Powered By Blogger

Cerca nel blog

venerdì 17 giugno 2016

Ecco che sul terrazzo fa capolino la pervinca del madagascar




Qualche sabato fa, così per passare il tempo, sono stata al mercato settimanale di un paese vicino al mio. Ci sono stata veramente volentieri e mi sono fatta accompagnare dalla mamma. L'obiettivo era quello di passare un'ora all'aperto, dato che sono sempre chiusa in un tristissimo ufficio, curiosando tra le bancarelle, complice un sabato che sembrava promettere un po' di sole.

Inoltre, con la mamma al seguito, ero convinta che alla terza bancarella mi avrebbe comunicato di essere stanca e di aver bisogno di sedersi da qualche parte. Ed ecco che, ancora una volta l'ho sottovalutata: non solo si è fatta tutto il giro dell'intero mercato, ma ha deciso anche di “far girare l'economia” dando mano al portamonete.

E così, al rientro a casa, ho scaricato un paio di cassette di fiori: si tratta della pervinca del madagascar, che alla mamma è piaciuta veramente molto e che ha deciso di posizionare nelle vaschette del terrazzo in sostituzione delle bellissime viole del pensiero che le avevano tenuto compagnia nei mesi scorsi.

Da cosa nasce cosa e, dopo l'impianto dei nuovi esemplari, ho colto l'occasione per farle vedere come la rete Internet possa venirle in aiuto con una serie di norme colturali su queste piante.

Ed ecco che cosa abbiamo letto:

Le pervinche si chiamano Catharanthus; sono un piccolo arbusto perenne, sempreverde, originario del Madagascar. Poichè temono molto il freddo, vengono coltivate come piante annuali. Alcune specie di vinca raggiungono i 30-34 cm di altezza, le foglie sono ovali, di colore verde scuro, solcate da vistose venature chiare. Da aprile-maggio fino ai primi freddi autunnali le vinca producono innumerevoli piccoli fiori a cinque petali, con occhio in colore contrastante. 
Dalla bancarella occhieggiavano numerose cultivar con fiori rossi, rosa acceso, viola, bianchi.
In rete abbiamo visto che sono spesso utilizzate nelle aiuole come piante annuali e e che volendo è possibile preservare alcuni esemplari dal freddo, ponendoli in serra temperata a patire da ottobre.

Mi manca solo di farvi vedere il nuovo assetto del balcone. Speriamo di riuscire a fare le foto prima che piova. 








 

giovedì 9 giugno 2016

La Miseria!

Al lavoro, nei giorni corsi, mi è capitato di guardare dalla finestra del bagno ed ecco che cosa ho scoperto. 
Proprio lei: la Miseria
O meglio l'erba miseria, saldamene abbarbicata sul tetto sottostante, sicuramente “scappata” da qualche vecchio vaso.


La denominazione esatta dell'erba miseria è “Tradescantia”; deve il suo nome a Jonh Tradescant un giardiniere della corte del re Carlo I d'Inghilterra, che la importò in Europa dalla Virginia.

Probabilmente il nome erba miseria con cui è conosciuta deriva  dalla facilità con cui si propaga.  Come si vede dalla foto vive proprio di niente; certo dove si trova non beneficia nè di cure, né di concimi, ma solo di pioggia e di un po' di sole durante il giorno.
Se coltivata sul terreno striscia e ricopre in maniera anche invasiva superfici estese.

Appartiene alla famiglia delle Commelinacee ed è originaria dell'America. Ne esistono circa 70 specie, sia rustiche che da appartamento.

Per molto tempo è stata dimenticata in virtù di altre piante più decorative, ma oggi si è riscoperta per l'uso in giardini esterni come copertura del terreno o in giardini rocciosi, oppure, per il tipo ricadente, in cestoni ad arricchire i terrazzi. 

La Tradescantia si può riprodurre per seme o moltiplicare per divisione dei cespi o talea. La semina si può praticare a marzo, utilizzando terrine, riempite di composta da semi, in cassone freddo. Le nuove piantine devono essere ripicchettate in vassoi e poi trapiantate in vivaio dove dovranno essere lasciate per irrobustirsi fino ad ottobre. A questo punto sono pronte per essere messe a dimora o nei vasi. Bisogna ricordare che le piante ottenute da seme non sempre sono uguali alla pianta madre. 
Il metodo della divisione dei cespi viene di solito utilizzato per le piante coltivate in esterno: si esegue in aprile, ripiantando immediatamente i cespi divisi. Per le specie delicate (da serra o appartamento) si utilizza la moltiplicazione per talea apicale, che può essere prelevata da aprile a ottobre. Le talee, della lunghezza di 5-8 cm., radicano molto facilmente (anche in acqua) e di solito si “piantano”, in gruppetti di tre esemplari, in contenitori di 8 cm. di diametro, riempiti con una miscela di terriccio, torba e sabbia, mantenuta appena umida per evitare marciumi, alla temperatura di circa 15°C.
Le varietà a foglia variegata devono essere sottoposte a potatura (ovvero eliminazione) dei rami che portano foglie verdi. In generale cimare i nuovi getti favorisce l’infoltimento della pianta. T. sillamontana può essere anche tagliata raso terra a ogni primavera: vegeterà nuovamente e vigorosamente.

Gli esemplari più belli sono la zebrina, la fluminensis e la purpurea.

 



t. zebrina  
t.purpurea
 
t.fluminensis     

lunedì 6 giugno 2016

Non è mai troppo tardi per essere “cittadini digitali”

E' vero: non è mai troppo tardi. 

Lo diceva il maestro Manzi molti molti anni fa; mi ricordo che lo vedevo qualche volta in TV ed io ero veramente molto piccola.
All'epoca si trattava di insegnare agli italiani a leggere e scrivere, ma adesso le cose sono cambiate: è necessario insegnare agli italiani ad essere cittadini digitali.

Parlo di quelli che non sono “nativi digitali” come la quasi totalità dei nostri figli; parlo di quelli che non sanno che cosa sia internet, che a malapena riescono a fare qualche chiamata con i cellulari di ultima generazione, che rischiano di essere esclusi dai nuovi servizi digitali e dal mondo.

Insomma parlo degli anziani.

E, quando parlo di anziani, parlo anche della mamma.
In questi ultimi anni più di qualche volta ha detto che le sarebbe piaciuto essere più giovane per poter vivere tutta questa epoca di cambiamenti.
Ed ecco che, nei giorni scorsi, mio fratello si decide a regalarle un tablet.
Avrei pensato ad un atteggiamento di rifiuto, avrei pensato ad una chiusura totale, ma la “vegliarda” riserva ancora qualche sorpresa.
Istruita da mio figlio, proprio ieri è riuscita a mandare tutta da sola il suo primo messaggio via Telegram ed ha sfogliato insieme a me alcune pagine Internet.
Insomma il digitale è sbarcato anche casa sua.

Abbandonerà il giardino a seguito di questa nuova passione, o continuerà a curarlo con grande successo come sta facendo ora? 

Brava mamma! 



 



 

lunedì 23 maggio 2016

Villa Giusti del Giardino: e siamo al numero 11.

Grande attesa per la undicesima edizione di Vintagemania,  manifestazione bassanese che ha attirato anche Rai 1 dedicando un servizio mandato più volte in onda nella trasmissione “Top tutto quanto fa tendenza”. Oltre 50 gli operatori professionisti provenienti da tutta Italia, preziosi capi di VALENTINO dell’Archivio A.N.G.E.L.O esposti al pubblico. 
Sono attesi 10.000 visitatori per una tre giorni molto intensa tutta dedicata al vintage da  Venerdì 27 a Domenica 29 Maggio a Villa Giusti di Bassano del Grappa in provincia di Vicenza. 






  
Un lungo weekend dedicato al vintage nelle sue molteplici sfaccettature dove gli espositori proporranno un’accurata selezione di abiti e accessori del passato e dedicheranno ampio spazio anche a vinili, libri e oggetti di design.
Occhiali dalle montature originali, gioielli d’epoca, borse e pochette firmate e capi d’annata saranno i protagonisti di questa ricca kermesse, che anche quest’anno vedrà sotto i riflettori gli splendidi abiti dell’archivio A.N.G.E.L.O di Angelo Caroli, guru europeo del vintage.
La manifestazione ospita “Valentino” , mostra imperniata su otto abiti dall’eleganza senza tempo, lo stile italiano di un grande couturier, che ha saputo dare forma al desiderio di bellezza delle donne. I tratti distintivi fortemente iconici, come il rosso, il pizzo, il plissé, hanno reso le sue creazioni un esempio di grazia e leggerezza, capolavori di alta sartoria che ne hanno sancito lo straordinario successo.
Non è solo una mostra mercato, ma tre giorni in cui rilassarsi e divertirsi, immersi nelle magiche atmosfere della villa, accompagnati da momenti di dj set e concerti live.
Sabato farà tappa sul palco di Vintagemania lo Senhitlive tour 2016 , con protagonista la cantante italo eritrea Sehnit, talento emergente che propone un pop elettronico di coinvolgente energia, che sta riscuotendo un sempre crescente successo.
Torna inoltre il “Dress Contest@Vintagemania”, che, sempre nella giornata di sabato, consentirà a chiunque lo desideri di sfilare con un proprio outfit (rigorosamente vintage) dell’epoca che più gradisce e sottoporsi ai voti della giuria. Il premio in palio per il vincitore quest’anno è nientemeno che una crociera nel mediterraneo, naturalmente con ambientazione vintage.
Ancora in via di definizione il programma musicale della Domenica che potrebbe riservare una piacevole sorpresa; per gli appassionati di SWING sarà presente il gruppo Bassano Swing Out.
Come in ogni edizione ci sarà anche un programma di intrattenimento dedicato ai più piccoli. Annunciata anche la presenza di “Sbittarte”, l’associazione culturale molto conosciuta in zona che promuove la creatività di grandi e piccini con il suo laboratorio di pittura su ceramica.
Grande novità di questa edizione sarà la presenza dei food truck, che sostituiranno la ristorazione unica centrale, e che permetteranno, passeggiando per il parco, di scegliere tra una vasta gamma di proposte culinarie per rendere ancora più piacevole e rilassante la permanenza dei visitatori alla mostra.

Vintagemania si conferma il punto di riferimento per gli amanti del vintage che avranno la possibilità di curiosare e acquistare in tutta sicurezza, grazie ad un rigoroso controllo di esperti, incaricati dall’organizzazione di esaminare l’autenticità dei prodotti esposti.
Un’occasione unica per tutti coloro che vogliono passare una piacevole giornata all’insegna dell’intrattenimento e di relax in una cornice storica.

Orari manifestazione: venerdì 16.00-21.00 sabato 10.00-21.00 e domenica 10.00-20.00
Ingresso: venerdì 5 euro – sabato e domenica 7,50 euro – Minori di 14 anni gratis
Tel.: 339 3935222 Roberta – 333 7061680 Ilaria 

venerdì 8 aprile 2016

Vicenza in fiore

Carissime/i, 
oggi "scrive" la desolazione di queste foto scattate a Ponte Alto a Vicenza. 
Non desidero commentare.






mercoledì 6 aprile 2016

Collaudo eseguito con successo!

Sono sempre stata affascinata dalla luce delle candele.
Da piccola mi piacevano a tal punto che chiedevo alla nonna di andare a fare una visita in chiesa solo per poter accendere una candelina.
Ciò che si fa da piccoli, resta nel cuore e si ripete anche da grandi.

Anche oggi quando vado in chiesa accendo una candelina: mi arrabbio se il parroco si è modernizzato e non c'è più la candela tradizionale e, quando sono a casa esagero: dalle tea lights, ai moccoli, ai ceri veri e propri, alle candele più raffinate e profumate.

Da vera collezionista seriale non mi faccio mancare lanterne da esterno e fotofore di ogni tipo per illuminare le tenebre estive, candelieri e candelabri vari, per dare una patina surreale anche ai momenti più semplici della serata.

Da un po' di tempo stavo cercando sulle riviste del settore ed in rete immagini di candelieri in legno grezzo, sui quali, lo ammetto, ero un po' carente come collezionista.

Ma da qualche giorno tutto è cambiato grazie a questi due splendidi candelieri realizzati a mano in legno.

Ancora non conosco personalmente l'artista che si è cimentato in questo delicatissimo capolavoro manuale che ha richiesto notevole precisione nel dimensionare i candelieri e nel bilanciarli per renderli sicuri, ma, grazie ad un caro amico “comune” (gli apici sono voluti e lui capirà il perchè) ho seguito la realizzazione quasi in diretta con alcuni riscontri fotografici in fase di tornitura.
Non sono ancora finiti, dato che vorrei cerarli con la cera bianca Novecento di Gualtiero Meazza, ma non ho resistito ed ho provveduto ad un primo collaudo.

Vi lascio giudicare il risultato. A Silvano ed Antonio un grazie speciale, in attesa di poterci incontrare di persona.


giovedì 31 marzo 2016

Referendum di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni (è ora possibile firmare)

Gentilissime/i,
vorrei farvi sapere che presso l'UFFICIO SEGRETERIA o ANAGRAFE del vostro Comune di residenza é possibile firmare per un referendum di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni. Nella proposta di legge sarà potenziata la tutela della persona che difende la propria casa, i propri beni e i propri cari. La cosa più importante é che viene negato il risarcimento delle eventuali lesioni causate dal ladro o agli eredi in caso di morte. Mi permetto di segnalarlo perché partiti, giornali e televisioni non ne stanno dando assolutamente notizia, pertanto vi prego di firmare e far firmare il maggior numero di persone.
C'è tempo fino a metà maggio. L'unico requisito è la residenza e basta presentarsi con la carta d'identità in corso di validità. 

martedì 16 febbraio 2016

Vicenza- La torre Civica


A volte, con il telefonino, si riesce ad ottenere qualche effetto strano: è il caso di questa foto che ritrae la Torre Bissara, detta anche Torre di Piazza, torre civica che si affaccia su Piazza dei Signori a Vicenza.
E'  uno degli edifici più alti della città, con i suoi 82 metri, eppure parrebbe toccare le colonne della vicina Loggia del Capitaniato.

Le prime notizie della torre risalgono al 1174 quando venne costruita per volere della famiglia Bissari accanto al loro palazzo. Tra il  1211 ed il 1229 il comune di Vicenza acquistò sia il palazzo che la torre. Sfuggita al terribile terremoto del 25 gennaio 1348, verso la metà del quattrocento venne sopraelevata raggiungendo l'attuale altezza. All'interno vennero posizionate reliquie di santi e le cinque campane. Nel corso dei secoli numerosi interventi  si susseguirono per mantenere la stabilità e la bellezza della torre.
Il 18 marzo del 1945 la torre, insieme alla Basilica Palladiana, venne colpita da un bombardamento anglio-americano; la sommità si incendiò e il cupolino crollò al suolo tanto che, il giorno successivo, si presentava mozzata. Le campane inoltre si erano staccate, distruggendosi sul lastricato della piazza. Assieme alla Basilica negli anni successivi la torre venne ricostruita, non senza polemiche relative alla forma, in parte diversa da quella originaria. Non tutte le campane inoltre vennero ricollocate così come non venne ricollocata la sfera indicante le fasi lunari che era posizionata sotto l'orologio.

Nel 2002 venne approvato il progetto per un radicale restauro conservativo della torre. L'intervento si mosse in due direzioni: una parte riguardante il consolidamento statico (problema sempre presente a Vicenza vista la ricca presenza di acqua nel sottosuolo), un'altra riguardante il restauro delle superfici, dei fregi e delle decorazioni. Il quadrante è stato dipinto di blu cobalto, come si pensa fosse in origine, ed è stata riposizionata la sfera delle fasi lunari con le campane donate dal Rotary Club Vicenza Berici.
Se passate da Piazza dei Signori non potete non alzare lo sguardo verso questa torre. 

Vi suggerisco di passare almeno dieci minuti prima di mezzogiorno e di attendere di sentire suonare l'ora nona.  
Caratteristica della torre, infatti, è oltre al normale suono delle ore e delle mezz'ore anche l'ora nona, particolare melodia composta dal Maestro Valtinoni ripristinata solo nel 2005 che si sente suonare sette minuti prima di mezzogiorno e sette minuti prima delle diciotto. 

giovedì 31 dicembre 2015

mercoledì 28 ottobre 2015

E' il momento del suo massimo splendore!


E' proprio vero che, in realtà, il massimo della sua bellezza è quando, ai primi freddi, le foglie vestono questi splendidi colori d'autunno: si tratta di un acero platanoide, detto anche acero riccio, appartenente alla famiglia delle Aceracee, al genere Acer ed alla specie platanoides. 
 
L'ho comprato qualche anno fa, assieme a mio figlio allora piccolo.
L'albero era piccolo come lui.
L'ho trasportato dal vivaio all'interno della mia macchina.
L'abbiamo piantato insieme nel nostro minuscolo giardino. 
Per noi si trattava di una tappa importante: il primo albero della nostra nuova casa, una casa desiderata tantissimo, voluta con grande determinazione, il nostro guscio, un nuovo progetto di vita, un posto dove mettere radici, proprio come avrebbe dovuto fare l'albero.
Albero piccolo e buchino piccolo nel terreno.
Non mi ero informata sulle reali dimensioni; mi era piaciuta la foglia e basta.
Ora so che è un albero che raggiunge dimensioni abbastanza grandi, alto anche fino a 30 metri, caratterizzato da una crescita piuttosto veloce, con una chioma tondeggiante e piuttosto espansa, piuttosto longevo in quanto in grado di sopravvivere per alcune generazioni oltre la mia.
Il tronco è eretto ed il suo diametro può essere maggiore di 1,5 m, la corteccia è di un colore grigio tendente al marrone, liscia nelle piante giovani, mentre presenta delle fini fessurazioni longitudinali negli esemplari adulti; le gemme sono rossastre. Le foglie sono caduche, opposte, provviste di un lungo picciolo, lisce, lunghe fino a 15 cm e larghe 10-20 cm, con 5 lobi palmati, separati da incisioni superficiali, ciascuno dotato di 1-3 denti acuminati, di color verde chiaro: ora, come si può vedere, virano al giallo e al rosso.
  


Ho letto che l’acero riccio preferisce climi temperati freddi e temperati, infatti è in grado di sopportare valori termici di parecchi gradi al di sotto dello zero e resiste anche ai forti venti altrimenti non avrebbe potuto adattarsi ai piccoli spazi che gli sono stati destinati.
Per alcune ore al giorno, condominio e villa di fronte permettendo, è esposto al sole ed ora è bellissimo mettersi sotto i rami per vedere l'effetto degli ultimi raggi di sole tra le foglie, prima della loro definitiva caduta. 

 

 
Tra qualche giorno le foglie tappezzeranno il marciapiede; allora inizierò a lamentarmi di averlo piantato, raccoglierò più o meno pazientemente le foglie per inserirle nel composter e passerò l'inverno a guardare i rami spogli, aspettando la primavera. 
So che il nostro acero non ci deluderà.

giovedì 17 settembre 2015

"Fiori, colori e..." ballo con la Milonga Il 19 e 20 settembre 2015 in centro storico a Vicenza






Il terzo fine settimana di settembre è ormai tradizionalmente per Vicenza l’occasione per salutare la fine dell’estate e l’inizio della nuova stagione; sono programmati alcuni eventi per questo week-end nelle piazze del centro cittadino: Arte in corso, la Cena Sotto le Stelle il 19 settembre, "Fiori, colori e…" il 19 e 20 settembre con la Milonga.
Per i cittadini ed i turisti l’intero corso Fogazzaro, da corso Palladio alla Chiesa dei Carmini, e via Cesare Battisti, ospiteranno l’edizione autunnale di Arte in Corso. Sabato 19 settembre (dalle 9 alle 20), il principale corso cittadino ospiterà numerosi artisti che proporranno le loro opere su tela; ci sarà spazio per sculture e tanta creatività, per una passeggiata tra pezzi unici ed originali.
Si potranno apprezzare le opere di artisti molto diversi tra loro, ognuno caratterizzato dalla propria sensibilità e dalla tecnica di lavoro che meglio lo rappresenta, ma che hanno in comune il desiderio di esprimere il loro talento e suscitare emozioni e riflessioni nel pubblico. Presenzierà Maria Lucia Ferraguti, critico d'arte, che darà il suo contributo alla manifestazione, esprimendo il suo parere sulle opere esposte con una chiave di lettura innovativa.
L'evento è organizzato dall'Associazione Culturale “Il Tritone”, Associazione “Vivere Fogazzaro Vicenza” in collaborazione con il Comune di Vicenza e con in collaborazione con AssoArte.

La Cena Sotto le Stelle è un appuntamento di fine estate: si svolgerà sabato 19 settembre dalle 20 in corso Fogazzaro e sarà organizzata dall'Associazione “Vivere Fogazzaro Vicenza”, dall'Associazione Culturale Il Tritone da A.I.M, da Acque Vicentine in collaborazione con l'assessorato alla partecipazione.
Lungo il corso verranno sistemati tavoli e sedie e si potranno gustare alcune delle prelibatezze tipiche della nostra bella penisola: dalla bufala alla salsiccia, dal pesto alla crema di gianduia.
La partecipazione prevede la prenotazione obbligatoria. Per informazioni: tel. 04441800655 ed e-mail goldlion66@gmail.com.

Le piazze del centro storico si colorano invece di colori con l’edizione autunnale della mostra mercato del florovivaismo "Fiori, colori e…" che si terrà sabato 19 e domenica 20 settembre dalle 8 alle 20, organizzata dall'Associazione Culturale “Il Tritone”, l'associazione “Botteghe di Piazza Castello Vicenza"
Piazza Castello, piazza Duomo e contra' Garibaldi saranno un unico tappeto di colori, grazie ai numerosi espositori provenienti da tutta Italia che promettono composizioni floreali, piante rare e nuovi attrezzi necessari per chi ha il pollice verde.
Nell'ambito di questa manifestazione l’associazione culturale i Gattango asd Vicenza in collaborazione con l'Associazione Centro Storico Città del Palladio propongono una Milonga improvvisata e gratuita con lo scopo di promuovere la cultura del tango argentino.
Sabato 19 settembre, dalle 17.30 alle 20.30, gli appassionati potranno ritrovarsi all’Antico caffè Scrigni in piazza Duomo.

martedì 14 luglio 2015

Il tour dal divano: ma è possibile?

Sì, con i biscotti, grazie alle scatole di latta in cui sono custodite le specialità della Danese Jacobsen. 




Buoni come sempre, ma belli più del solito. L’impasto è quello deliziosamente e pericolosamente burroso a cui siamo abituati, ma la storica fabbrica di biscotti ha pensato bene di sorprenderci con la collezione European Tour di scatole di latta nuove e originali.
Si tratta di tanti diversi soggetti ispirati ad un moderno Grand Tour, con grafie di Amsterdam, Parigi, Londra e Venezia, che non potevano certo mancare nella mia collezione di pezzi nuovi.
Che i posteri abbiano pietà delle mie manie!

martedì 16 giugno 2015

Ma che mondo sarebbe senza Nutella?





Serata triste, terribili immagini rimandate dalla TV di casa, tanto che la permanenza sul divano diventa spiacevole. Fuori piove, anzi diluvia; non posso nemmeno fare quattro passi con la mia cagnolina.
Ma c'è ancora spazio per le idiozie ed ecco che Segolene Royal, ministro francese per l’ecologia ed ex compagna di Hollande, mi dà lo spunto per “sorridere a denti stretti”. 
 
Certo non è stata sufficiente la chiusura della frontiera a Ventimiglia per far scendere il gelo tra Francia ed Italia, ma ci si è messa di mezzo anche la mitica crema di nocciole e cacao, prodotta ad Alba dalla Ferrero, famosa in tutto il mondo: la Nutella.

L'accusa: contribuire alla deforestazione perchè negli ingredienti c'è l’olio di palma.

Si sa che la deforestazione massiccia ha come conseguenza il riscaldamento climatico che è causato anche dall’uso dell’olio di palma.
E la Segolene arriva al boicottaggio: «Non mangiate più la Nutella se volete salvare il pianeta». E a nulla vale il dispiacere dell'intervistatore che se ne esce con un “La Nutella è buona!”

Ma quando è perchè e nata questa grande invenzione?
La Nutella ha una storia che ormai è divenuta quasi leggenda che risale al 1946 e che si deve a Pietro Ferrero, ingegnoso pasticcere di Alba.
La guerra era conclusa solo da pochi mesi, l’Italia era lontana dal boom economico e la gente non aveva denaro da spendere per i dolci. Ferrero cercava di fare un nuovo prodotto a base di cioccolato che fosse allo stesso tempo buono e poco costoso.
L’ispirazione gli venne dagli operai che vedeva passare davanti alla sua pasticceria per andare in fabbrica che portavano con sé dei pezzi di pane da consumare con il pranzo. Ferrero intuì che, se fosse riuscito a fornire qualcosa di dolce e a basso prezzo da mangiare insieme al pane, avrebbe potuto ingrandire la sua attività e aumentare i suoi guadagni.
Dopo numerosi tentativi, Ferrero amalgamò l’impasto del già noto cioccolato gianduia con il burro di cocco e ciò che ne venne fuori fu una specie di marmellata semisolida. Fatta raffreddare in uno stampo rettangolare, ne ottenne un grosso panetto solido che, tagliato a fette, venne venduto in piccoli pezzi. Fu subito un grande successo e i clienti al banco aumentarono in fretta nel corso dei mesi.
Pare che, in un giorno estivo particolarmente afoso, i blocchi si sciolsero, dando vita ad una deliziosa crema da spalmare: nacque così nel 1951 la Supercrema, un prodotto a base di cioccolato che in quel momento era il più economico da reperire sul mercato.

Ma la Supercrema non è ancora la Nutella che noi conosciamo.
La svolta definitiva arrivò nel 1964 con il figlio di Pietro Ferrero, Michele, il quale decise di perfezionare la formula, rendendola ancora più morbida e attribuendole un nuovo nome: Nutella, fusione dell'inglese “danut” (nocciola) accompagnato dal vezzeggiativo ”ella”.
Anche la grafica si dimostrò vincente: una grande “N” in nera e tutto il resto della scritta in rosso. Da quel momento in poi il successo della Nutella non ha mai conosciuto momenti di difficoltà. Da più di quarant’anni soddisfa i palati di tutto il mondo, su di lei sono stati scritti libri e le sono state dedicate perfino scene di film importanti.

E' così famosa che il 5 febbraio di ogni anno è la Giornata Mondiale della Nutella; si tratta di un'idea tutta italiana ed è stata lanciata in maniera non ufficiale nel 2007 dalle blogger Sara Rosso e Michele Fabio, come un giorno in cui in cui provare nuove ricette, condividere foto sui social network, e ovviamente mangiare quintali di Nutella.
Come per la Coca-Cola, anche la Nutella ha una ricetta segreta che viene gelosamente custodita. I veri appassionati sanno che le tante e più svariate riproduzioni o copie non si avvicinano minimamente al suo unico e irresistibile sapore.
Senza dubbio, si può oggi affermare che la Nutella è la crema spalmabile più amata del mondo. Ogni anno ne vengono vendute circa 250mila tonnellate in 75 diversi Paesi. La sede principale del gruppo Ferrero è in Italia, ma l’azienda la produce in nove stabilimenti in Europa, Russia, Nordamerica e Sudamerica.

Cara Segolene: ma che mondo sarebbe senza Nutella?


martedì 2 giugno 2015

Buon sangue non mente...

Ed ecco qualcosa dal mio giardino.


La vita è una rosa dove ogni petalo è un’illusione e ogni spina una realtà.
(Alfred de Musset) 1810 - 1857.

E le illusioni stanno piano piano corpendo il prato.





martedì 26 maggio 2015

Numero 545 del catalogo

Nei giorni scorsi un caro amico mi ha fatto dono di questa maschera in ceramica. 



Agli inizi non mi sembrava un granchè: era piuttosto impolverata, ma non aveva l'aspetto di uno di quei pezzi realizzati in serie e ad uso e consumo dei turisti di passaggio a Venezia. L'ho infilata in borsa e fino a sera me ne sono dimenticata.
Al mio rientro a casa la maschera si è fatta notare da sola, dato che la mia borsa “ha suonato” in un modo diverso nel momento in cui l'ho appoggiata sulla solita mensola ed è stato allora che me ne sono ricordata.
Sottoposta ad una semplice pulizia, sono stata sorpresa dai suoi colori vivi e brillanti.
Il retro reca la firma del ceramista ed il numero di catalogo 545. 
E qui è nata la curiosità di volerne sapere un po' di più. 

Si tratta di una ceramica dipinta a mano e firmata da Giovanni Girardi; le dimensioni sono cm. 14,3 x cm. 14 x cm. 5,8 di spessore; può essere esposta sia come soprammobile che appesa al muro, infatti sul retro ci sono due fori per poter passare un piccolo cordino.

Scultore e modellatore Giovanni Girardi, già collaboratore della torinese "Lenci" negli anni precedenti il secondo conflitto mondiale, fonda a Vicenza, nel dopoguerra, lo studio d'arte ceramica  "Moulin Rouge" rimasto attivo solo pochi mesi, dove realizza lavori di ceramica artistica di grande qualità.
Negli anni successivi, sempre a Vicenza, fonda la manifattura "Diana" per la produzione di ceramiche artistiche attiva in zona San Bortolo.
Tra gli artisti che operano presso la manifattura ricordiamo, nella seconda metà degli anni Cinquanta Toni Moretto, Adriano Colombo e Giovanni Duso; tutti e tre lasciano la manifattura nel 1959 per fondare, a Milano, il laboratorio ceramico "Lo Scricciolo".
Nel 1958 la manifattura Diana è presente alla Mostra dell'artigianato di Verona.
 
Sovente le ceramiche di questa manifattura presentano, come marchio di fabbrica, la scritta Girardi o le sole iniziali G G.
Le ceramiche realizzate da questa manifattura per l'esportazione possono presentare la scritta "Cardel" seguita da made in Italy.

Così, senza rendermene conto, mi sono ritrovata tra le mani un pezzo speciale, che ha una storia.
Un grazie speciale a quel mio amico speciale.
 


mercoledì 20 maggio 2015

Giardinaria: Tante novità e spettacolari fioriture per il festival del giardino 23 e 24 maggio - Castello Quistini a Rovato (BS)


Giunta alla sua terza edizione, Giardinaria è pronta a mostrarsi in tutto il suo splendore floreale: sabato 23 e domenica 24 Maggio, tra i magnifici giardini di Castello Quistini a Rovato in provincia di Brescia, arriva il festival del giardino.
Organizzata dall’Associazione Florovivaisti Bresciani e da Castello Quistini, la nuova edizione vedrà più di 40 espositori tra produttori, garden, aziende agricole e hobbisti dalla forte passione per il giardinaggio che riempiranno i già fioritissimi giardini della dimora franciacortina. Castello Quistini è infatti famoso per i suoi giardini di rose con oltre 1500 varietà tra antiche, moderne e inglesi, e proprio durante il mese di Maggio sarà possibile ammirarne colori e profumi.
A Giardinaria si potrà trovare il meglio della produzione florovivaistica, ma anche arredo da giardino, riciclo creativo per esterni, artigianato, spezie, miele e prodotti della terra e una speciale “Cucina dei fiori” curata da Scotti Ricevimenti che darà l’opportunità di pranzare in mezzo al verde con piatti ispirati dalla natura e dalle piante, circondati da una cornice unica.

Moltissime le varietà di piante proposte: piante acquatiche e palustri, verdura e frutta bio, collezioni di ortensie e decorazioni floreali, erbacee perenni, frutti antichi, fragole e frutti di bosco, piante grasse, succulente e cactacee, bulbi di tulipani, narcisi e iris, piante da interno che purificano l’aria, aromatiche e officinali, rose antiche, moderne e inglesi, collezioni di lavanda, piante del benessere (Goji tibetano, Asimina triloba, Jaougolan, Camelia del Tè, Schissandra chinensis, Kiwi arguta, Feijoa, Goumi del giappone, Aronia, Alkekengi), agrumi, orchidee rustiche da giardino e bonsai.
Saranno molte le novità di quest’anno, soprattutto per i bambini: per l’intera giornata di Sabato e Domenica Cascina Ponte guiderà i più piccoli al battesimo della sella con i suoi pony shetland per far conoscere e amare questi fantastici animali, e Sabato dalle 16,30 si terranno letture per bambini (3 - 8 anni) di favole dedicate alla natura e agli animali del prato.
Per i più grandi invece Sabato dalle ore 15,00 alle ore 15,45 verrà presentato il libro “La vie en roses - Le più belle del reame”, viaggio tra le rose coltivate in Italia e tra quelle esclusivamente italiane, riscoperte e riportate alla luce grazie al fervore di ricercatori appassionati. Domenica dalle 15,00 alle 15,45 presentazione del libro: “Pomodori da terrazzo - Come coltivare l’orto sul balcone”, di A. Mariotti e C. Priante. libro rivolto agli ortolani alle prime armi, coloro che, tra rosmarino e maggiorana, si confondono e finiscono per scegliere la menta. Consigli semplici e regole essenziali per avere l’insalata tutto l’anno o adibire intere vasche alla coltivazione dei peperoncini. Indicazioni chiare ed efficaci per ogni ortaggio ed erba aromatica.
Un altro importante appuntamento si terrà Domenica 24 Maggio dalle 10,00 alle 12,00 con la premiazione delle tesine dei ragazzi delle classi quinte dell’Istituto Pastori di Brescia e dell’Istituto Superiore “Vincenzo Dandolo” di Bargnano (Brescia) sui temi inerenti il florovivaismo. Le borse di studio sono offerte da Brescia Garden e il progetto è coordinato dall’Associazione Florovivasiti Bresciani. 

Giardinaria è un evento organizzato da Associazione Florovivaisti Bresciani, che conta tra i suoi associati oltre 150 imprese florovivaistiche e di costruzione e manutenzione del verde, e da Castello Quistini, dimora storica aperta al pubblico con al suo interno un giardino botanico di rose antiche, moderne e inglesi. Giardinaria sarà in programma Sabato 23 e Domenica 24 Maggio dalle 10,00 alle 20,00 a Rovato, in provincia di Brescia. Per maggiori informazioni:

Ingresso
Ingresso intero: 5,00€
Ingresso ridotto: 3,00€ (bambini 10-16 anni)
Ingresso gratuito: (bambini 0-10 anni)
Ed eco finalmente una manifestazione in cui i nostri amici cani sono i benvenuti


Ecco il Programma completo:
Sab 23 Maggio Dalle ore 15,00 alle ore 15,45
La vie en roses - Le più belle del reame”
Presentazione del 1° volume della collana “La vie en roses - Le più belle del reame” a cura di Nicoletta, Campanella, Nicla Edizioni. Con questo primo volume inizia un viaggio tra le rose coltivate in Italia e tra quelle esclusivamente italiane, riscoperte e riportate alla luce grazie al fervore di ricercatori appassionati. Prendendo spunto dal periodo storico, fine Ottocento ed inizio Novecento, in cui tutte le Rose Banksiae fecero il loro ingresso in Italia, in questo primo volume sono la Belle Époque e lo stile Liberty ad essere di scena. Attraverso personaggi come D’Annunzio, Franca Florio, la Regina Margherita conosceremo un mondo di bellezza il cui filo conduttore è sempre e solo la rosa.

Sab 23 Maggio Dalle ore 10,00 alle 20,00
Giropony” per i più piccoli
Cascina Ponte guiderà i più piccoli al battesimo della sella con i suoi pony shetland per far conoscere e amare questi fantastici animali. Potrete inoltre conoscere due razze particolari di polli (Phoenix e Cocincina).

Sab 23 Maggio Dalle ore 16,30 alle ore 17,30
Letture di favole per bambini (3 - 8 anni)...seduti sul prato.
Lettura con il gruppo di volontari le Librellule delle favole "Gico il lombrico", "Spocchia la ranocchia", "Gedeone il calabrone" ed altre storie dedicate alla natura e agli animali del prato.

Dom 24 Maggio Dalle ore 10,00 alle ore 12,00
Premiazione delle tesine dei ragazzi delle classi quinte
Premiazione delle tesine dei ragazzi delle classi quinte dell’Istituto Pastori di Brescia e dell’Istituto Superiore “Vincenzo Dandolo” di Bargnano (Brescia) sui temi inerenti il florovivaismo. Le borse di studio sono offerte da Brescia Garden e il progetto è coordinato dall’Associazione Florovivasiti Bresciani.

Dom 24 Maggio Dalle ore 15,00 alle ore 15,45
Pomodori da terrazzo - Come coltivare l’orto sul balcone”
Presentazione del libro: “Pomodori da terrazzo - Come coltivare l’orto sul balcone”, di A. Mariotti e C. Priante. Il basilico si trova un po’ su tutti i balconi, anche in quelli di chi ha il pollice nero fumo, ma come si fa con i pomodori e le melanzane? O con le tonde e paffute zucchine rampicanti da far correre sulla ringhiera? Il libro è rivolto agli ortolani alle prime armi, coloro che, tra rosmarino e maggiorana, si confondono e finiscono per scegliere la menta. Consigli semplici e regole essenziali per avere l’insalata tutto l’anno o adibire intere vasche alla coltivazione dei peperoncini. Indicazioni chiare ed efficaci per ogni ortaggio ed erba aromatica. E non mancano i consigli per preparare macerati e concimi fatti in casa, oltre a una o due ricette finger food per gustare le verdure autoprodotte. La presentazione sarà un’occasione per parlare di verde, di orti e di riscoperta dell’agricoltura in città, di milioni di italiani che riscoprono un hobby e dei saperi che arrivano da lontano, di ambiente e biodiversità, ma anche per dibattere di cucina, viste le tante ricette presenti nel libro.

Dom 24 Maggio Dalle ore 10,00 alle ore 20,00
Giropony” per i più piccoli
Cascina Ponte guiderà i più piccoli al battesimo della sella con i suoi pony shetland per far conoscere e amare questi fantastici animali. Potrete inoltre conoscere due razze particolari di polli (Phoenix e Cocincina).
-----------------------
Segreteria organizzativa
Tel. +39.3356039291 (M.Mariani)
Tel. +39.3391351913 (A.Mazza)
info@giardinaria.it

Associazione Florovivaisti Bresciani
Tel./Fax: +39.0303534008
info@florovivaistibs.it

Ufficio stampa
Andrea Mazza – info@giardinaria.it
Tel. +39.3391351913
-----------------------

lunedì 18 maggio 2015

Date a Cesare quel che è di Cesare


Oggi ho preso a prestito il celebre detto attribuito a Gesù: «Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» . La frase è presa dal Vangelo (Luca 20,20), ma io qui la cito per un motivo diverso. 

Tutti pensano che io abbia l'hobby del giardino e lo fanno a ragione: 
primo perchè non hanno mai visto il mio giardino, peraltro piccolissimo e solo "fantasma" da quando ho adottato una simpatica e vivacissima meticcia
secondo perchè sulla "teoria"  batto tutti, essendo campionessa  di  "giardinaggio virtuale"  titolo che mi viene da una attenta lettura di molte riviste specializzate del settore, cosa che mi consente di "pontificare" su argomenti specifici sempre a ragion veduta.

Ma oggi vi voglio stupire e voglio dare a Cesare appunto quel che è di Cesare, voglio dare  a ciascuno il suo, quel che gli spetta o s'è guadagnato.  
E vi presento in queste foto il giardino della mia mamma, "targata" 1928,  perchè la vera giardiniera è lei, nonostante sia meno di un soldino di cacio, nonostante gli acciacchi, i problemi, le fratture recenti al femore, le allergie di tutti i tipi e a tutti i tipi di pollini esistenti sulla faccia delle terra. 
Ogni giorno si prende cura personalmente di questi stupendi spazi che sono così proprio grazie a lei.   

Brava mamma!






 


sabato 16 maggio 2015

Vintagemania 2015 - Bassano del Grappa

  MOSTRA MERCATO DEL VINTAGE VILLA GIUSTI DEL GIARDINO - VIA TRAVETTORE, 30 - BASSANO DEL GRAPPA (VI)



Venerdì 22 maggio i cancelli di Villa Giusti del Giardino a Bassano del Grappa si aprono per la nona edizione della mostra mercato del vintage Vintagemania. Nella straordinaria cornice dell’antica dimora bassanese, selezionati espositori, provenienti da ogni parte d’Italia, tra cui A.N.G.E.L.O. Vintage Palace, proporranno creazioni del passato: abiti e accessori ma anche libri, dischi in vinile e molti altri oggetti.
L’evento sarà ricco di momenti culturali, tra i quali la mostra Yves Saint Laurent – Il Fabbricante di Felicità, a cura dell'archivio A.N.G.E.L.O., dove si potranno ammirare 10 pezzi iconici che sintetizzano il mood dell'epoca di cui il celebre designer è stato testimone e attore rivoluzionario.
L’evento, anche in questa nona edizione, si presenta come un’occasione unica per trascorrere una piacevole giornata percorrendo le antiche stanze della Villa e ammirando la bellezza e l’unicità del suo parco storico. 

Quando: 22-23-24 MAGGIO 2015 Orari: Venerdì e Domenica ORE 10-19, SAB ORE 10-21 Ingresso a pagamento: 5 Euro Gratis i minori di 14 ann

mercoledì 13 maggio 2015

Che maraviglia: ecco la Kolkwitzia Amabilis

Lo scorso anno, al vivaio, mi sono lasciata tentare da un cespuglio che era tutto fiorito, un po' piccino, ma poco costoso. Da quando nel micro giardino di casa la fa da padrona la mia Volpe, so che non posso pretendere di godere di fioriture particolari e soprattutto non posso acquistare cespugli costosi.
Sicchè ho comprato la Kolkwitzia Amabilis; l'ho piantata in piena terra ed ho atteso pazientemente tutto l'inverno, guardando ogni tanto tutti quei suoi piccolissimi rametti secchi, convinta che, magari a causa delle “innaffiature” speciali del mio cane, non avrei visto né foglie, né fiori in primavera.

Ed eccola finalmente! Ecco la tanto attesa fioritura, dalla quale fa capolino una coppia di minuscoli maialini in cotto che mi hanno seguito in tutti i miei traslochi.



Qualche indicazione in più:
appartiene alla famiglia delle Caprifoliaceae; è un arbusto deciduo di forma tondeggiante che può raggiungere una altezza massima di 2/3 metri con un di 1,20/2 metri
Sviluppa un corto
fusto che è densamente ramificato, con rami che sono leggermente arcuati; il fogliame è di colore verde scuro, ma diviene giallastro in autunno, prima di cadere.
In maggio produce lungo i fusti numerosi grappoli di fiori imbutiformi, di colore appena rosato, con gola di colore giallo dorato. La fioritura è appariscente e dura alcune settimane.
Nel mio caso io l'ho utilizzata come esemplare isolato, ai piedi di una weigelia che sta appena appena mettendo qualche fiore, ma credo che dia il meglio di sé in grandi macchie, magari avendo a disposizione un vero giardino .
La moltiplicazione si può effettuare per divisione dei cespi in autunno, oppure in luglio-agosto per talea dei rami semilegnosi: dai germogli laterali non fioriferi, semimaturi, si prelevano talee di circa 10-15 cm, preferibilmente con una porzione di rame portante, e si piantano in un miscuglio di torba e sabbia. Quando le talee hanno radicato, si trapiantano e restano in vivaio (o protettte) per un un anno.
 
Questi arbusti si piantano in ottobre-novembre o in marzo in posizioni soleggiate; il substrato ideale per la coltivazione della kolkwitzia è comunque quello leggero, molto ben drenato, ricco e soffice; prima di porre a dimora l'arbusto è bene lavorare la terra del giardino, aggiungendo sabbia, terriccio universale ed una piccola quantità di concime organico o di humus.
Ciò che mi piace di questi arbusti è che
non temono il freddo e possono essere coltivati in giardino anche in zone con clima invernale molto rigido, sopportano infatti anche temperature di -30/-20 °C.
Durante la fioritura, se la primavera è poco piovosa, è necessario annaffiare con regolarità, mentre durante il resto della stagione vegetativa basta annaffiare sporadicamente e solo in caso di siccità prolungata.
Concimare il terreno alla fine dell'inverno con stallatico, oppure utilizzare un concime granulare a lenta cessione, da fornire ogni 3-4 mesi; in primavera prediligere concimazioni ricche in azoto e potassio, per favorire lo sviluppo di nuova vegetazione e di fiori.Potatura: per ottenere ogni anno un bell'arbusto denso intervenire dopo la fioritura accorciando i fusti di circa un terzo; questa pratica evita anche che con il tempo l'arbusto tenda a svuotarsi nella parte inferiore.
Le kolkwitzie fioriscono di preferenza e con maggiore intensità sui rami prodotti nella stagione precedente, per questo la potatura dovrà essere estiva, da effettuare  proprio quando i fiori saranno appassiti, in questo modo verranno stimolati numerosi getti laterali destinati a fiorire l'anno successivo.
In questo momento la Kolkwitzia Amabilis mi sta dando veramente un sacco di soddisfazioni; i fiori sono molto profumati e ben frequentati da ogni tipo di ape.