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giovedì 17 maggio 2012

Scatole di latta (parte quarta)

Ecco che oggi, dopo avervi fatto tanto attendere,( parte 1 e parte 2), dopo avervi indotto in tentazione con le collezioni della guru locale delle scatole di latta Bianca Maria Martelli, “appiccico” con orgoglio la foto di una delle mie scatole di latta, qui in un dettaglio.


Ovvio che la trovo bellissima, con i segni del tempo trascorso e del suo continuo utiizzo, con questo “colore” particolarissimo che è in realtà un verde piuttosto cupo; mi piace soprattutto l'espressività del bambino, con gli occhioni grandi grandi, il faccione tondo ed il berretto da monello, che credo sia difficile rendere su di una stampa piatta.

E' piuttosto grande e misura 34 centimetri x 22 x 13. Date le dimensioni, non mi è difficile immaginare la gioia di quel bambino dell'epoca quando l'avrà ricevuta in dono: il contenuto doveva essere un pozzo di San Patrizio di caramelle, torrone, pastiglie dolci ...


Quando ne sono venuta in possesso, ed è stato proprio per caso, la curiosità di sapere qualcosa di più ha preso il sopravvento.

Una sbiadita stampa laterale ne segnala la ditta produttrice: Manifattura latta Redaelli di Rovato, in provincia di Brescia, manifattura presente nell'archivio scatolifici sul sito Casa delle scatole di latta di Gerano (Roma).

E per il sicuramente ricco contenuto in dolciumi?
Grazie al Centro documentazione di Monselice, ho trovato alcune notizie all'interno della storia di Monselice scritta da Celso Carturan, nato a Monselice nel 1875 e morto a Padova nel 1950, che mi mi hanno permesso di risalire allo stabilimento del Cav. Carlo Dal Din, nome che si legge abbastanza bene sulla mia “preziosa” scatola di latta.
E da qui cito letteralmente: “sorto per la produzione di confetture e marmellate. All'inizio di modeste proporzioni, per confezioni di genere di pasticceria, nei primissimi anni del corrente secolo (NDR si tratta del 1900) andò, per la intelligente ed onesta attività del proprietario, man mano sviluppandosi tanto da rappresentare oggidì uno dei più apprezzati stabilimenti del genere nelle nostre provincie. I suoi prodotti, sempre di qualità superiori, sono dovunque ricercatissimi, Lo stabilimento dapprima limitato ai fabbricato al lato destro della via che dalla Pescheria corre verso piazza Ossicella, si è da alcuni anni ampliato comprendendo i nuovi fabbricati costruiti sul lato opposto nel sito dove sorgeva prima il Politeama Cavallotti con annessi stabili e cortile ad uso stallaggio e magazzini di carbone. Lo stabilimento occupa parecchio personale specialmente di sesso femminile. Durante gli ultimi mesi di questa seconda grande guerra, stante la deficienza di materie prime nonché in questi primi mesi del dopoguerra ha dovuto limitare la propria produzione ma è certo che esso stabilimento ritornerà alla sua primitiva efficienza quanto prima incrementandola sempre più.”

Ovvio che muoio dalla voglia di saperne di più. Che ne è della manifattura Redaelli? E lo stabilitmento di Monselice esiste ancora?
Una veloce ricerca in rete non ha prodotto alcun risultato.
Qualcuno di voi ha qualche dettaglio? Mi pare impossibile che fabbriche di tali dimensioni e di tale successo non siano più attive.

1 commento:

  1. ciao. Anch'io cerco sempre di guardare oltre la scatola per ricercare la storia delle ditte.
    posseggo pure io quella scatola dal din ma proprio ieri ne ho trovata un'altra in una vecchia soffitta proprio di Monselice ed è datata 1929.
    La ditta Dal din non esiste più dagli anni 60 ma ancora non ho saputo se è stata assorbita da qualche altra ditta o cosa.

    Lascio la mia mail per contatti:
    studio.spg@virgilio.it

    io cerco scatole di latta publbicitarie di ditte di Padova e Provincia.

    Ciao Simone

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