palladiana, i banchi dei venditori non si vedevano più da decenni, ma dal 7 maggio vi si potrà tornare a fare la spesa. 
Il Comune, infatti, ha deciso di ripopolarla di bancarelle per quattro giorni la settimana, dal martedì al giovedì e il sabato.
La storia di piazza delle Erbe risale ai primi secoli dopo Cristo. Secondo i documenti raccolti dall’associazione Botteghe di piazza delle Erbe, però, l’attività di commercio che spaziava dalla verdura alla frutta, e dalle piante ai fiori, è iniziata nel Duecento. Da quel momento, e fino a metà del Novecento, la piazza diventò la sede della vita commerciale di Vicenza, che dalla frutta e verdura si allargò alle calzature (sotto l’arco degli Zavatteri, che prese il nome dai «ciavatteri», ovvero i ciabattini che lo popolavano), alla carne, al baccalà. Questo tipo di mercato rimase fino agli anni Cinquanta perché arrivarono in seguito postazioni fisse che andarono via via diminuendo fino all’inizio del cantiere di restauro della Basilica Palladiana e al blocco totale del 2006.
Dal 7 maggio ogni martedì mattina troveranno spazio i prodotti a chilometro zero di Coldiretti, in vendita, finora, in piazzale De Gasperi; al mercoledì spazio al mercato settimanale dei fiori con 5-6 banchi, mentre al giovedì e al sabato tornano i prodotti della filiera agroalimentare. La domenica, poi, la piazza sarà occupata dal tradizionale mercato dell’antiquariato, che una volta al mese occupa vie e piazze del centro.

Nessun commento:

Posta un commento

Se passi a trovarmi, lascia un commento. Grazie.