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lunedì 6 giugno 2011

Non volevo crederci: pazzi per i trenini

Tutto è cominciato per caso, o quasi, con un collega di lavoro molto caro che ha voluto regalarmi il suo giocattolo preferito di quando era piccolo: il trenino, ma non un trenino qualsiasi, ma il mitico Märklin.

Patita come sono delle cose vecchie e di tutto quello che non ho vissuto per colpa dell’età o del fatto di essere donna, ho accettato con immenso piacere ed ho ricevuto la “scatola” direttamente dalle sue mani, in religioso silenzio, quasi come se si trattasse di una investitura.
Più che di una scatola si trattava di un vecchio schedario, del tipo da ufficio, con i lacci usurati in tela, piuttosto malconcio e pesante; un “faldone” che già mi faceva l’occhiolino, facendomi immaginare che nel suo contenuto mi sarei persa.
Ho resistito ed ho aspettato la sera per aprirlo, a casa, quando c’erano anche mio marito e mio figlio; sì anche perché ero convinta che non avrei saputo capire bene da sola l’importanza del regalo. Di fatto avevo condiviso da piccola con mio fratello maggiore i binari sui cui far circolare un trenino, qualche cambio di direzione, l’abbassarsi delle sbarre del passaggio a livello, un plastico iniziato ma mai terminato con le montagne di cartapesta, ma non mi ero mai particolarmente appassionata. Mio fratello, invece, aveva respirato l’aria della ferrovia fin da piccolo quando, a quattro anni, il nonno materno lo caricava sul Galletto Guzzi e lo portava a vedere il passaggio dei treni.
Certo non pensavo che il tanto famigerato faldone avrebbe portato un così grande scompiglio; nella scatola, oltre locomotiva, vagoni e binari, c’erano anche i vecchi cataloghi. Ed è stato lì che mi sono resa conto che gli uomini, anche da grandi, restano sempre molto bambini. I maschi di casa hanno cominciato a sfogliare il catalogo e, ad ogni pagina, era una sequela di “Ah!! Oh!! Vedi questo ce lo avevo.. Ecco la locomotiva che avevo da piccolo.. Chissà se nella casa dove sono nato ci sono ancora… “ e così via.
Insomma, in un attimo io, che avevo ricevuto il regalo, il faldone e l’investitura ero stata completamente estromessa!!



Ma non tutti i mali vengono per nuocere e così ho deciso di documentarmi sui mitici Märklin, trenini realizzati da un'azienda produttrice di giocattoli tedesca, fondata nel 1859 per molti anni leader mondiale tra i costruttori di treni modello, distintasi per l’originalità dei suoi modelli a prevalente esecuzione in metallo e per il particolare funzionamento a corrente alternata anziché continua (dove entrambe le rotaie sono la massa -più correttamente il "neutro", trattandosi di corrente alternata, mentre la "fase" è data da una serie di punti di contatto in rilievo, posti tra le due rotaie -cosiddetta "terza rotaia"); i modellini prendono infatti la corrente dai punti di contatto tramite un pattino posto sotto la locomotiva.
Ho appreso che i binari sono di tre tipi M, C e K e che il mio collega ha conservanto i Binari M, usciti di produzione, ed attualmente reperibili solo nel mercato dell'usato, che alcuni rotabili Märklin hanno alto valore, ma, naturalmente non sono moltissimi, anche se il valore generale non è poi così basso; che è addirittura possibile, per farsi un’idea della produzione Märklin, acquistare il catalogo storico (Koll’s preiskatalog) edito ogni anno, che elenca ed illustra la produzione dalle origini ad oggi. Il catalogo attribuisce anche delle quotazioni ai singoli modelli, meramente indicative, in quanto il mercato italiano ha prezzi diversi.
Ho appreso che la Märklin ha un sito ufficiale
http://www.maerklin.de/de/
; che esiste un fan club italiano dove è possibile trovare sia informazioni di carattere fermodellistico storico o tecnico legate al mondo Märklin , sia esperienze personali, immagini e tecnica.
http://www.marklinfan.net/
; che esiste un sito ed un relativo forum a disposizione di tutti gli appassionati della Marklin con il preciso scopo di contribuire alla diffusione della passione per la Marklin. http://www.3rotaie.it/


Ho anche molte altre cose da raccontarvi, ma il post si sta facendo un po’ lungo. C'è un seguito, dovuto ad uno zio appassionatissimo di tutto e collezionista di qualsiasi cosa..

Un grazie a Roberto, il mio carissimo collega che ha dato la stura a tutta una serie di nuove conoscenze.

3 commenti:

  1. Mitica la scena del film con Renato Pozzetto "Il ragazzo di campagna"; nella quale i contadini buzzurri si riuniscono in mezzo ad un prato su sedie di legno impagliate per vedere passare un treno, avvenimento ancora "miracoloso" per loro. http://www.youtube.com/watch?v=_rF5ObN1DNw
    Ciao da Poldo

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Giuro che la scena mi era sfuggita! oppure i ricordi dell'infanzia (epoca in cui è uscito il film) sono ormai evanescenti.
    Quindi, per non essere tacciata di ignoranza, ho guardato il filmato su You Tube, ma giuro che non capisco dove Renato Pozzetto (giovanissimo e quasi irriconoscibile) abbia recuperato la sedia visto che alla partenza dal bar non l'aveva.
    Si tratta comuque di una scena bellissima: chissà se la Marklin ha provevduto a ripordurre anche quella locamotiva e quelle carrozze.
    Ciao e continua a seguirmi

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